IL SUO CANTO LIBERO - LUCIO BATTISTI RIFIUTÒ UN MILIARDO DA AGNELLI CHE LO VOLEVA PER UN CONCERTO - STASERA RA1 OMAGGERÀ IL GRANDE CANTAUTORE, NONOSTANTE L’OPPOSIZIONE DELLA MOGLIE - MORTO A 55 ANNI NEL 1998, SMISE DI ESIBIRSI DAL VIVO NEL ’76, PERCHÉ “UN ARTISTA NON HA BISOGNO DI APPARIRE, DEVE COMUNICARE SOLO ATTRAVERSO LA MUSICA” - INTROVERSO E IMPENETRABILE, SE DISSE DI NO ALL’AVVOCATO, CANTÒ PER I BAMBINI MALATI DI TUMORE…

Tiberio Fusco per "Libero"

Una volta l'avvocato Agnelli avrebbe voluto realizzare un concerto di Lucio Battisti al Teatro Regio di Torino. Gli offrirono uno o due miliardi. Il grande Lucio rifiutò. Gli Agnelli dissero: «Riusciamo a parlare con Breznev in trenta secondi e non riusciamo a parlare con Battisti».

Questa e tante altre curiosità verranno fuori dalla puntata dedicata da Raiuno all'indimenticabile interprete di Emozioni e condotta da Massimo Giletti (stasera ore 21). Nonostante l'opposizione della moglie di Battisti (la signora Grazia Letizia Veronese, conosciuta al Festival di Sanremo del 1967 quando lei era segretaria del clan di Celentano) ci saranno ad omaggiare il cantante di Poggio Bustone (Rieti) scomparso a soli 55 anni nel settembre 1998, Patty Pravo, Mario Biondi, Simone Cristicchi, Anna Tatangelo e Michele Zarrillo.

Ma soprattutto Mogol: insieme hanno raccontato con le loro canzoni incontri, amori, passaggi allegri e tristi della nostra esistenza. Tuttavia oggi, 14 anni dopo, abbiamo tutti la sensazione che sia ancora vivo. E pensare che nel 1976, a soli 33 anni, Battisti decise di chiudere con il pubblico, con i concerti, con la tv. Il suo proclama che ha fatto storia,ma non proseliti, era: «Un artista non ha bisogno di apparire, deve comunicare solo attraverso la musica». Si disse che i giornalisti gliene avevano combinata una grossa.

O forse fece solo sua la massima di Lord Brummel, il maestro inglese di tutte le eleganze: «In società bisogna arrivare, far colpo e sparire. La gloria è garantita». All'epoca Lucio Battisti guadagnava anche 4 miliardi all'anno solo in diritti d'autore, ma viveva in modo spartano. Battisti è nato il 5 marzo 1943. Marzo è stato un mese ricorrente per lui. Il figlio Luca è nato il 25 marzo 1973. Ha avuto successo con I giardini di marzo.

Il suo primo lp uscì a marzo. Dopo il matrimonio con Grazia andò per un periodo a vivere a Londra. Si dice che fu la paura del rapimento del figlio Luca a fargli scegliere di abitare in Inghilterra. Era un artista di destra o di sinistra? Giletti ne parlerà con l'ex deputato socialista Claudio Martelli. Era accusato di qualunquismo e persino di fascismo perché la destra lo venerava. Ma nel covo delle Brigate Rosse di via Monte Nevoso a Milano fu trovata, il 1° ottobre 1978, subito dopo l'assassinio di Aldo Moro, dai comandanti del generale Dalla Chiesa, l'intera collezione dei suoi dischi.

Addirittura in un comunicato i brigatisti usarono anche un suo verso: Le discese ardite e le risalite. La prova del Battisti fascista sarebbe, invece, il fotogramma di un braccio teso ripreso durante un programma televisivo. In realtà stava avviando il coro di E penso a te. Battisti replicava così alle insinuazioni politiche: «Io finanzierei Ordine Nuovo? Chi mi conosce sa che faccio fatica anche a pagare il biglietto del tram».

In realtà, in quegli anni, chiunque parlasse d'amore, veniva considerato di destra. Oggi, invece, un verso di una canzone di Battisti dovrebbero cantarlo i nostri politici: «Conosci me, la mia lealtà, tu sai che oggi morirei per onestà». Nel 1982 Battisti, a casa di Caterina Caselli, incontrò Bettino Craxi. La Caselli lo voleva nella sua scuderia discografica. Pare che se ne andò di punto in bianco. Il cantante con i ricci era fatto così. Un carattere forte. Odiava la tv: «Alla televisione preferisco l'olio di ricino».

Ci sarà anche Stefania Sandrelli stasera su Raiuno: concepì con Gino Paoli la figlia Amanda a Venezia proprio durante una di quelle «giornate uggiose» cantate da Battisti. Pioveva sempre in laguna e così Stefania e Gino passarono tutto il tempo di una breve vacanza in camera d'albergo. Il cinema era la vera passione di Battisti: non perdeva un film di Totò, di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Li imitava anche.

Con Claudio Baglioni aveva chiuso perché una volta a Los Angeles gli aveva detto in faccia che lo considerava l'erede della tradizione italiana alla Claudio Villa. Baglioni si offese a morte. Negli anni '80 Battisti non sapeva chi fosse Prince, non gli interessava Vasco Rossi. Ma forse la sua superbia era solo timidezza.

Quando si ritirò a Lecco, se si avvicinava qualcuno chiedendogli: «Ma lei è Lucio Battisti?», rispondeva: «Magari, con quello che guadagna quello là». Nel 1989 Fatma Ruffini, allora produttrice di Una rotonda sul mare di Canale 5, chiese a Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik di riferire al suo amico Lucio che sarebbero stati pronti ad offrirgli qualsiasi cifra per una sua partecipazione. Battisti rispose a Pietruccio: «Chiediamo tre miliardi, uno per me, uno per Grazia e uno per te. Ma ad una condizione: io devo entrare di schiena sul palco da un lato e uscire dall'altro».

Non se ne fece nulla. Al Festivalbar 1970 ad Asiago, invece, arrivò all'ultimo momento. Uno dell'organizzazione disse al patron Salvetti: «C'è un certo Cesare Battisti che vuole salire sul palco...». «Non sono né un presuntuoso né un orso - faceva notare - sono soltanto un individuo che non vuole lasciarsi consumare. Il successo è un veleno». E allora meglio ritirarsi, perché Battisti aveva mille interessi pratici.

Oltre che abile giardiniere, era anche provetto idraulico, espero elettrotecnico. Smontava anche vecchie radio. Nell'ultimo periodo si appassionò alla filosofia. L'estate prima di morire, Battisti era ritornato nel suo paese natale perché voleva ristrutturare la vecchia casa dei genitori. Era un buono. Pur avendo chiuso con i concerti pare che una volta al mese cantasse per i bambini malati dell'Istituto dei tumori a Milano.

 

LUCIO BATTISTIMina e Lucio Battisti Lucio BattistiLucio Battisti e Giulio Rapetti - in arte MogolMOGOL mogol battisti LaStampa01mogol battisti LaStampa02Gianni Agnelli

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...