VIA IL BISCOTTO, ORA ARRIVANO I CETRIOLI - IL TORMENTATO PASSAGGIO AI QUARTI CI PROIETTA NEGLI SCONTRI A ELIMINAZIONE DIRETTA DOVE NON SERVIRANNO ALCHIMIE E FORMAZIONI TRABALLANTI MA CONDIZIONE ATLETICA, CENTROCAMPO CAZZUTO E UN ATTACCO CHE PIAZZI LA ZAMPATA QUANDO SERVE - NEL SOLITO CINISMO ITALIANO, I TROMBONI POLITICI SCAMBIERANNO LA VITTORIA SULL’IRLANDA PER UNA RIGENERAZIONE “ALLA GRECA” - PIÙ DI TUTTI GODE GIANCARLO ABETE: HA SALVATO LA POLTRONA DI PRESIDENTE FEDERALE…

Oliviero Beha per il "Fatto quotidiano"

Meglio così che peggio, davvero. Si restringe lo spread col risultato, resta largo quello con il gioco: l'Italia resta in corsa grazie alla prima vittoria, certamente meritata, e al "biscotto" tanto temuto e invece ignorato dalla Spagna che inghiotte la Croazia di misura. Certo è che la vocazione alla sofferenza resta tutta.

Prima di mettere al sicuro il risultato nel finale, con quell'estroso Balotelli tutt'altro che cresciuto, sia nella prima mezzora che per larghe parti del secondo tempo la modesta Irlanda dell'umanissimo Trap è stata sufficiente a mantenere in equilibrio se non il risultato certamente il pathos. Intendiamoci: l'investimento emotivo e quello economico di sponsor e tv è certamente sproporzionato a quello che si vede. È per ora un'armata Brancaleone che non sembrerebbe in grado di diventare farfalla dal bruco che è.

Si passa secondi, ma non è tanto quello il punto. È che ora a eliminazione diretta possiamo apparire un bocconcino facile, e invece risultare indigesti a chiunque se la squadra saprà chiudersi meglio, e soprattutto giocherà a centrocampo con maggiore lucidità, rapidità e nerbo.

Per esempio davanti i 5 a rotazione, cioè il bruto Balo, l'istintuale Cassano (che ha comunque deciso l'incontro con un'invenzione di nuca), il funambolo Di Natale, il piccolo Giovinco che ieri avrebbe fatto certamente la sua porca figura e infine il tignoso e talentuoso Diamanti, utilizzati con criterio non sono da buttar via e magari ci sorprenderanno.

Soprattutto se Balotelli si prenderà delle pause nella sua guerra con il mondo che lo fischia e lo offende con dei "buu" che lui ripaga con una serie di scorrettezze e atteggiamenti davvero non da gentleman in campo. Si rimane a galla dunque nella Poznan piena di afa liquida, che ha dato i natali al Bauman della "società liquida", e il coro azzurro sostiene che "adesso cambierà l'Europeo".

Ce lo dimostrino, non aspettiamo altro. Di sicuro un minimo di serenità questo passaggio ai quarti lo garantisce a tutto l'ambiente, alla politica italiana che lo scambierà anche solo per una settimana come un segno di rigenerazione "alla greca", alla politica sportiva che vedeva il presidente federale Abete sulla soglia in caso di eliminazione, a Prandelli che se non altro ha tenuto insieme il gruppo rischiando per due partite con un modulo e rischiando ancora nel cambiarlo alla terza, a giocatori stanchi, alcuni nevrastenici, altri di sicuro affidamento come De Rossi e Marchisio, a tutto il baraccone dei commentatori che da bravi imbonitori continuano a spacciare per oro tutto ciò che invece è solo dorato.

Ricordiamoci che dobbiamo gratitudine al portiere dell'Irlanda, Given, tradotto in "dato" o se volete in "sdato", che ha garantito insicurezza totale ai suoi ricaricando le pile di Cassano nel primo tempo.

Sono europei molto equilibrati e lo si vede dopo tre partite con le stanchezze che mietono sorprese. Per una serie di motivi dunque abbiamo ragione di non essere troppo ottimisti sui Nostri, e contemporaneamente di poter auspicare una qualche evoluzione positiva anche perché giocano troppo male troppo spesso per essere veri.

Si sente la mancanza di un telaio di club che faccia testo, e non è la Juve di un Pirlo stanco come stasera cui tutti passavano spesso inutilmente la palla che può servire da base. Bisogna inventarsi tutte le volte e in questo l'Italia si dice sia maestra. Ha la possibilità di distrarci un altro poco. Non la sprechi, sarebbe diabolico...

 

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