LA VENEZIA DEI GIUSTI – COME VANNO LE COSE? NANNI MORETTI HA SCOPERTO IL SESSO, E PER LA PRIMA VOLTA IN VITA SUA PROPONE UNA SCENA CON LA TOPA DI JASMINE TRINCA IN PRIMO PIANO - ELON MUSK HA MANDATO OVVIAMENTE SU "X" IL SUO PIZZINO A ALEX GIBNEY, REO DI AVER CONFEZIONATO “MUSK”, IL DURISSIMO FILM DI QUATTRO ORE SU DI LUI E SUI SUOI RAPPORTI CON DONALD TRUMP - VANESSA SCALERA NON SOLO HA LA BATTUTA MIGLIORE DEL CONCORSO, “HAI LA FESSA AZZECATA CO O’ CULO”, MA È MOLTO PIACIUTA A TUTTI PER LA SUA MAMMA ECCESSIVA IN “IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO”. UN CRITICO COREANO LA METTE COME SUPERFAVORITA PER LA COPPA VOLPI INSIEME A JOHN MALKOVICH. MINCHIA! SAREBBE UN TRIONFO. DEL RESTO QUALCOSA AGLI ITALIANI DEVONO DARLA. O ALLA SCALERA O A ALBA ROHRWACHER PER “UN BON PETIT SOLDAT”. COME LEONE D’ORO SE LA VEDRANNO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Come vanno le cose a Venezia? Se apro “X”, che io seguito a chiamare Twitter, più che delle star del festival è pieno di Sidney Sweeney nuda che fa la pubblicità a non so quale abito sportivo. Nuda con la palla da rugby fra le gambe o nuda con un pallone sul culo.
E, visibilmente incazzato, vedo che Elon Musk ha mandato ovviamente su X il suo pizzino a Alex Gibney, reo di aver confezionato “Musk”, il durissimo film HBO di quattro ore su di lui e sui suoi rapporti con Donald Trump visto in questi giorni al Lido: “Gutless Gibney’s fatal flaw of fabricating a false film”, che traduco con “Il difetto fatale del senzapalle Gibney: aver struito un film falso”. E seguita con un “Gibney has zero integrity. Zero. Fortunately, his movies are boring”.
Beh. Devo dire che il documentario di Gibney non è noioso. E’ preoccupante. Come è preoccupante Trump che giura di regalare 5.000 dollari agli americani se i Repubblicani vincono le elezioni del Midterm. Siamo alla frutta… Come ai tempi di Achille Lauro, “Il comandante”, che, più astutamente, prometteva la scarpa sinistra prima del voto e la destra una volta dato il voto.
JASMINE TRINCA NANNI MORETTI SUCCEDERA' QUESTA NOTTE
Perché non si fa un film su Achille Lauro? Un po’ Paolo Sorrentino ci aveva provato con “Parthenope”. Ma il nostro cinema, da tempo non osa parlare di politica. Su 29 film italiani a Venezia (29!!!), vorrei sapere chi parla di problemi reali. Nanni almeno ha scoperta il sesso, e per la prima volta in vita sua propone una scena con la topa di Jasmine Trinca in primo piano.
vanessa scalera in il fuoco che ti porti dentro
E per fortuna che ci sono i napoletani. Napoli rules! Vincono sempre. Toni Servillo ha vinto un anno fa, e quest’anno per fortuna si presenta fuori concorso. Vanessa Scalera, che è barese ma recita in napoletano perfettamente, non solo ha la battuta migliore del concorso, “Hai la fessa azzecata co o’ culo”, che forse dovrei farmi spiegare da qualcuno, ma è molto piaciuta a tutti e ha fan inaspettati per la sua mamma napoletana eccessiva in “Il fuoco che ti porti dentro”.
Un critico coreano la mette come superfavorita per la Coppa Volpi insieme a John Malkovich in “Wild Horse Nine”. Michia! Sarebbe un trionfo. Del resto qualcosa agli italiani devono darla. O alla Scalera o a Alba Rohrwacher per “Un bon petit soldat” di Stéphane Brizé.
alba rohrwacher un bon petit soldat 1
Come Leone d’Oro se la vedranno il coreano “Possible Love” di Lee Chang-dong, “Dau”, il kolossal di quattro ore e vent’anni di progettazione che Ilya Khrzhanovsky ha tratto dal suo folle progetto di 14 film sul fisico russo Dau alle prese col potere sovietico non la smettono di parlare.
I fan di “Dau”, che sono moltissimi e tutti giovanissimi ne parlano ancora. Lo dovrete vedere. In qualche modo ha già vinto. Come ha già vinto “Joie de vivre” di Luca Guadagnino, con le sue 7 ore 7 dedicate al cinema di Bernardo Bertolucci e alla cinefilia del secolo scorso. Ha già vinto perché rimette in gioco quello che tutti i cinefili, vecchi e giovani, conoscono bene. La nostra passione di spettatori.
Puro piacere. Piacere anche di scoprire film incredibili del passato, da King Vidor a Nicholas Ray. Ci voleva Guadagnino per fare il miracolo, negli anni di Netflix e dell’”Odissea” di riscoprire la cinefilia. Personalmente, son già pronto oggi, tempesta in arrivo permettendo, a rivedermi “The Wild Angels” di Roger Corman con Peter Fonda e domani “Lo zio di Brooklyn” di Maresco e Ciprì.
Luca ha toccato qualcosa che va oltre il cinema di Bertolucci, anche se proprio quel cinema ne era completamente intriso. E torna, misteriosamente, anche la voglia di parlare di cinema. “Joie de vivre” è piaciuto anche ai ragazzini, agli studenti. E tra un mese viene presentato al New York Film Festival “Artificial”. Un bel lancio.
john malkovich wild horse nine
luca guadagnino bernardo bertolucci
dau 4
dau 1
dau 2
john malkovich sam rockwell wild horse nine
POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong
alba rohrwacher un bon petit soldat 5
alba rohrwacher un bon petit soldat 3
alba rohrwacher un bon petit soldat 2
POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong
POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong
zoe schiffer, alex gibney e ashley st. clair a venezia - foto lapresse


