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IL PALIO DELLE ILLUSIONI PERDUTE – SECONDO "REUTERS", SONO DUE I CANDIDATI CHE POTREBBERO AMBIRE A UN RUOLO PIÙ AMPIO, RISPETTO A QUELLO DI SEMPLICI CONSIGLIERI, IN MONTE DEI PASCHI DI SIENA: L’EX DIRIGENTE DI UNICREDIT CARLO VIVALDI, POTREBBE ESSERE LA CARTA COPERTA IN CASO (IMPROBABILE) CHE LOVAGLIO NON VENGA RICONFERMATO – MENTRE IL BANCHIERE DI LUNGO CORSO CORRADO PASSERA AVREBBE A SUO FAVORE UN SOCIO FORTE (MILLERI/DELFIN) E IL MEF DI GIORGETTI PER LA POLTRONA DI PRESIDENTE (NEL CASO DI BRUTTE NOTIZIE DA MILANO, C’È BISOGNO DI QUALCUNO CHE SAPPIA GESTIRE UNA BANCA…)

L’ITALIA SI TERRÀ FUORI DAL PROCESSO DI RINNOVO DEL CONSIGLIO DI MPS MENTRE L’AMMINISTRATORE DELEGATO LOTTA PER LA RICONFERMA, SECONDO FONTI

Giuseppe Fonte and Valentina Za per Reuters

 

luigi lovaglio

L’Italia non prenderà parte alla selezione del nuovo consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi (MPS), nonostante la quota del 4,9% detenuta nella banca salvata con fondi pubblici, dove l’amministratore delegato Luigi Lovaglio è in corsa per la riconferma, hanno riferito tre fonti vicine al dossier.

 

L’Italia ha riportato MPS in mani private nel biennio 2023-2024, dopo averla salvata nel 2017.

 

Il Tesoro non chiederà una rappresentanza nel consiglio né sosterrà alcuna delle altre liste di candidati, nel rispetto degli impegni di riprivatizzazione assunti con l’Unione europea, hanno spiegato le fonti, che hanno chiesto di restare anonime vista la sensibilità della questione.

 

CARLO VIVALDI

Reuters aveva riferito a gennaio che il Tesoro era favorevole alla riconferma di Lovaglio per un nuovo mandato.

 

CANDIDATI ESECUTIVI “CREDIBILI”

Il consiglio della banca venerdì ha selezionato una prima lista di candidati per il rinnovo previsto ad aprile. La lista include Lovaglio e l’attuale presidente Nicola Maione, ma anche altri profili con caratteristiche esecutive.

 

Lovaglio, 70 anni, ha supervisionato la ristrutturazione di MPS e l’acquisizione, per 16 miliardi di euro (19 miliardi di dollari) tra contanti e azioni, del rivale più grande Mediobanca lo scorso anno.

 

corrado passera - illimity

È stato sostenuto dal principale azionista di MPS, Delfin, ma non dal secondo maggiore investitore della banca, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone.

 

I candidati che potrebbero ambire a un ruolo più ampio rispetto a quello di semplici consiglieri sono l’ex dirigente di UniCredit Carlo Vivaldi, il banchiere di lungo corso Corrado Passera e Fabrizio Palermo, amministratore delegato della utility ACEA e consigliere dell’assicuratore Generali GASI.MI, hanno riferito a Reuters la scorsa settimana alcune fonti.

 

Con l’acquisizione di Mediobanca, MPS è diventata il principale investitore in Generali insieme a Delfin e Caltagirone.

 

LUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE

Vivaldi, Passera e Palermo, insieme a Lovaglio e Maione, dovrebbero far parte di una rosa ristretta di 20 nomi, rispetto ai 30 attuali, ha detto martedì una delle tre fonti. Maione è avviato verso la riconferma, ha aggiunto la stessa fonte.

 

Passera, 71 anni, non è interessato al ruolo di amministratore delegato e prenderebbe in considerazione la presidenza nel caso in cui Maione non venisse confermato, ha riferito una quarta fonte vicina alla vicenda.

 

Il consiglio di MPS ha tempo fino al 5 marzo per finalizzare la propria lista di candidati. La banca è ancora in attesa dell’approvazione della Banca centrale europea alle modifiche statutarie che consentirebbero al consiglio uscente di indicare i nuovi amministratori.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

All’indomani dell’acquisizione di Mediobanca, Lovaglio dovrebbe presentare venerdì una nuova strategia pluriennale per l’entità combinata, dopo aver ottenuto la scorsa settimana l’approvazione del consiglio per acquisire il restante 14% della merchant bank e procedere al delisting.

 

Il Tesoro italiano ha perso uno dei propri rappresentanti nel consiglio di MPS, un alto funzionario del ministero, che si è dimesso dal board della banca a causa di un’indagine su presunte operazioni di insider trading.

 

PASSERA IN POLE POSITION PER LA PRESIDENZA DI MPS

Andrea Greco per "la Repubblica"

 

luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli

Ore febbrili per affinare la lista del cda Mps, che martedì 3 il consiglio dovrà approvare.

 

I primi candidati emersi venerdì sera, illuminano la strategia dei nuovi soci forti Delfin e Caltagirone: che sembrano disponibili a rinnovare l'ad Luigi Lovaglio, ma affiancandogli profili esperti, competenti e "dialettici" come Corrado Passera, l'ex di Unicredit Carlo Vivaldi e l'ad di Acea Fabrizio Palermo, in teoria papabili per il futuro vertice senese.

 

Tra tutti spicca l'ed capo di Poste e Intesa Sanpaolo, poi ministro dello Sviluppo economico e infine patron di Illimity, banca di nuova concezione nata bene ma cresciuta fragile, e rilevata da Banca Ifis l'anno scorso.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA MPS

 

Il banchiere comasco, come trapela dalle interlocuzioni tra il comitato nomine del cda e l'advisor Korn Ferry, ha le qualità per ambire alla presidenza Mps, come figura di garanzia che traghetti in acque sicure il nuovo polo, già in una fase delicata.

 

Chi conosce Passera sa che non è tipo da andare a Siena a fare il consigliere. Ai tempi del governo Renzi provò a comprarselo il Monte, con una cordata estera che non ebbe seguito, prima del salvataggio pubblico.

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

Il suo curriculum vasto e l'età – ha compiuto 71 anni, uno più di Lovaglio – lo rende adatto a una carica di vertice nel gruppo, che si è fatto più grande e complesso con l'ingresso di Mediobanca e del 13,2% di Generali. Basta leggersi i "criteri di orientamento" diffusi da Mps giorni fa, e che la Bce ha poi chiesto di rafforzare.

 

Proprio la vigilanza, dicono fonti vicine al dossier, segue con massima attenzione il passaggio: e gradirebbe un presidente dotato di massima autonomia che sappia "istituzionalizzare" la banca.

 

corrado passera ospite di fedez al podcast wolf

Un equilibratore di tanti rapporti che si sono complicati: tra Lovaglio e il cda attuale, tra il banchiere lucano e i soci forti – specie Caltagirone, con cui c'è poca sintonia – e anche tra Mps e le istituzioni, vista l'inchiesta aperta a Milano per presunta "azione di concerto", che indaga Lovaglio, Caltagirone e il presidente di Delfin Francesco Milleri; e lambisce il Tesoro.

 

Anche i rapporti con la filiera da integrare, che annoverano Mediobanca e Generali, due marchi tra i più blasonati della finanza nostrana, vanno aggiustati: sia nella collaborazione con il nuovo management di Piazzetta Cuccia, dove presto andrà in scena l'addio alla Borsa dopo 70 anni, sia nelle scelte strategiche tutte da fare sull'assicuratore triestino, dove l'ad Philippe Donnet guida dal 2016, benché da anni Caltagirone e Delfin, soci di peso anche nel Leone, provino a sostituirlo.

 

NICOLA MAIONE

Gli azionisti privati, da cui nulla trapela, potrebbero gradire una prossima presidenza forte di Passera, pur avendo apprezzato l'opera di mediazione svolta in questi mesi difficili da Nicola Maione. Per il legale con studio a Roma, indicato nel 2017 dal Tesoro in cda, potrebbero aprirsi nuove strade, magari come presidente in una partecipata del governo che rinnova i vertici in aprile.

 

Oggi Maione, come Passera, è nei 30 nomi della lista "lunga", che diventeranno 20 martedì. Ma per tutti l'ora finale sarà il 15 aprile, quando l'assemblea Mps voterà i singoli nomi con le nuove regole della Legge capitali.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

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