LA VENEZIA DEI GIUSTI – NON SAPEVO CHE “THE WILD ANGELS”, CELEBRE FILM SUGLI HELL’S ANGELS DIRETTO DA ROGER CORMAN CON PETER FONDA, NANCY SINATRA, BRUCE DERN E DIANE LADD, PRESENTATO OGGI A VENEZIA CLASSICS IN UNA EDIZIONE RESTAURATA DI GRANDE SPLENDORE, AVEVA APERTO L’EDIZIONE DI VENEZIA DEL LONTANO 1966 - I GIORNALI DEL TEMPO SCRIVEVANO: “SE GLI AMERICANI PER APRIRE IL FESTIVAL NON AVEVANO NIENTE DI MEGLIO DI THE WILD ANGELS, HOLLYWOOD È MESSA DAVVERO MALE”. ANCHE SE AL TEMPO IL FILM FU UNA BOMBA, INCASSÒ BENISSIMO, DEVO DIRE CHE, DIVERTENTE QUANTO SI VOGLIA CON TUTTI QUESTI DIAVOLI SULLE MOTO PER LE STRADE DELLA CALIFORNIA DEL SUD, HA MOLTI LIMITI…
The Wild Angels di Roger Corman da mettere subito
Marco Giusti per Dagospia
henry fonda nancy sinatra wild angels
“Se gli americani per aprire il Festival di Venezia non avevano niente di meglio di The Wild Angels, Hollywood è messa davvero male”, scrive sui giornali del tempo Ray Oviatt. E altri critici, come quello del San Francisco Chronicle, scrive che è stato pure preso seriamente da qualche critico. Accidenti.
Non sapevo che “The Wild Angels”, celebre film sugli Hell’s Angels diretto da Roger Corman con Peter Fonda, Nancy Sinatra, Bruce Dern e Diane Ladd, presentato oggi a Venezia Classics in una edizione restaurata di grande splendore, aveva aperto l’edizione di Venezia del lontano 1966.
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Anche se al tempo il film fu una bomba, incassò benissimo e permise a Roger Corman di girare il più ricco “Il massacro del giorno di San Valentino”, devo dire che, divertente quanto si voglia con tutti questi diavoli sulle moto per le strade della California del Sud, siamo a San Pedro, con personaggi che si limitano a dialoghi un po’ goffi con scarsa idelogia (“Non noi siamo figli di Dio”, “Vogliamo avere la libertà di fare quel che vogliamo”), ha molti limiti.
Vanta però un cast eccezionale, con Peter Fonda, che poi girerà “Easy Rider”, nel ruolo del capo dei bikers, Heavenly Blues, con croce celtica alla Vannacci al petto. Leggo che prese il posto di George Chakiris, più popolare e più caro. Il ruolo che avrebbe dovuto interpretare era quello di Loser, che andò così all’emergente e più recitante Bruce Dern, che fa così l’amico del protagonista che ruba una moto degli sbirri e finisce al gabbio.
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Le ragazze del gruppo sono una Nancy Sinatra particolarmente inespressiva con capello cotonato assurdo che si limita a chiedere all’altissimo Peter Fonda “Mi ami ancora?”, una già strepitosa Diane Ladd, qui al primo film, che proprio su questo set si incontra con Bruce Dern e daranno vita a Laura Dern, concepita tra una ripresa e l’altra. Ma ci sono pure, in ruoli più piccoli Michael J. Pollard, che ricorderemo come il ragazzo buffo e infame di “Bonnie and Clyde”, una statuaria Gayle Hunnicutt (“Scorpio”, “Frammenti di paura”) al suo primo film.
Tra la crew tecnica notiamo il mitico Monte Hellman come montatore, un giovane Peter Bogdanovich aiuto regista e sceneggiatore anonimo assieme a Charles B. Griffith, mentre la sua moglie di allora, Polly Platt, firma costumi, arredamenti e altro. Il produttore del film, James H. Nicholson, titolare con Samuel Z. Arkoff della American International Pictures, lo vedeva come un nuovo genere da provare.
“Noi facciamo film finché pagano”, disse ai giornali del tempo. “Come i film tratti dai racconti di Poe. Ne abbiamo fatti un certo numero. Vanno bene e andiamo avanti. Se non vanno bene, ci fermiamo. Stessa cosa con i beach party films. Li abbiamo fatti per tre anni. Adesso proviamo un genere nuovo con The Wild Angels”.
Funziona ancora? Certo, vedere Peter Fonda e Bruce Dern che cavalcano le loro moto e sfrecciano per le montagne della California assieme ai veri Hell’s Angels sulla musica di Mike Curb vale il biglietto. Come lo vale l’interminabile funerale di Bruce Dern con orgia e scazzottata finale che coinvolge tutti e dove Diane Ladd viene violentata a gogò dagli Hell’s Angels. Non c’è una vera storia.
Peter Fonda si aggira senza un copione fino alla fine del film, rispondendo a monosillabi a Nancy Sinatra che cerca di riconquistarlo. Fanno colpo, oggi, le bandiere naziste, le svastiche e svastichelle sparse ovunque, al punto che Dick Miller, celebre caratterista dei film di Corman, dice a Dern e Fonda “Se voi aveste combattuto a Anzio non portereste questi simboli”. In Europa qualche svastica di troppo venne tagliata. Ma il film funzionò in tutto il mondo. Solo i veri Hell’s Angels si videro rappresentati come grossi bestioni strafatti e stupratori e chiesero 5 milioni di dollari di danni. Li avranno pagati?
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