paralimpiadi atleti russia proteste ucraina abodi tajani salvini

PARALIMPIADI, CHE PASTICCIO: DOPO LA DECISIONE DI FAR TORNARE A GAREGGIARE RUSSI E BIELORUSSI NONOSTANTE IL BANDO DEL 2022, SEI PAESI (UCRAINA, REPUBBLICA CECA, FINLANDIA, POLONIA, ESTONIA E LETTONIA) BOICOTTERANNO LA CERIMONIA INAUGURALE. ASSENTE ANCHE IL COMMISSARIO UE ALLO SPORT MICALLEF. LA FRANCIA ANNUNCIA LA SUA PRESENZA. E L’ITALIA? ANDREA ABODI, IL MINISTRO PER LO SPORT, CHIEDE AL COMITATO PARALIMPICO INTERNAZIONALE DI FAR GAREGGIARE GLI ATLETI RUSSI E BIELORUSSI SOTTO LA SUA BANDIERA – VISTA LE MOLTEPLICI DEFEZIONI DEI LEADER, LA CENA DI GALA CON MATTARELLA DIVENTA UN COCKTAIL…

 

1 - PARALIMPIADI, TENSIONE SULLA CERIMONIA L'ITALIA: ATLETI RUSSI SENZA BANDIERA 

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

atleti russi paralimpici

Matvii Bidnyi, 46 anni, il fisico ancora possente (è stato campione ucraino di body building) ieri ha ringraziato l’Italia per «il chiaro e radicato sostegno» al suo Paese e nella veste di ministro dello Sport di Kiev (dal 2023) ha rivolto un appello agli italiani e agli altri partner internazionali a non partecipare alla cerimonia ufficiale di apertura dei Giochi Paralimpici 2026 in programma il 6 marzo all’Arena di Verona. 

 

Il motivo è noto: 6 atleti russi e 4 bielorussi, per decisione del Comitato paralimpico internazionale, torneranno a gareggiare per la prima volta dopo il bando del 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, con le loro bandiere, i loro inni e anche le loro medaglie. Così, con l’avvicinarsi della data fatidica, le diplomazie dei vari Paesi sono al lavoro.

 

Il commissario Ue per lo sport, Glenn Micallef, ha già fatto sapere che lui non sarà presente. E dopo l’Ucraina, anche la Repubblica Ceca, la Finlandia, la Polonia, l’Estonia e la Lettonia si sono tirate indietro: boicotteranno la cerimonia. E l’Italia, come Paese ospitante, che farà? Andrea Abodi, il ministro per lo Sport, sui social ha indicato una via possibile: «Il Comitato paralimpico internazionale è ancora in tempo per rivalutare la situazione e far gareggiare gli atleti russi e bielorussi sotto la sua bandiera».

 

abodi tajani

E ha aggiunto: «Non è una questione politica, qui si tratta di rispetto della tregua olimpica demolita dai russi e bielorussi quattro anni fa. Vogliono la bandiera? Facciano tacere le armi». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nei giorni scorsi aveva parlato di «contrarietà assoluta» all’ammissione di Russia e Bielorussia con inni e bandiere nazionali e dello stesso parere è pure il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «Sarà difficile tornare indietro, però io credo che si debba cercare di farlo», ripete da giorni. 

E la soluzione allora potrebbe essere la stessa adottata dal Cio per Milano Cortina, cioè atleti russi e bielorussi ammessi alle gare solo come neutrali. 

Si smarca, invece, la Francia: «Non boicotteremo la cerimonia di apertura né i rappresentanti del Comitato paralimpico né gli atleti», ha annunciato ieri Marie-Amelie Le Fur, presidente del Comitato paralimpico francese (Cpsf). 

 

Poi ha spiegato: «Anche se non condividiamo la decisione del Comitato paralimpico internazionale, abbiamo scelto di rispettarla perché è stata presa democraticamente». Il Comitato internazionale, dal canto suo, ha dichiarato di «comprendere il malcontento di diversi Paesi», ma ha insistito sul fatto che la decisione è stata presa «nel quadro di un processo democratico» nell’assemblea generale di settembre scorso.

 

atleti ucraina paralimpiadi

Andrew Parsons, il presidente del Comitato, ha invitato tutti ad «evitare la politicizzazione della vicenda, noi trasmettiamo da sempre un messaggio di inclusione e rispetto delle diversità, ma non obblighiamo i Paesi a partecipare alla cerimonia». Il boicottaggio di Kiev, però, nelle ultime ore ha riscosso pieni consensi anche in Italia. 

 

(…)

 

2 - IN TANTI DANNO FORFAIT E LA CENA DI GALA DIVENTA UN COCKTAIL 

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

(…)

La giornata inaugurale delle Paralimpiadi, in programma a Verona, sarà assai meno scintillante. L’attenzione mediatica è minore e i numeri sono più contenuti: 93 Paesi e 2.900 atleti per i giochi invernali che si sono chiusi domenica e 50 Paesi e 665 atleti per i giochi Paralimpici che stanno per aprirsi.

atleti russi paralimpiadi

 

Ma c’è anche un tema «politico» ed è la scelta del Comitato paralimpico internazionale di riammettere russi e bielorussi: non sotto le insegne della neutralità, come avvenuto per le gare dei normodotati, bensì con bandiere e inni della nazione che ha aggredito l’Ucraina e della nazione alleata di Putin. La decisione del Cpi ha scatenato polemiche anche all’estero, innescato una raffica di defezioni, fatto infuriare il governo italiano e, sia pure come conseguenza indiretta, costretto il cerimoniale del Quirinale a rivedere gli eventi con il presidente. 

 

Mattarella tiene moltissimo allo sport paralimpico, nei suoi 11 anni di presidenza ha contribuito a farlo crescere e diffondere, come messaggio di inclusione sociale e «obiettivo di civiltà». Sarà alla cerimonia all’Arena di Verona, dichiarerà aperti i Giochi e avrebbe volentieri offerto una cena di gala a regnanti e presidenti, come ha fatto a Milano. Il problema è che gli ospiti scarseggiano. 

 

salvini

L’unico omologo di Mattarella deciso a prendere un volo per l’Italia il 6 marzo è il presidente della Slovacchia Peter Pellegrini, populista e nazionalista filorusso. La governatrice canadese Mary Simon e lo speaker del Parlamento croato Gordan Jandrokovic hanno confermato, mentre ha dato forfait il presidente del Senato della Repubblica Ceca. Insomma, davvero pochini per una cena di gala, rispetto agli oltre cento invitati di alto rango di un mese fa al Palazzo Reale, dal principe Alberto di Monaco al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. 

 

Il cerimoniale del Colle, di Milano Cortina e del Coni martedì hanno affrontato il dossier. Che fare? Come conciliare la volontà di Mattarella di essere il più possibile ospitale e accogliente, con la grande fuga di regnanti e capi di Stato e di governo? Preso atto delle defezioni, si è deciso di non far saltare l’evento ma di ridimensionarlo. Come d’altronde avverrà per la parata degli atleti all’Arena, dove diverse nazioni, a cominciare dall’Ucraina, non sfileranno per protesta. 

La formula individuata nelle riunioni sul Colle è quella del cocktail e la location è il Teatro Maffeiano.

giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…