LA SINISTRA DI TUTTO IL MONDO ORA GUARDA ALLA GRAN BRETAGNA – ANDY BURNHAM, CHE PRENDERA’ IL POSTO DI PRIMO MINISTRO AL POSTO DI STARMER, HA UN PIANO AMBIZIOSO: VUOLE CONGELARE GLI AFFITTI PER PUB, RISTORANTI E NEGOZI; IMPORRE UN TETTO DI 2 STERLINE PER OGNI CORSA DEL TRASPORTO PUBBLICO E CANCELLARE LE TASSE AMBIENTALISTE "NET ZERO" – NO ALLE PRIVATIZZAZIONI, VUOLE CALMIERARE I PREZZI DEI BENI DI LARGO CONSUMO, RIDURRE LE BOLLETTE DI LUCE E GAS, COSTRUIRE NUOVE CASE POPOLARI – BURNHAM HA IMPOSTO LO STOP AL PIANO STARMER PER LE CARTE DI IDENTITÀ ELETTRONICHE: “LE PRIORITA’ SONO ALTRE. DOBBIAMO FAR RESPIRARE LA GENTE” – I MERCATI TEMONO LO SLITTAMENTO DEI CONTI PUBBLICI: IL DEFICIT È GIÀ PARI AL 5,2% DEL PIL E IL DEBITO SI AVVICINA AL 100%...
1 - LA CARICA DI BURNHAM TRIVELLE NEL MARE DEL NORD E NAZIONALIZZAZIONI
Estratto dell’articolo di An.gu. per “la Repubblica”
I primi cento giorni di Andy Burnham da primo ministro britannico saranno un ottovolante. Domani "il re del Nord" si insedia a Downing Street e il suo governo vuole riconquistare le aree operaie e bianche del nord e delle Midlands inglesi ammaliate da Farage, Brexit e destre. Ma saranno scelte oculate di Burnham o un "populismo di sinistra"?
Oggi Burnham affonderà il piano del predecessore Starmer sull'introduzione di carte di identità elettroniche per cittadini e residenti britannici (qui mai esistite, nemmeno cartacee). «Non è questa la priorità», dirà il premier in pectore, come avevano già sbraitato Farage e le destre. […]
[…] Burnham dovrebbe presto introdurre il congelamento degli affitti per pub, ristoranti e negozi, un tetto di 2 sterline per ogni corsa del trasporto pubblico, cancellazione delle tasse ambientaliste "net zero".
L'estrazione del greggio è un altro punto controverso, perché l'estrazione di petrolio è sempre stata contrastata dalla sinistra ecologista, ma non dagli operai bianchi e dagli stessi sindacati. La prossima settimana Burnham dovrebbe annunciare nuove trivellazioni di greggio al largo della Scozia. A quanto si apprende, non saranno nuove licenze - contrarie al programma del Labour 2024 - ma un incentivo a quelle già esistenti.
Secondo il Guardian, Burnham ha anche intenzione di eliminare il ministero di Scienza, Innovazione e Tecnologia, nell'ambito di una massiccia ristrutturazione a Whitehall. Accademici e istituzioni sono già sul piede di guerra.
No alle privatizzazioni. E si dovrebbe iniziare dall'acqua. Poi si passerà ad altri servizi pubblici. La nazionalizzazione delle ferrovie è già stata approvata e avviata da Keir Starmer. Domani potrebbe esserci il primo scontro tra Burnham e Donald Trump, perché gli Stati Uniti potrebbero richiedere di nuovo l'uso di basi britanniche per attaccare l'Iran. Il nuovo leader ricalcherà la linea del suo predecessore: concessione solo per azioni difensive. […] sul riavvicinamento ("reset") con la Ue, ora in stallo.
2 - BURNHAM, REBUS GOVERNO: RIECCO I FRATELLI MILIBAND, GRANDE SFIDA PER L'ECONOMIA
Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
La priorità del neopremier britannico Andy Burnham è l’economia. O meglio, «far respirare la gente», calmierando i prezzi dei beni di largo consumo, riducendo le bollette di luce e gas, costruendo case popolari e, forse, congelando gli affitti per un anno. Domani mattina, prima di insediarsi al governo, Burnham dovrebbe spiegare come si concretizzerà quella che ha presentato come una «svolta epocale» per il Paese.
Date le premesse, […] i media e i mercati finanziari si chiedono a chi verrà affidata la poltrona più importante dell’esecutivo: il Cancelliere dello Scacchiere, che riunisce Tesoro e Finanze. Burnham non confermerà Rachel Reeves, cui viene attribuita una politica economica troppo timida, incapace di rilanciare la crescita, che si trascina su percentuali dello zero virgola.
Fino a pochi giorni fa, il favorito era Ed Miliband, 56 anni, coetaneo di Burnham, […] una delle figure chiave della politica britannica. L’ Economist lo ha definito il «Sole», il «magnete» che ha condizionato, in modo trasversale, le dinamiche degli ultimi vent’anni. L’ultima prova? È stato tra i protagonisti del ribaltone che ha estromesso Starmer, proiettando Burnham alla guida del Regno Unito. Il problema, però, è che Miliband predica la riedizione del dirigismo statale, con un robusto programma di nazionalizzazioni e di spesa per il welfare.
Forse troppo anche per Burnham. Sta di fatto che, negli ultimi giorni, Miliband sarebbe stato scavalcato dalla quarantacinquenne Shabana Mahmood. Nata a Birmingham da genitori pakistani, avvocato, è stata ministro della Giustizia e ora degli Interni.
Si definisce una «social conservative»: è un’esponente di spicco dell’ala destra del Labour. I mercati finanziari hanno reagito bene all’ipotesi della sua nomina. La sinistra, no.
Burnham, però, vuole evitare lo slittamento dei conti pubblici, considerando che il deficit è già pari al 5,2% del pil e il debito si avvicina al 100%. In questo senso, Mahmood sembra offrire più garanzie di Miliband. Nella corsa a due potrebbe spuntare Yvette Cooper, attuale ministro degli Esteri.
Burnham potrebbe spostarla per offrire il Foreign Office a Ed Miliband, come compensazione per la mancata nomina al Tesoro. C’è un’ulteriore variante. David Miliband, 61 anni, fratello di Ed, ministro degli Esteri dal 2007 al 2010 con Gordon Brown premier, si è proposto per un rientro nella sua antica posizione.
Finora Burnham non ha affrontato il grande tema della guerra o della pace. Difficile, dunque, immaginare chi andrà alla Difesa. Eppure è una casella cruciale, e non solo per il Regno Unito. Dan Jarvis, ministro da un mese, sembra in uscita, nonostante l’apprezzamento della burocrazia militare. Potrebbe essere sostituito da Wes Streeting, 43 anni, già titolare della Sanità e avversario solo virtuale nell’elezione che ha riportato Burnham in Parlamento. […] Chiunque sia il prescelto, dovrà negoziare con il Tesoro per trovare i 4,7 miliardi di sterline (4 miliardi di euro) in cinque anni, necessari anche per tenere fede agli impegni assunti con la Nato.






