petrolio nord africa nordafrica

ABBIAMO UNA BOMBA A OROLOGERIA A POCHI CHILOMETRI DALLE NOSTRE COSTE – LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN IRAN E DELLO CHOC GLOBALE DEL PETROLIO POTREBBERO ESSERE DEVASTANTI IN NORD-AFRICA. IN QUELL’AREA MOLTE VOLTE LE PROTESTE E I DISORDINI SOCIALI INNESCATI DAGLI AUMENTI DEI PREZZI HANNO SCATENATO IL CAOS: DALLE RIVOTE DEL PANE IN EGITTO NEL 1977 FINO ALLE PRIMAVERE ARABE – LA FRAGILITÀ DEL CANALE DI SUEZ, IL PROBLEMA DEI FERTILIZZANTI E IL PARADOSSO DEL PETROLIO: PER ALGERIA E LIBIA, PAESI ESPORTATORI, NEL BREVE PERIODO L’AUMENTO DEI PREZZI GENERA MAGGIORI ENTRATE. MA LIMITI ALLE INFRASTRUTTURE E GIACIMENTI VECCHI NON PERMETTONO DI AUMENTARE LA PRODUZIONE

Estratto dell’articolo di Daniele Ruvinetti per https://www.med-or.org/

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran produce effetti che si estendono ben oltre il teatro operativo diretto. Sebbene i Pasdaran iraniani abbiano collegamenti con gruppi e movimenti regionali, nel Nord Africa l’impatto […] si manifesta […] attraverso dinamiche economiche che incidono sulla stabilità interna nel medio periodo.

 

La forte integrazione della regione nei mercati globali delle materie prime — in particolare energia e input agricoli — la rende particolarmente esposta a interruzioni anche limitate nelle catene di approvvigionamento.

 

Due canali di trasmissione risultano centrali: le tensioni nei mercati dei fertilizzanti e la volatilità dei prezzi energetici.

 

Entrambi influenzano direttamente l’inflazione, la sostenibilità fiscale e la sicurezza alimentare, con ricadute potenziali sulla coesione sociale. Queste dinamiche evidenziano due esigenze strutturali: rafforzare la resilienza economica nei settori critici e diversificare le partnership economiche e logistiche in un contesto internazionale sempre più frammentato.

libia - giacimento petrolifero di El Feel

 

Fertilizzanti e sicurezza alimentare

Il primo canale di trasmissione riguarda i fertilizzanti […].

 

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per il commercio globale di energia, ma anche per componenti fondamentali per la produzione di fertilizzanti, come urea e zolfo.

 

Anche interruzioni temporanee del traffico possono riflettersi rapidamente sui prezzi internazionali attraverso i mercati futures, con effetti immediati sui costi di produzione agricola nei paesi importatori.

 

Urina come fertilizzante in Niger 2

Il Nord Africa è particolarmente vulnerabile a queste dinamiche. […] In caso di shock prolungati, le conseguenze potrebbero estendersi nel medio periodo, incidendo sui raccolti tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

 

Il Marocco in questo occupa una posizione peculiare, essendo al contempo grande esportatore di fertilizzanti e importatore di materie prime essenziali (come lo zolfo) per la propria produzione.

 

al sisi al world economic forum di davos - foto lapresse

Il settore fosfatico marocchino rappresenta uno dei pilastri dell’offerta globale, ma dipende in misura significativa dall’importazione di zolfo. Rabat ha diversificato le proprie fonti, includendo forniture dal Kazakistan attraverso corridoi caspico-marittimi, ma resta esposta alle rotte del Golfo. Un’eventuale interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz potrebbe quindi aumentare i costi di produzione e ridurre la capacità di esportazione, con effetti a catena sui mercati agricoli internazionali.

 

L’Egitto […] combina un’elevata intensità agricola con un ruolo rilevante nell’export di fertilizzanti. La disponibilità e il costo degli input incidono direttamente sulla produttività interna e sulla competitività internazionale del settore. Inoltre, la dipendenza da importazioni di zolfo e altri materiali critici espone il sistema a ritardi e rincari.

 

abdelmadjid tebboune giorgia meloni

[…] Un ulteriore elemento critico riguarda i ricavi del Canale di Suez. Le recenti tensioni nel Mar Rosso hanno già ridotto il traffico e i proventi in valuta pregiata. Un’eventuale estensione delle interruzioni alle rotte del Golfo potrebbe amplificare questa tendenza, aggravando la posizione esterna dell’Egitto.

 

Pressioni sui mercati energetici

Il secondo canale riguarda i mercati energetici. Per i paesi importatori netti — come Egitto, Tunisia e Marocco — l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas si traduce in un incremento immediato dei costi economici.

 

petrolio libia

Nel caso egiziano, la transizione da esportatore a importatore netto di energia rende il paese particolarmente esposto. L’aumento dei prezzi energetici incide sui costi di trasporto, irrigazione e produzione, alimentando pressioni inflazionistiche diffuse. Inoltre, il governo si trova di fronte a un trade-off complesso tra il mantenimento dei sussidi — con costi fiscali elevati — e il trasferimento degli aumenti ai consumatori, con potenziali implicazioni sociali.

 

La Tunisia affronta dinamiche simili, aggravate da una situazione fiscale già fragile. […]

 

Per i paesi esportatori, come Algeria e Libia, il quadro è più sfumato. Nel breve periodo, l’aumento dei prezzi genera maggiori entrate. Tuttavia, vincoli strutturali limitano la capacità di tradurre condizioni di mercato favorevoli in una crescita sostenuta.

 

haftar putin

In Algeria, l’invecchiamento dei giacimenti, i limiti infrastrutturali e gli impegni nell’ambito OPEC+ riducono la possibilità di aumentare significativamente la produzione. I benefici derivano quindi principalmente dai prezzi, non dai volumi.

 

La Libia, pur avendo registrato livelli produttivi relativamente elevati negli ultimi anni, resta penalizzata dalla frammentazione politica e dall’instabilità operativa. Le interruzioni ricorrenti della produzione limitano la capacità di sfruttare appieno le fasi di prezzi elevati.

 

Pressioni valutarie e fiscali

libia - giacimento petrolifero di El Feel

Le dinamiche valutarie amplificano l’impatto degli shock esterni. La svalutazione rispetto al dollaro aumenta il costo delle importazioni, in particolare per energia e beni alimentari, generando un effetto a catena sull’inflazione.

 

L’Egitto rappresenta il caso più evidente. La riduzione dei flussi in valuta — legata al calo dei ricavi del Canale di Suez, al rallentamento del turismo e alle pressioni sulle esportazioni — si combina con un fabbisogno finanziario elevato. Il risultato è una pressione persistente sulla valuta nazionale, che rende più onerose le importazioni e alimenta ulteriori spinte inflazionistiche.

 

[…]

 

Precedenti storici e rischio politico

Il legame tra shock nei prezzi di energia e beni alimentari e instabilità politica è ben documentato nella storia del Nord Africa. Episodi di protesta e disordini sociali sono stati frequentemente innescati da aumenti dei prezzi o dalla riduzione dei sussidi.

 

GIORGIA MELONI IN ALGERIA

Le rivolte del pane in Egitto nel 1977, le proteste in Tunisia e Marocco negli anni Ottanta, e le tensioni in Algeria alla fine dello stesso decennio evidenziano una dinamica ricorrente. Anche l’aumento dei prezzi alimentari nel 2007-2008 ha contribuito a creare le condizioni che hanno preceduto le rivolte del 2011.

 

Il contesto attuale presenta elementi di continuità ma anche di maggiore fragilità. Gli effetti economici della pandemia, della guerra in Ucraina e del conflitto a Gaza hanno già ridotto i margini fiscali e aumentato il livello di indebitamento. In questo scenario, nuovi shock rischiano di avere effetti amplificati.

 

Le famiglie, con una capacità limitata di assorbire aumenti dei prezzi, rappresentano il punto di maggiore vulnerabilità. Anche incrementi relativamente contenuti del costo della vita possono tradursi in tensioni sociali significative.

 

Vulnerabilità strutturali e traiettorie di resilienza

MELONI VON DER LEYEN E RUTTE IN TUNISIA CON KAIS SAIED

La crisi in corso mette in evidenza una vulnerabilità strutturale del Nord Africa: la dipendenza da mercati globali su cui la regione esercita un’influenza limitata. […]

 

Nel medio-lungo periodo, la risposta richiede un approccio articolato su tre direttrici. In primo luogo, il rafforzamento della governance nei settori critici, con particolare attenzione ai sistemi agricoli ed energetici.

 

In secondo luogo, la diversificazione delle partnership economiche e delle rotte di approvvigionamento, al fine di ridurre la dipendenza da singoli nodi strategici. Infine, il rafforzamento della cooperazione regionale come strumento per aumentare la resilienza collettiva.

 

petrolio libia 2

Queste priorità sono ampiamente riconosciute a livello politico. Tuttavia, la loro attuazione richiede tempo, risorse finanziarie e stabilità, fattori che risultano sempre più scarsi in un contesto caratterizzato da crisi ricorrenti.

 

La sfida per il Nord Africa non è quindi soltanto gestire gli effetti dell’attuale crisi, ma costruire una resilienza strutturale in un sistema internazionale che tende a produrre shock sempre più frequenti e interconnessi.

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