nordio toghe giudici che hanno condannato roggero

“BASTA DELEGITTIMAZIONI” – L’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI ATTACCA IL GOVERNO DOPO LA CONDANNA DEFINITIVA DEL GIOIELLIERE MARIO ROGGERO, IN CARCERE PER AVER INSEGUITO E UCCISO DUE RAPINATORI – “ALIMENTARE UNA NARRAZIONE CHE INDIVIDUI NEI MAGISTRATI IL BERSAGLIO DA COLPIRE SIGNIFICA CONTRIBUIRE A UN CLIMA CHE PUÒ DEGENERARE IN ODIO E INTIMIDAZIONE” – LA DENUNCIA DI UNA CAMPAGNA DI AGGRESSIONE SOCIAL CON INSULTI (“POVERETTI, FRUSTRATI, CORROTTI”) AI GIUDICI CHE HANNO CONDANNATO L’OREFICE – AD AVVELENARE IL CLIMA ANCHE LE PAROLE DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CARLO NORDIO, CHE DOPO ESSERSI FATTO PROMOTORE DELLA RICHIESTA DI GRAZIA PER ROGGERO VENENDO "BACCHETTATO" DA MATTARELLA, IERI È NUOVAMENTE INTERVENUTO SUL TEMA: “NON È DETTO CHE IL LADRO SIA MORALMENTE PEGGIO DEL GIUDICE”- IL GUARDASIGILLI AVEVA DEFINITO IL CSM “MERCATO DELLE VACCHE” E “VERMINAIO” PARLANDO DI “SISTEMA PARAMAFIOSO”

 

GIADA LO PORTO per la Repubblica - Estratti

 

Una pericolosa ondata di odio e delegittimazione sta travolgendo la magistratura italiana, alimentata da una gogna mediatica e social, in un clima in cui come ha chiarito ieri l'Anm si viene «attaccati per aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa».

toghe

 

Una "campagna" di screditamento che, pur avendo il suo epicentro a Torino dopo la condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero, in carcere per aver inseguito e ucciso due rapinatori, si è rapidamente diffusa a livello nazionale, inserendosi in un clima di tensione già esasperato dal dibattito referendario.

 

Su Facebook dopo la sentenza Roggero sono state pubblicate le fotografie, i nomi e i cognomi dei giudici di primo e secondo grado che lo hanno condannato, Alberto Giannone e Cristina Domaneschi. Ma gli hater sulle varie piattaforme si sono presto moltiplicati e la giunta esecutiva centrale dell'Anm è intervenuta con una nota, estendendo il sostegno a tutte le toghe sotto attacco, dai colleghi piemontesi ai giudici della Cassazione.

 

L'Associazione ha puntato il dito contro la classe politica, evidenziando come la delegittimazione parta spesso da chi ricopre ruoli istituzionali e dai toni utilizzati:

insulti ai giudici che hanno condannato mario roggero

 

«Servirebbe maggiore responsabilità e cura nell'utilizzo delle parole — dicono — La critica è legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione».

Spiegando infine che il clima di «pesante delegittimazione» è stato denunciato anche nel recente report della Commissione europea.

 

Sotto i post con i nomi dei giudici torinesi si è scatenata la peggiore violenza verbale: dagli attacchi diretti alla professionalità dei magistrati, definiti «corrotti» o «sinistroidi», fino agli auspici di sventura e alle minacce esplicite. Ma quello di Torino non è un caso isolato. Lo stesso modus operandi era stato registrato nel caso di Cinzia Dal Pino, l'imprenditrice balneare condannata a 18 anni per aver investito ripetutamente con il proprio Suv il ladro che le aveva rubato la borsa.

 

carlo nordio

E già durante la campagna referendaria c'erano stati attacchi diretti «contro i magistrati politicizzati», provenienti anche da esponenti del governo, fra cui il ministro Carlo Nordio.

 

Quest'ultimo dopo essersi fatto promotore della richiesta di grazia per Roggero venendo "bacchettato" dal presidente Mattarella, ieri è nuovamente intervenuto sul tema: «Non è detto che il ladro sia moralmente peggio del giudice», parafrasando Victor Hugo. Aggiungendo: «Il principio evangelico del non giudicate per non essere giudicati non significa che dobbiamo abolire le Corti, altrimenti lo Stato si dissolverebbe, ma non dare giudizi morali sulla persona». Inteso: «Questo tipo di giudizio non spetta ai tribunali».

 

Di fronte a questa deriva, la presidente della Corte d'Appello di Torino, Alessandra Bassi, ha definito l'odio social contro i giudici «estremamente pericoloso perché, oltre a minare la fiducia nelle istituzioni, espone i magistrati a gravissimi rischi per la sicurezza e l'incolumità personale». 

 

(...)

 

 

“POVERETTI, FRUSTRATI, CORROTTI” SUL WEB LA FABBRICA DEGLI INSULTI

ALESSIA CANDITO per la Repubblica - Estratti

 

mario roggero 44

Se mai riusciremo a fare i conti con i nemici degli italiani per bene, questi saranno i primi», promette uno. «Ma questi giudici comunisti, la legge del contrappasso mai?», chiede un'altra. In tanti evocano il karma, altri augurano rapine, pistole in faccia, non mancano i misogini — «le donne con troppo potere fanno danni» — e chi distribuisce insulti: frustrati, casi umani, corrotti. Contro i magistrati chiamati a decidere sul caso Roggero, sono centinaia i messaggi d'odio. Ma l'origine dell'incendio va cercata altrove.

 

Tra il 17 e il 18 luglio, quando Roggero entra in carcere, sui social compare un messaggio, postato da una serie di account diversi, che rapidamente diventa virale. Rivela i nomi dei giudici Giannone e Domaneschi, che in primo e secondo grado hanno condannato il gioielliere, con a corredo la foto dei due magistrati.

 

Uno schema già visto contro i pm che hanno chiesto la condanna del ministro Salvini nel processo Open Arms o contro i giudici chiamati a decidere sui trattenimenti in Albania o sui bambini del bosco. E che si ripete identico.

 

striscione per mario roggero

Nella maggior parte dei casi, il messaggio non viene ricondiviso, ma copiato e ripostato. «Altrimenti con l'eliminazione dell'account originario, si interromperebbe la catena», fa notare Paolo Dal Checco, esperto di cybersicurezza e informatica forense, consulente di diversi tribunali. Ma qualcuno l'errore lo fa e andando a ritroso si finisce per imbattersi in profili che non esistono più. Oppure anomali, riconducibili a indirizzi e-mail che non sono altro che una stringa di caratteri casuali, spesso recenti, attivissimi (con post del tutto simili) su pagine di sostegno a Roggero. E quanto meno strana è la rete di contatti o contenuti, mai personali, però sempre virali.

 

cristina domaneschi insulti

«A volte gli account sembrano e sono veri, magari — osserva Dal Checco — qualcuno ne ha preso il controllo con un malware».

 

Si può risalire alle origini, ricostruire la rete, individuare i pattern, gli schemi, ma non è semplice. «Basta un computer, se non una macchina virtuale che poggia su un server remoto comprato in cripto, quindi in totale anonimato, e il sistema vive in autonomia. Con i comandi corretti — aggiunge l'esperto — l'Ia è persino in grado di formulare commenti che sembrano autentici, prima bisognava fare a mano». Adesso invece ci sono anche agenzie che sia sul web, sia nel suo sottobosco dark, vendono pacchetti di commenti per una manciata di euro. «Sono attività — spiega Dal Checco — che vediamo spesso in momenti specifici legati alla politica».

 

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

Ma è miccia che necessita di materiale infiammabile e il caso Roggero, rivela un'indagine di Sensemakers su dati raccolti da Comscore, lo è stato. Dal 14 al 19 luglio oltre 3.600 contenuti, 195 milioni di video views e 12 milioni di interazioni su Facebook, Instagram, X, TikTok e YouTube, per il 61% favorevoli a Roggero.

giuseppe tangoGIORGIA MELONI CARLO NORDIOmeloni nordiomeloni nordioGIORGIA MELONI - VIDEO PER IL SI AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

(...)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")