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IL  PD E’ PRONTO A SPACCARSI DI NUOVO SULL’ANTISEMITISMO -  I DEM VIVONO L’ENNESIMO PSICODRAMMA ALLA CAMERA. IL PARTITO DI SCHLEIN VA IN TILT SUL DISEGNO DI LEGGE DEL CENTRODESTRA SULL’ANTISEMITISMO, APPROVATO GIA’ DAL SENATO (CON I VOTI DI SEI RIFORMISTI DEM CAPITANATI DA DELRIO) -  LA “LINEA UFFICIALE” DEM E’ QUELLA DELL’ASTENSIONE MA C’E CHI SE NE FREGA DELL'INDICAZIONE DELLA SEGRETARIA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA. LAURA BOLDRINI GUIDA IL “GRUPPUSCOLO DEI NO” MENTRE PIERO FASSINO VUOLE VOTARE A FAVORE - DELRIO: “NON C’E’ NULLA DI REPRESSIVO NEL DISEGNO DI LEGGE”...

1. DDL ANTISEMITISMO, PD DIVISO. BOLDRINI: «BISOGNA VOTARE NO»

Estratto dall’articolo di Andrea Carugati per “il Manifesto” 

 

elly schlein (3)

Se al Senato, nel marzo scorso, il Pd si era diviso in due sul ddl antisemitismo, ora alla Camera rischia di spaccarsi in tre parti. La linea ufficiale, salvo sorprese, dovrebbe essere quella dell’astensione, già praticata a palazzo Madama nel tentativo (non riuscito) di non spaccare il gruppo.

 

Sei mesi fa sei senatori capitanati da Graziano Delrio votarono a favore del ddl della destra, che ha adottato la contestata definizione di antisemitismo di Ihra, sgradita anche all’ala più progressista del mondo ebraico perché pone le critiche alle azioni di Israele alla stregue di atteggiamenti antisemiti.

 

Ora alla Camera si riapre il problema per i dem. Domani ci saranno i primi voti in commissione Affari Costituzionali: il Pd con M5S e Avs ha presentato emendamenti che mirano a sostituire la definizione Ihra con quella di Gerusalemme. E qui non ci dovrebbero essere sorprese: le opposizioni marceranno compatte. A fine mese (massimo ai primi di ottobre) il testo arriverà in aula per l’ok definitivo.

 

E lì i dem rischiano appunto di spaccarsi in tre. Tra chi, come Laura Boldrini e altri, è intenzionato a votare un secco no, in sintonia con le mobilitazioni di un largo fronte di associazioni che già domani a ora di pranzo manifesteranno davanti a Montecitorio; chi seguirà le (probabili) indicazioni di Schlein per l’astensione; e chi invece, nella destra Pd, voterà a favore, e cioè i deputati più vicini all’associazione Sinistra per Israele (come Piero Fassino), che ieri ha chiesto ufficialmente ai dem di convergere con le destre per il sì al ddl.

 

Antisemitismo 33

Boldrini vuole condurre una battaglia dentro il partito per spostare il gruppo verso il no. E non ha dubbi sul fatto che il Pd debba contrastare il ddl. [...]

 

L’Italia sarebbe il primo paese in Europa a trasformare la dichiarazione Ihra in norma di legge. L’idea di indicare le critiche al governo di Israele come antisemite dopo il genocidio a Gaza, e mentre è in corso la pulizia etnica in Cisgiordania, è una follia.

 

Si rischia di mettere il bavaglio alla stampa e alla discussione pubblica, compresi i luoghi di studio. Per questo ritengo che serva una posizione netta del Pd, non basta l’astensione».

 

Laura Boldrini

L’ex presidente della Camera invita i dem a riflettere: «In piazza ci saranno molte associazioni, come Arci, Acli, la Cgil, Amnesty, con cui collaboriamo da tempo e con cui stiamo stati a Rafah, sulla Flotilla e a L’Aja per manifestare solidarietà alla Corte penale internazionale». Sulla stessa linea ci sono deputati come Gianni Cuperlo, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Ouidad Bakkali che sono stati a Rafah. Nessuno di loro ha ancora preso una decisione sul voto in aula, ma intendono porre il tema durante la discussione che ci sarà nel gruppo dem alla Camera.

PIERO FASSINO E IL PROFUMO CHANEL - MEME BY EMILIANO CARLI

 

La stessa posizione è quella espressa dai riformisti, che pure sono indicati tra quelli che potrebbero votare a favore. «Sono all’antica, prima di decidere come votare attendo la discussione nel gruppo», spiega al manifesto Lorenzo Guerini. Così anche Lia Quartapelle. Per i dem c’è anche il tema del rapporto con gli alleati, visto che Avs e M5S voteranno no. [...]

 

2. DDL ANTISEMITISMO, PARLA DELRIO: “MACCHÉ REPRESSIONE DELLA LIBERTÀ, SONO MOLTO SORPRESO DALL’ANPI”

Estratto dall’articolo di Ruben Caivano per “il Riformista” 

 

graziano delrio convegno comunita democratica foto lapresse

«Un disegno di legge repressivo? Siamo seri: non c’è nulla nel testo che possa far pensare a questo». Così Graziano Delrio, senatore del Partito democratico, commenta la manifestazione di oggi contro il ddl antisemitismo, a cui aderirà anche l’Anpi, sottolineando come l’odio antiebraico sia un problema che riguarda anche «la qualità della democrazia».

 

Senatore Delrio, la sinistra si spacca sul tema dell’antisemitismo?

«Diciamo che c’è una valutazione diversa da parte di una parte di noi sull’opportunità o meno di convergere su un testo che è stato modificato fortemente e positivamente in Senato.

 

graziano delrio

Tuttavia, è necessario un passo avanti, vista l’urgenza della situazione, dal momento che l’antisemitismo non è un’invenzione, è un dato di fatto: il 70% dei giovani italiani di origine ebraica è costretto a nascondere la propria identità e religione. L’antisemitismo è un problema che non riguarda solo gli ebrei, ma la qualità della democrazia. Dunque, anche con piccoli passi, è necessario convergere sui grandi temi». [...]

 

Nel testo del ddl non è scritto da nessuna parte che non si possa criticare il governo israeliano. Crede che questa manifestazione sia l’ennesima strumentalizzazione sul tema di Israele da parte della sinistra radicale?

«Credo che molti di quelli che contestano la sostanza del ddl non lo abbiano effettivamente letto. Forse commentano precedenti proposte. Il testo uscito dal Senato non contiene alcuno strumento repressivo, né della libertà di espressione né della libertà accademica.

 

Elly Schlein

Si cerca di affermare in maniera esplicita che restano ferme le libertà di critica politica, di espressione del pensiero e di riunione. Inoltre, non sono previste né sanzioni amministrative né sanzioni penali.

 

Autorevoli accademici come Giuliano Amato e altri professori ordinari di diritto hanno più volte espresso, con autorevolezza, l’opinione che questo testo non contenga alcun pericolo per la libertà di espressione. A mio avviso, dunque, c’è un grande equivoco che si nasconde dietro la sigla IHRA, ma che è totalmente privo di fondamento e ricco di propaganda»

 

Molti faticano a comprendere che il ddl non nasce per tutelare Israele, ma per difendere i cittadini italiani dalle discriminazioni.

Antisemitismo 4

«Assolutamente. Non capisco perché si debba chiedere conto ai cittadini italiani di origine ebraica degli errori del governo Netanyahu. È come chiedere conto a un cittadino italiano di origine turca, o di origine cinese, delle politiche repressive di Erdogan sui curdi e delle politiche repressive di Xi Jinping nel Tibet.

 

A nessuno viene in mente di boicottare un ristorante cinese perché in Tibet è stata compiuta una vera pulizia etnica. La stessa definizione IHRA adottata dal governo italiano già nel 2020 afferma la piena legittimità della critica a Israele». [...]

Antisemitismo 34

 

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