LA VENEZIA DEI GIUSTI - FINISCE A VENEZIA SPOTLIGHT L’OTTIMO “FOLDSZINT” DELL’UNGHERESE GABOR REISZ, CHE FORSE AVREBBE MERITATO IL PASSAGGIO AL CONCORSO - È UNA COMMEDIA DARK SU UN CONDOMINIO LITIGIOSO COME NE TROVIAMO IN OGNI PARTE DEL MONDO PER NON PARLARE DELL’ITALIA O DI ROMA. CHI NON HA PROBLEMI CON GLI AMMINISTRATORI CANAGLIA O I VICINI CIALTRONI? - MOLTO BEN COSTRUITO E RECITATO, SEMBRA UNA BUONA COMMEDIA ALL’ITALIANA DEI VECCHI TEMPI, ANCHE SE CI SAREMMO ASPETTATI QUALCOSA DI PIÙ DA GABOR REISZ, CHE TRE ANNI VINSE “ORIZZONTI” CON “UNA SPIEGAZIONE PER TUTTO” - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Trattato non benissimo dai selezionatori, finisce in Venezia Spotlighy l’ottimo “Foldszint” (“Ground Floor”) dell’ungherese Gabor Reisz, che tre anni vinse “Orizzonti” con “Una spiegazione per tutto”, e che forse avrebbe meritato il passaggio al concorso.
“Foldszint”, scritto dal regista con Éva Schulz e Reisz-Varga Zsóf, è una commedia dark su un condominio litigioso come ne troviamo in ogni parte del mondo per non parlare dell’Italia o di Roma. Chi non ha problemi con gli amministratori canaglia o i vicini cialtroni. Kristòf, interpretato da Ádám Tompa, sta per partire per le vacanze insieme alla bella moglie, incinta, Bettina Józsa, quando scopre una terribile muffa nera dietro il suo armadio. Abita al piano terra.
Ci sarà una pèrdita da qualche parte. Così parte alla ricerca della perdita nelle case di qualche condomino e entra in una folle situazione quasi da condominio romano degli anni ’50. Trova di tutto, un vicino spione con cane killer chiamato Attila. Una vicina che fa dolcetti per tenere buoni tutti. Un’altra che odia l’amministratore. E scopre che l’amministratore, il luciferino Rodrigo Crespo, non è un bel personaggio. Fa pagare ai condomini spese eccessive con le quali si costruisce appartamenti di lusso da rivendere a un ricco italiano, il Marcello Fonte di “Dogman”.
Nella ricerca della verità sul palazzo dove abita e che rischia di diventare il suo peggior incubo, Kristof, sopporta di tutto. Perfino un mattone in testa e un viaggio nella spazzatura della città. Ma alla fine scoprirà la verità. Molto ben costruito e recitato, sembra una buona commedia all’italiana dei vecchi tempi. Magari ci saremmo aspettati qualcosa di più da Gabor Reisz, e capiamo perché non sia in concorso, anche se non è così leggero come sembra.


