UNA VITA DA EVASORE – SCONTRINI FALSI, BUONI REGALO E ORDINAZIONI FANTASMA: IN UN PAESE IN CUI 24 MILIONI DI CITTADINI NON VERSANO UN EURO DI TASSE E L’EVASIONE COSTA 100 MILIARDI EURO L’ANNO ALLE CASSE DELLO STATO, LE INCHIESTE DELLA GUARDIA DI FINANZA CI REGALANO UNO SPACCATO DEL PAESE “FURBETTO”, DOVE COMANDA ANCORA IL CARO E VECCHIO CONTANTE E CHI NON DICHIARA PRENDE ANCHE LA NASPI – NIENTE CAYMAN O SOCIETÀ OFFSHORE, CHI FREGA TUTTI NOI SONO I RISTORANTI SOTTO CASA, I PROFESSIONISTI O I NEGOZIANTI DISONESTI, GLI IMPRENDITORI ONLINE – ECCO TUTTI I METODI PER ELUDERE IL FISCO, CON LA TECNOLOGIA CHE DA’ UNA MANO TRUFFATORI...
Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”
EVASIONE FISCALE - AGENZIA DELLE ENTRARE
Aveva ragione Zalone, quindi. Prima di tutto il posto fisso. Perché se un professore a mille e cinquecento euro al mese guadagna davvero più di un gioielliere, se una segretaria incassa più di un avvocato, un semplice medico ospedaliero più del dentista dallo studio futurista, evidentemente il posto fisso conviene.
Oppure c'è qualcosa che non torna. E a credere allo zibaldone di storie che viene fuori dalle ultime inchieste della Guardia di Finanza, ecco, qualcosa che non funziona effettivamente c'è.
Cento miliardi di cose, per l'esattezza, visto che il conto dell'evasione supera abbondantemente quella cifra. Ma come si fa? Come riesce un'attività piena di clienti a diventare improvvisamente poverissima davanti al Fisco? Basta mettere in fila le indagini delle Fiamme gialle per ottenere una specie di manuale del perfetto evasore.
Quello piccolo, però. Niente Cayman o società offshore. Qui siamo al ristorante sotto casa, dal professionista, nel negozio, su internet.
La prima regola resta la più antica: il contante aiuta. La maniera più facile per incassare è il pagamento in nero, «sistema usato principalmente ormai dai professionisti perché negli esercizi commerciali è più complicato», spiegano dalla Finanza. A Sassari, per esempio, sette maxistore avrebbero adottato un sistema semplice: carta, scontrino fiscale; cash, un documento apparentemente identico ma soltanto gestionale.
Il cliente usciva convinto di avere lo scontrino, per il Fisco quella vendita non era mai avvenuta. Venti milioni contestati in quattro anni.
La tecnologia, però, aiuta. In tutta Italia diversi dentisti hanno fatto i conti con un software che consentiva di gestire due contabilità parallele: «La carie? Centoventi euro con fattura, settanta senza», con tanto di ricevuta diversa per le due opzioni. In dieci ristoranti e baite dell'Alto Adige funzionava invece così: comanda sul palmare, ordine in cucina, piatto servito, cliente che mangia e paga. Poi qualcuno cancellava il tavolo dal gestionale. Il pranzo era avvenuto nella vita reale, non nella contabilità. Circa nove milioni di ricavi sarebbero spariti così.
C'è anche chi sceglie la soluzione radicale: non dichiarare proprio niente. A Palermo un dj, secondo la Finanza, avrebbe dimenticato 323 mila euro guadagnati tra serate e matrimoni, fino a 800 euro a festa.
Contemporaneamente percepiva la Naspi: fiscalmente disoccupato, musicalmente piuttosto impegnato. A Bologna una cartomante con tremila clienti avrebbe evaso oltre 150 mila euro , più il reddito di cittadinanza. I tarocchi evidentemente non avevano previsto l'arrivo della Finanza.
Resta l'annosa domanda: dove mettere i soldi? Il materasso è ormai archeologia. Ci sono conti aperti online presso intermediari esteri, wallet, criptoattività, carte e Iban virtuali: strumenti perfettamente legittimi che la stessa Uif della Banca d'Italia segnala però sempre più spesso anche nei circuiti finanziari opachi.
E ci sono mance digitali, carte prepagate, persino buoni regalo. A Pisa due influencer avrebbero nascosto circa 800 mila euro: parte dei compensi arrivava, secondo la Finanza, attraverso gift card e altre forme di credito digitale. Poi c'è l'armadio infinito. Vendere una vecchia giacca naturalmente non significa evadere. Ma un contribuente di paia di scarpe ne aveva vendute 1.211 in un anno e 418 quello successivo. Più che un armadio, un magazzino.
GIORGIA MELONI E LE TASSE - VIGNETTA BY ELLEKAPPA
Il manuale, infine, insegna come far sparire il patrimonio quando il Fisco viene a cercarlo. Un commerciante-collezionista di auto di lusso di Parma aveva, secondo l'inchiesta, Ferrari intestate alla madre di 89 anni.
Nel Salernitano un imprenditore avrebbe invece utilizzato una separazione consensuale per trasferire beni alla moglie e al figlio. Peccato che marito e moglie continuassero a vivere, viaggiare e farsi fotografare insieme. Si può far sparire persino la residenza: un titolare di compro oro risultava residente a Cuba ma, secondo gli accertamenti, viveva abitualmente a Genova. Nel patrimonio confiscato per 2,5 milioni c'erano immobili, contanti, gioielli, lingotti e orologi. [...]





