andrea orcel giuseppe castagna banco bpm banca popolare di milano

ORCEL PRESO IN CASTAGNA – IL CONTRATTACCO DI BANCO BPM A UNICREDIT: L’ISTITUTO GUIDATO DA GIUSEPPE CASTAGNA PRESENTA UN ESPOSTO ALLA CONSOB E CHIEDE ALL’AUTORITÀ DI VALUTARE LA CORRETTEZZA DELL’OPS SULL’EX POPOLARE DI MILANO - SOSTIENE CHE L’OFFERTA SERVA SOLO A IMBRIGLIARE IL BANCO E CASTAGNA CON LA PASSIVITY RULE (E BLOCCARE L’OPA SU ANIMA) – LA FRECCIATINA SULLE OPERAZIONI IN RUSSIA DI ORCEL: “RITENGO CHE I NOSTRI AZIONISTI ABBIANO IL DIRITTO DI CONOSCERE QUALI SONO I POSSIBILI SVILUPPI, I RISCHI E I COSTI ASSOCIATI…”

1. L'ARROCCO DEL BANCO GIUSEPPE CASTAGNA AD DI BANCO BPM

Estratto dell’articolo di Michele Chicco per “La Stampa”

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Banco Bpm organizza la sua difesa contro l'offerta di Unicredit e chiede l'intervento del Var. Piazza Meda bussa alla porta della Consob con un esposto in cui contesta le mosse di Unicredit e invita l'authority a valutare se l'Ops sia stata correttamente lanciata e se ci siano i presupposti perché debba essere fermata.

 

Secondo il board, riunito ieri per poco meno di otto ore, da parte di Unicredit ci sarebbe stato un utilizzo strumentale delle leggi, con il lancio di un'offerta a un prezzo basso con il solo intento di imbrigliare Banco Bpm con la passivity rule. Una mossa che ha avuto ricadute anche sugli azionisti di Anima, destinatari a loro volta di un'Opa del Banco da 1,58 miliardi.

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

La richiesta alla Consob è quindi di prendere provvedimenti per tutelare il buon andamento del mercato. «Siamo certi della nostra forza e siamo convinti che i nostri azionisti, con i quali il dialogo è costante e proficuo, ci supporteranno», dice l'amministratore delegato, Giuseppe Castagna.

 

Se dopo il primo consiglio post-Ops il "no, grazie" era stato netto ma formale, adesso Banco Bpm mette in campo gli argomenti di sostanza. Nel mirino del board finisce il documento di offerta, depositato da Unicredit venerdì scorso, sul quale c'è «la necessità di chiarire» la valutazione che viene fatta del Banco di 6,65 euro per azione (con un premio dello 0,5% rispetto alla chiusura precedente l'offerta).

 

banco bpm

L'Ops di Unicredit è stata lanciata il 26 novembre e per questo, attacca Bpm, «ogni riferimento al prezzo dell'azione al 6 novembre 2024 è inappropriato e non pertinente», perché in quei 20 giorni è stata lanciata proprio l'Opa su Anima ed è stato comprato il 5% di Mps dal Tesoro, gettando le basi per il "terzo polo"' bancario sull'asse Siena-Milano.

 

Ma non è tutto perché, rileva Banco Bpm, «il premio determinato sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Unicredit» alla vigilia dell'offerta «non è il 14,8%: il dato corretto è pari al 3,9%». Di oltre il 14%, mette in evidenza il consiglio, è piuttosto lo sconto proposto ai soci di piazza Meda, sulla base dei valori di Borsa di lunedì quando il titolo ha toccato gli 8 euro per azione (7,96 euro, intanto, la chiusura di ieri).

 

TORRE UNICREDIT A MILANO

«Evidenziamo che l'operazione proposta da Unicredit non riconosce un premio a favore dei nostri azionisti, come confermato dal giudizio del mercato che sin dal primo giorno valuta il concambio a sconto», spiega Castagna.

 

«Non crediamo possa giovare alla trasparenza del mercato annunciare un corrispettivo facendo presupporre allo stesso tempo che potrebbe essere rivisto», aggiunge poi il top manager circa l'ipotesi che l'offerta carta contro carta di Andrea Orcel possa essere arricchita con una componente in denaro.

 

MASSIMO TONONI GIUSEPPE CASTAGNA

Castagna, in una insolita lunga dichiarazione post consiglio, entra anche nel «merito» dell'operazione. Parte dalla diversificazione geografica, mettendo nel mirino l'esposizione di Unicredit all'estero: «Il fatto che Banco Bpm abbia un così forte radicamento nel Nord Italia, in una delle aree più dinamiche e industrializzate d'Europa, ci consente di affrontare serenamente il futuro, al riparo dall'incertezza che caratterizza invece la presenza di Unicredit in Paesi come la Germania, alcune nazioni dell'Est Europa e soprattutto la Russia», dove un'uscita totale impatterebbe sul Cet1, il capitale di migliore qualità che è al 16,1%, per 52 punti base, all'incirca tra 1,5 e 2 miliardi di euro.

 

UNICREDIT IN RUSSIA

2. BANCO BPM CHIAMA LA CONSOB LA REAZIONE DI UNICREDIT

Estratto dell’articolo di Andrea Rinaldi e Daniela Polizzi per il "Corriere della Sera"

 

[…] all’origine dell’esposto ci sarebbe anche una criticità nel documento di ops di Unicredit: non avrebbe tenuto conto che l’acquisto del Banco comporterebbe una partecipazione qualificata in Anima e che richiederebbe l’ok di Bankitalia. Anche se l’offerta, affermava Piazza Gae Aulenti, resta «condizionata all’ottenimento delle relative autorizzazioni regolamentari».

 

Castagna chiama in campo la visione che gli azionisti condividono con la sua banca.

SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

«Siamo convinti che i nostri azionisti, con i quali il dialogo è costante e proficuo, — ha sottolineato — ci supporteranno in questa scelta».

 

Il banchiere non si limita a rispondere punto su punto all’attacco sferrato da Andrea Orcel, ma lo va a pungere su un tema per lui delicato, quello dell’esposizione di Unicredit in Russia e dell’operazione in Germania su Commerz: «Ritengo che i nostri azionisti abbiano il diritto di conoscere quali sono i possibili sviluppi, i rischi e i costi associati, sia in riferimento all’operazione Commerzbank sia all’eventuale dismissione delle attività in Russia».

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Il fatto che «Banco Bpm abbia un così forte radicamento nel Nord Italia, in una delle aree più dinamiche d’Europa — ha detto Castagna — ci consente di affrontare serenamente il futuro, al riparo dall’incertezza che caratterizza invece la presenza di Unicredit».

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