donald trump nato alleanza atlantica

ABBANDO-NATO – L’ALLEANZA ATLANTICA NON ACQUISTERÀ PIÙ AEREI DA RICOGNIZIONE STATUNITENSI: IL NUOVO APPALTO NON SARÀ AFFIDATO A BOEING MA ALLA CANADESE BOMBARDIER – IL MINISTRO DEGLI ESTERI POLACCO, RADOSLAW SIKORSKI: “ABBIAMO ASCOLTATO QUELLO CHE TRUMP DICEVA DURANTE IL PRIMO MANDATO, COME EUROPA ABBIAMO RADDOPPIATO LE SPESE PER LA DIFESA E SIAMO IN PROCINTO DI RADDOPPIARLE ANCORA. ENTRO LA IL 2030 AVREMO UN ESERCITO CAPACE DI SCORAGGIARE PUTIN ANCHE SENZA GLI AMERICANI” (FORSE LORO, CHE SPENDONO GIÀ IL 5% DEL PIL IN DIFESA: L’ITALIA È ANCORA SOTTO IL 2...)

MEDIA, LA NATO NON ACQUISTERÀ PIÙ AEREI DA RICOGNIZIONE USA

donald trump - nato

(ANSA) - ROMA, 24 APR - La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs ma non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Come scrive la Dpa, se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l'appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora le fonti sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell'azienda svedese di difesa Saab. L'ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro

 

Radoslaw Sikorski

RADOSLAW SIKORSKI - «LO ZAR È IN UN VICOLO CIECO, I GENERALI NON GLI DICONO LA VERITÀ ENTRO IL 2030 AUTONOMI DAGLI USA»

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

Il ministero della Difesa in Russia ha diffuso una lista di imprese europee accusate di lavorare con l’industria bellica ucraina. Quattro sono italiane, due polacche.

L’ex presidente Dmitry Medvedev le ha definite «legittimi bersagli».

 

Ministro, che ne pensa?

vladimir putin donald trump anchorage, alaska. foto lapresse

«Medvedev ci ha regolarmente minacciati con attacchi nucleari, quindi è una modifica positiva della sua posizione — risponde il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che mercoledì era in visita a Roma —. Siamo così abituati a queste minacce che non ci fanno molta impressione. Ma vanno prese sul serio. I russi hanno mandato 21 droni nel nostro spazio aereo e sono dietro l’incendio in uno dei più grandi centri commerciali della Polonia».

 

In Ucraina la linea del fronte è stabile e arrivano sempre meno soldati russi, forse perché ce ne sono sempre meno.  Siamo allo stallo?

«È chiaro che i russi hanno esaurito la spinta, ma temo che i generali non dicano la verità a Putin. Gli ucraini hanno compensato il minor numero di truppe producendo milioni di droni. E riescono a impedire ai russi di avanzare. Inoltre, effettuano attacchi in profondità che colpiscono sia l’economia della Russia che la sua capacità di sostenere la guerra».

 

donald trump - nato

Putin si rende conto di essere in un vicolo cieco?

«I dittatori se ne rendono conto sempre troppo tardi. […] Putin, che era un buon tattico e un realista, è ora prigioniero dei suoi disegni irrealistici di restaurazione imperiale».

 

[…] Trump si lamenta del fatto che i suoi alleati della Nato abbiano abbandonato gli Stati Uniti sull’Iran, proprio mentre noi ci lamentiamo del ruolo degli Stati Uniti sull’Ucraina.

«Come membri della Nato, non abbiamo aderito a una guerra al di fuori dell’area del trattato. Quindi questa delusione non è giustificata né dai nostri impegni, né dalle regole della Nato.

 

SOLDATI UCRAINI

Trump ha ragione quando dice che nelle relazioni internazionali contano non solo il diritto, ma anche le carte che si hanno. E gli ucraini hanno sviluppato un’industria della difesa autoctona.

 

Noi europei paghiamo per quella guerra. Dallo scorso anno, il contributo finanziario degli Stati Uniti è pari a zero. Quindi le carte che gli Stati Uniti hanno per costringere l’Ucraina alla capitolazione non sono schiaccianti. Penso che gli ucraini siano grati per l’intelligence e per le sanzioni. Ma anche loro hanno le loro linee rosse. Vogliono una pace che duri, non solo una tregua temporanea. E sanno che affinché ciò accada, non si può dare l’impressione che Putin abbia vinto».

 

Radoslaw Sikorski

Dato lo scontro fra Trump e l’Europa, Putin non penserà che la clausola di difesa reciproca fra Paesi della Nato è ormai priva di credibilità?

«Potrebbe. Ma non può esserne sicuro. Noi abbiamo ascoltato quello che Trump diceva durante il primo mandato e, come Europa, abbiamo raddoppiato le spese. Ora siamo in procinto di raddoppiarle di nuovo.

 

Se facciamo semplicemente ciò che ci siamo già ripromessi di fare entro la fine del decennio avremo, come parte europea della Nato, il tipo di esercito capace di scoraggiare Putin anche senza gli americani. E anche se la guerra in Ucraina finisse domani, Putin avrebbe bisogno di anni per riorganizzarsi. Noi dobbiamo fare ciò che serve, non andare in panico. Nei guai è Putin, non noi».

DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA

 

Gli ucraini hanno sviluppato gli strumenti per difendersi da soli?

«Hanno i propri droni a lungo raggio, i propri missili da crociera a lungo raggio e stanno sviluppando i propri missili balistici a lungo raggio. Ma non hanno abbastanza mezzi per intercettare i missili balistici. L’arma migliore è il Patriot PAC-3 e ce n’è una carenza internazionale. I russi possono ancora colpire i loro centri abitati, le loro centrali elettriche e termiche, ma ciò non migliora la loro capacità di sfondare il fronte. Inoltre la vastità stessa della Russia rende difficile proteggere tutti gli obiettivi, il che facilita il compito dell’Ucraina».

 

A un certo punto Putin potrebbe voler negoziare?

«O il suo successore. Il problema dei dittatori entrati in guerra è che temono che, se pongono fine al conflitto senza una vittoria evidente, il loro potere sia in pericolo. Temo che per Putin una guerra infelice sia meglio di una pace pericolosa per loro».

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse vladimir putin volodymyr zelensky - guerra in ucrainaSOLDATI UCRAINI Radoslaw Sikorski

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