LA VENEZIA DEI GIUSTI - “HAI LA FESSA AZZECATA CO O’ CULO”. “SII RICCHIONE”, SONO IMPAZZITO A VEDERE “IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO” DI EDOARDO DE ANGELIS, ANCHE SE CAPISCO CHE NON A TUTTI POTRÀ PIACERE IL DILUVIO DA CINEPANETTONE DARK NAPOLETANO, O DA NATALE A CASA CUPIELLO IN ACIDO (“A NOI’O PRESEPE NON CI PIACE”) O DA COMEDY NATALIZIA CON IL CAPPONE VIVO - COSTRUITO COME UNA COMMEDIA CHE SI SVOLGE TUTTA NELLA STESSA AMBIENTAZIONE, HA UNA SERIE DI COLPI DI SCENA TEATRALI CHE FUNZIONANO PERFETTAMENTE PER MANTENERE L’ATTENZIONE DELLO SPETTATORE ACCESO – NON C’È CHE DIRE, NAPOLI VINCE SEMPRE, PER TUTTO, TESTI, ATTORI, AMBIENTAZIONI, BATTUTE. HANNO TUTTO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
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“Hai la fessa azzecata co o’ culo”. “Sii ricchione”. Prendere o lasciare. Capisco che non a tutti potrà piacere il diluvio da cinepanettone dark napoletano, o da Natale a casa Cupiello in acido (“A noi’o presepe non ci piace”) o da comedy natalizia con il cappone vivo, che ci mostra questo scatenato ”Il fuoco che ti porti dentro” diretto da Edoardo De Angelis, scritto da Francesco Piccolo, Ilaria Macchia tratto dal romanzo omonimo e non poco autobiografico di Antonio Franchini, editor e scrittore napoletano a Milano
con Vanessa Scalera nel ruolo, forse, della sua vita, quello di Angela, una mamma senza freni, appunto col fuoco che si porta dentro, e Lino Musella, Antonio, come figlio massacrato dalla madre che da anni appunto vive a Milano con una bella moglie bionda, Elena Radonicich, accusata da mammà di essere una “fessa appesa milanese”, e due figli, uno visto come un “ricchione ballerino” e l’altra che chiede come regalo lo sbiancamento anale (“A Milano a 18 anni se lo sono fatte tutte”), ma confesso che sono impazzito a vederlo.
vanessa scalera in il fuoco che ti porti dentro
Finalmente si ride, e mi diverto. Sarà perché ho studiato a Napoli. Ma non c’è che dire, Napoli vince sempre, per tutto, testi, attori, ambientazioni, battute. Hanno tutto.
La prima parte fil film di De Angelis, è una bomba di commedia, con Vanessa Scalera e Lino Musella che dominano letteralmente la scena dei napoletani a Milano (ma vorrei rassicuravi che è girato interamente a Napoli, tranquilli) alle prese con il pranzo della Vigilia di Natale, cucinata da mammà con la sigaretta perennemente in bocca, un eccesso d’olio ovunque, ovvietà e cattiverie spalmate a gogò. “A Milano è buono il pesce”.
La presenza della figlia Paola, Ivana Lotito, non troppo apprezzata dalla madre, la mancanza di un’altra figlia, che non vuole più vedere la madre, un cappone che non vuole sacrificarsi per la cena. Nella seconda, la situazione si fa più drammatica, con l’arrivo dello scrittore che ha deciso di lavorare con Antonio, un Tommaso Ragno che viene accolto da mammà con un “Che bell’attaccatura di capelli che avete”, e una cena di Natale che andrà a finire malissimo.
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Costruito come una commedia che si svolge tutta nella stessa ambientazione, la casa di Antonio, appunto, ma girato da Vadlan Radovic tutto in primi piani, montati rapidamente, ha una serie di colpi di scena teatrali che funzionano perfettamente per mantenere l’attenzione dello spettatore acceso.
Quello che interessa al regista, e penso già allo scrittore, Antonio Franchini, è il rapporto stretto tra madre e figlio. Sopravvissuti a una gravidanza non gradita e pericolosa. Un rapporto amoroso violento e totale. Che è in fondo il rapporto con Napoli e con la creatività della madre.
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Posso capire che non piacerà a tutti, ma una volta che ce lo troviamo in concorso, che ti entra dentro, non si può far finta di niente e non trovare strepitosi Vanessa Scalera e Lino Musella in questa rilettura eduardiana. Non a caso lo stesso De Angelis e il produttore, Roberto Sessa, avevano dato vita a una serie di testi di Eduardo alla Rai, a cominciare da “Natale a Casa Cupiello”. Siamo sempre lì.
Quando si deve scrivere una commedia, i De Filippo ancora funzionano. Il resto le fanno le canzoni, “Che bella pansé che c’hai…”, “Quanno scennette Ninno a Betlemme”, oltre alle musiche, notevole, di La Nina.
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