giorgia moll

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – CI LASCIA GIORGIA MOLL, 88 ANNI, UNA DELLE STELLE DEL CINEMA ITALIANO SOPRATTUTTO DI CO-PRODUZIONE, E PROTAGONISTA, COL SUO SORRISO, DI UNA STAGIONE POPOLARE DELLA PUBBLICITÀ TELEVISIVA ITALIANA A CAROSELLO, DAL 1964 AL 1975 - SE NE È ANDATA IL 2 GIUGNO, MA SOLO ORA LA FAMIGLIA CI HA FATTO SAPERE CHE CI HA LASCIATO - BELLA, ELEGANTE, FINE, SIMPATICA, FORSE NON SI È MAI SENTITA DAVVERO ATTRICE O SOLO ATTRICE. MAGARI MODELLA O, ANCORA MEGLIO, FOTOGRAFA. NON ERA UNA STAR, CREDO CHE NON CI ABBIA MAI VERAMENTE CREDUTO. MA HA AVUTE LE SUE POSSIBILITÀ E LA SUA PRESENZA HA LASCIATO IL SEGNO TRA GLI SPETTATORI DI ALLORA… - VIDEO

giorgia moll 2

Marco Giusti per Dagospia

 

Bella, elegante, fine, simpatica, forse non si è mai sentita davvero attrice o solo attrice. Magari modella o, ancora meglio, fotografa. Giorgia Moll, una delle stelle del cinema italiano soprattutto di co-produzione, e protagonista, col suo sorriso, di una stagione popolare della pubblicità televisiva italiana a Carosello, dal 1964 al 1975, 88 anni, se ne è andata addirittura il 2 giugno, ma solo ora la famiglia ci ha fatto sapere che ci ha lasciato.

 

giorgia moll 3

Non era una star, credo che non ci abbia mai veramente creduto. Ma ha avute le sue possibilità e la sua presenza ha lasciato il segno tra gli spettatori di allora. Nata a Roma nel 1938, figlia di un padre tedesco, un uomo d’affari specializzato in import/export e di una madre romana, in grado di parlare più lingue, si è divisa tra il cinema italiano e quello internazionale fin dagli anni ’50, quando bellissima e giovanissima venne notata dal mondo del cinema dopo aver fatto la modella fin da quando aveva 13 anni e aver vinto nel 1955 il concorso di Miss Cinema. Gira un po’ di tutto.

 

Per lo più commedie, come “Non scherzare con le donne” di Giuseppe Bennati, il suo primo film, nel 1955, o il più curioso “Lo svitato” di Carlo Lizzani, 1956, dove si cercò di lanciare da protagonista comico Dario Fo. Ma non funzionò per nessuno. O “Mio figlio Nerone” di Steno, con Alberto Sordi nei panni di nerone, dove, nel ruolo della più casta Lidia, deve cedere la scena alla esuberante Poppea di Brigitte Bardot e alla terribile Agrippina di Gloria Swanson.

 

giorgia moll 10

Poi nella coproduzione italo-francese “Club di ragazze (Club de femmes) di Ralph Habib a fianco di Nicole Courcel, Jean-Louis Trintignant, Dany Robin, e della sorella più piccola della Bardot, Mijanou. E’ una ragazzina tra attori di grido in “Difendo il mio amore”, mélo Titanus diretto da Giulio Macchi con Vittorio Gassman, Gabriele Ferzetti, Martine Carol.

 

 Incontra quello che sarà il suo regista preferito e più amico, Luigi Comencini, nella commedia “Mariti in città” a fianco di Franco Fabrizi, Hélène Remy, Renato Salvatori, seguita da “Mogli pericolose”, sempre di Comencini, e da una serie di commedie a episodi come “La cambiale” di Camillo Mastrocinque o “Costa Azzurra” di Vittorio Sala.

giorgia moll in marina

Ha le occasioni migliori alla fine degli anni ’50, con la produzione americana “Un americano tranquillo” (“The Quiet American”), diretto da Joseph L. Mankiewicz, tratto dal celebre romanzo di Graham Greene sul ruolo degli Occidentali in Vietnam, con Audie Murphy, il soldato più decorata d’America, e Michael Redgrave, dove interpreta una vietnamita, Phuong, amante sia del diplomatico inglese, Redgrave, che dell’americano che seguita a non capire l’Oriente, nel Vietnam francese degli anni’50.

 

Realmente girato in Vietnam, ma con interni a Cinecittà, stravolto dalla produzione, piacque a Godard, che lo riteneva il miglior film dell’anno, ma non certo a Greene, che si sentì tradito, né a Mankiewicz. La Moll, leggiamo sulla stampa americana del tempo, venne chiamata, a 18 anni, era il 1957, perché non riuscivano a trovare una vietnamita adatta al ruolo. Mankiewicz le fa un lungo contratto e la vuole anche per un film che non vedrà mai la luce, “Santo Cowboy”.

 

Di sé, nelle interviste del tempo, dice, “Quello di cui ho bisogno sono gli occhi di Elizabeth Taylor, il naso di Ava Gardner, la bocca di Marilyn”.  L’insuccesso del film evidentemente segnò la sua carriera. Nel 1960 rompe col suo fidanzato americano, John Drew Barrymor Jr, che accusa di violenza e diffamazione, visto che lui diceva che lei gli aveva rubato l’anello di fidanzamento. E lei lo porta in tribunale. Lui si consola con Gaby Palazzolo.

 

helmut fornbacher e giorgia moll in i gangsters dalla faccia pulita

Passa poi all’avventuroso a fianco di Ercole-Steve Reeves con “Agi Murad, il diavolo bianco” diretto da un maestro come Riccardo Freda, che la vorrà anche per “Caccia all’uomo”. Damiano Damiani, per il giallo “Il rossetto”, le offre il modo di recitare tra Pietro Germi e Pierre Brice.

 

Si divide tra coproduzioni interessanti, “Tunisi top secret” di Bruno Paolinelli, “Le tre "eccetera" del colonnello”, di Claude Boissol con Vittorio de Sica, “Marina” di Paul Martin, peplum e avventurosi, come “La regina delle Amazzoni” di Vittorio Sala, “I cosacchi” di Viktor Turzanskij, “Il ratto delle sabine” di Richard Pottier. In grado di recitare in varie lingue si muove benissimo nelle coproduzioni del tempo.

giorgia moll 4

Eccola ancora con Steve Reeves in “Il ladro di Bagdad”, diretto da Bruno Vailati e Arthur Lubin, in “Solimano il conquistatore” di Vatroslav Mimica con Edmund Purdom. Ha le sue occasioni come protagonista, una donna insoddisfatta tra i maschi italiani degli anni 60, nel più intellettuale “Laura nuda”, opera prima di Nicolò Ferrari, e, soprattutto nel fondamentale “Il disprezzo”- “Le Mépris” di Jean-Luc Godard, dove è l’assistente di Jack Palance e di Fritz Lang e torna a incontrare la Bardot.

 

Diciamo che è forse il momento più alto della sua carriera. Nel 1964 è stata notata dal mondo dei pubblicitari. Il suo bel sorriso da brava ragazza trova spazio nelle serie di Carosello dirette da Paolo e Vittorio Taviani, prodotte da Augusto Ciuffini “I più bei sorrisi del mondo”. Col passaggio della Durban’s da Ciuffini alla General Film, Giorgia Moll viene assoldato per una celebre e lunghissima serie di Carosello per il dentifricio La Pasta del Capitano del dottor Nico Ciccarelli.

 

giorgia moll 9

Filmatini diretti da Attlio Vassallo, scritti da Marcello Marchesi, prodotti da Pino Peserico che rilanciano la stella di Giorgia Moll, ma ne fanno una star della tv e non certo del cinema. La vediamo prima nella serie “Ghirighì Ghirigò vuoi veder che ce la fo”, poi in “A cena da Giorgia” e dal 1972 al 1975 con Carlo Dapporto che torna a interpretare il personaggio di Agostino. La curiosità del Carosello era la presenza costante del proprietario della Pasta del Capitano, Nico Ciccarelli. Non smette però col cinema.

 

A metà degli anni’60, la troviamo si set in varie parti del mondo. Pensiamo a “L'isola dell'amore”/“Island of Love”, commedia americana girata nell’isola di Hydra, in Grecia da Morton Da Costa per la Warner con Robert Preston e Tony Randall, il francese “Cover girls - Ragazze di tutti” di José Bénazéraf, non ancora scivolato nel porno, “L’intrigo” diretto da George Marshall con Shirley Jones e Rossano Brazzi.

giorgia moll in l isola dell amore

Non ha un gran ruolo ne “L’Arcidiavolo” di Ettore Scola con Vittorio Gassman, pensato da Mario Cecchi Gori per il mercato americano. Ma si ritaglia un bel personaggio in “Incompreso” di Luigi Comencini, che la vuole anche nel buffo “Italian Secret Service” eurospy parodistico con Nino Manfredi.

 

E’ un ottimo spy movie vero “Requiem per un agente segreto” di Sergio Sollima. Nella seconda metà degli anni ’60 la troviamo in “I mercenari muoiono all'alba” di Jean Leduc, in due modesti film di Marcello Ciorciolini, sceneggiatore passato alla regia, “Tom Dollari” e “I barbieri di Sicilia” con Franco e Ciccio. Meglio a fianco di Mireille Darc e Edward G. Robinson in “La bionda di Pechino”/”La blonde de Pekin” di Nicolas Gessner. O ne “Il ladro di crimini” / “Le Voleur de crimes” diretto da Nadine Trintignant con Jean Louis Trintignant.

 

tomas milian e giorgia moll in laura nuda

Non ho mai visto invece la folle commedia anti-comunista “Togetherness” dell’americano Arthur Marks con Olinka Berova, George Hamilton, Peter Lawford, né il rarissimo film di guerra slavo "Rekviem" di Caslav Damjanovic con Ty Hardin, girati negli anni ’70. Si ritira dal cinema, diventa fotografa e torna distrattamente a fare l’attrice chiamata da Alberto Sordi per “Tutti dentro”. Andrebbero rivisti “Laura nuda”, “Il rossetto”, magari anche “Agi Murad, il diavolo bianco”.

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