LA VENEZIA DEI GIUSTI – IL DOCUMENTARIO DI WALTER FASANO “NINO – UN FILM SU NINO ROTA”, RIPORTA LA GIUSTA LUCE SUL PIÙ GRANDE COMPOSITORE ITALIANO DI MUSICA DA CINEMA, ALMENO PRIMA DELL’ESPLOSIONE DI OSCAR DI ENNIO MORRICONE - FIGURA IMPORTANTE E AMATISSIMA DEL CINEMA DEL SECOLO SCORSO, ROTA È RACCONTATO BENISSIMO DA UNA SERIE DI AMICI, ALLIEVI, MUSICISTI, MA ANCHE DALLA FIGLIA AMERICANA, CHE EBBE IN GIOVENTÙ, E CHE È CRESCIUTA SENZA SAPERE CHE LUI FOSSE SUO PADRE - NON SI PARLA DELLA SUA VITA SENTIMENTALE E SESSUALE. MA SU TUTTO DOMINA QUESTO PIACERE CONTINUO DEL COMPORRE MUSICA, SUONARE AL PIANO, SCRIVERE SUI FOGLIETTI IDEE E NOTE, RIELABORARE SEMPRE TUTTO, CON UNA FACILITÀ IMPRESSIONANTE…
Marco Giusti per Dagospia
Negli ultimi anni non si è molto parlato di Nino Rota, considerato il più grande compositore italiano di musica da cinema, almeno prima dell’esplosione di Oscar di Ennio Morricone. Soffrirono entrambi del fatto di non sentirsi considerati in vita dal mondo accademico e dal mondo della musica più alta.
Morricone perché componeva in gran parte musica per film di genere, soprattutto western, Rota perché, più vecchio e con una formazione importante, allevo di Casella, aveva composto e diretto un oratorio a 11 anni, aveva addirittura composto, oltre i film di Fellini e Visconti, le musiche per il Gian Burrasca televisivo di Lina Wertmuller e l’infamante “Viva la pappa col pomodoro”.
“Nino – Un film su Nino Rota”, documentario di Walter Fasano, già celebrato montatore, poi regista di “Pino”, dedicato all’artista pugliese Pino Pascali, riporta la giusta luce su Nino Rota, che fu figura importante e amatissima del cinema del secolo scorso.
Basterebbero le musiche per “La strada”, “Le notti di Cabiria”, “La dolce vita”, “8 ½”, “Satyricon”, “Casanova”, che ritengo il suo capolavoro, ma anche per “Rocco e i suoi fratelli”, “Il gattopardo” e, soprattutto, “Il padrino”, che gli dette una popolarità internazionale che non si sarebbe aspettato e l’Oscar, che condivise col padre di Francis Coppola, Carmine, che aveva composto solo una piccola parte di musica.
Personaggio geniale ma singolare, studioso di “filosofia della natura”, di stravaganze alchemiche, legato a una confraternita che lo porterà a rinchiudersi per gran parte della vita a Bari, dove diresse il Conservatorio cittadino e componeva e dormiva nel suo studio, Rota è raccontato benissimo da una serie di amici, da Caterina D’Amico, figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, che lo accolse, lui milanese, nella sua casa di Roma, da Bruno Moretti, che fu suo allievo, ma anche dal musicista Alexandre Desplat, da Park Chang-wook.
Compositore geniale, che non vedeva la musica come un lavoro, ma come un fluido ininterrotto, in grado di comporre musica per qualsiasi film e di passare dall’opera alla canzonetta, giovanissimo scrisse le musiche e la canzoncina per “Treno popolare” di Raffaello Matarazzo (“O treno popolar bella istituzion…”) e per i successivi film del regista, diventa un personaggio complesso e misterioso quando si cerca di capirne la vita e gli interessi nascosti.
Viene intervistata la figlia americana, che ebbe in gioventù, e che è cresciuta senza sapere che lui fosse suo padre, si parla dei rapporti con la terribile madre Ernesta, che lo dominava e che si piazzò per 11 anni a Bari, dove era scappato già in tempo di guerra. Non si parla della sua vita sentimentale e sessuale. Ma su tutto domina questo piacere continuo del comporre musica, suonare al piano, scrivere sui foglietti idee e note, rielaborare sempre tutto, con una facilità impressionante.
Nino Rota
Nino - Un film su Nino Rota
Nino Rota Fellini
nino rota
Nino Rota


