matteo renzi

“RENZI VUOLE FARE IL COMMISSARIO EUROPEO” - BELPIETRO ANNUSA LA STRATEGIA DI MATTEUCCIO: “VUOLE L'UNICA POLTRONA AL MOMENTO DISPONIBILE. UN POSTO CHE NON LO ESPONE ALLE CONSEGUENZE DI UN DISASTROSO ESITO DEL GOVERNO PD-M5S - A BRUXELLES NON FAREBBE OMBRA A CHI STA A PALAZZO CHIGI, MA POTREBBE PIANIFICARE UN SUO RITORNO IN ITALIA. QUALCHE ANNO DA COMMISSARIO PER FAR DIMENTICARE LA SUA ARROGANZA..."

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

maurizio belpietro sulla terrazza dell atlante star hotel (2)

Anche io, al pari di Luca Ricolfi che lo ha detto ieri su questo giornale a Maurizio Caverzan, penso che la capriola di Matteo Renzi a favore di un governo con il Movimento 5 stelle sia tra le più spregiudicate della storia repubblicana. Il 17 luglio, cioè appena un mese fa, via Twitter l' ex segretario del Pd scriveva: «Oggi i giornali rilanciano accordo coi 5 stelle. Penso a Di Maio / gilet gialli, Di Battista contro Obama, Lezzi sul Pil, Taverna sui vaccini, scie chimiche, Olimpiadi, Tav, allunaggio. E ripeto forte e chiaro il mio "no" all' accordo con questi».

 

Pensiero ribadito pochi giorni dopo, anche questo forte e chiaro: «Se vorranno fare un accordo con chi ci dice che siamo il partito dell' elettroshock e che ruba i bambini alle famiglie, vadano loro a spiegarlo alla nostra gente. Io non ci sarò».

matteo salvini e matteo renzi si incrociano in senato 1

 

Sul fatto che Renzi sia spregiudicato e sempre pronto a fare il contrario di ciò che ha promesso, siamo perciò d' accordo. Anni di carriera politica, disseminati di esempi tipo «Enricostaisereno» e «Se sconfitto, lascio la politica», ne avevano già data ampia prova.

Tuttavia, oltre a considerarlo il politico più spregiudicato su piazza, penso anche che l' ex segretario del Pd non sia un fesso, e che se ha scelto di compiere l' ennesimo voltafaccia dopo aver detto il peggio del peggio contro i grillini, non l' abbia fatto in maniera disinteressata. Lasciate perdere le frasi da Bacio Perugina che il gran ballista distribuisce.

 

dario franceschini

«Lo faccio per il Paese e per i miei figli», o «voglio salvare il denaro degli italiani»: sono fumo negli occhi, frottole buone per i gonzi che se le bevono. Del resto, chi sentirebbe il proprio denaro al sicuro nelle mani di un tizio che ha salvato le banche ma non i risparmiatori? E poi, lui accetterebbe di ritornare ma rimanendo confinato nel retrobottega della politica, senza un posto di primo piano? No, se Renzi ha sposato la tesi dell' ammucchiata lo ha fatto con un obiettivo, e non è difficile capire quale.

Un paio di giorni fa Carlo Calenda, eurodeputato del Pd, ricordava in un tweet le frasi più recenti dell' ex presidente del Consiglio ora convertito sulla strada grillina: «L' accordo con i 5 stelle serve solo per trovare una cura a qualche politico dem di lungo corso in crisi di astinenza. Astinenza da poltrona».

 

DI MAIO SALVINI CONTE

Tutti sulle prime pensarono che Renzi ce l' avesse con Dario Franceschini, che in quei giorni di fine luglio, sul Corriere della Sera, si era dichiarato favorevole a un' apertura ai 5 stelle. Ma forse le parole erano una confessione, frasi sfuggite di bocca come quando qualcuno fatica a trattenere il pensiero. Che Renzi sogni un bis, non è una novità.

Lui stesso, nel recente passato, ha invitato pubblicamente i suoi a tenersi pronti, perché presto sarebbe stata la loro ora, intendendo ovviamente la sua.

 

MATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Nel suo caso, infatti, l' astinenza da poltrona è una certezza, perché l' uomo non ha mai considerato il 4 dicembre del 2016 una sconfitta, ma semmai una vittoria con il 41%, un punto in più delle europee di due anni prima. Peraltro, anche dopo essere stato costretto alle dimissioni, Renzi non ha smesso di comportarsi da leader. Pur dichiarando di voler fare il senatore semplice di Scandicci, si è sempre atteggiato a capo di Stato. In stand by, ma pur sempre capo.

 

Dunque, dove vuole arrivare ora che con una piroetta dal no ai grillini è passato in pochi giorni al sì? Ieri, col solito tweet, Renzi ha risposto a Salvini, dicendo di non avere alcuna intenzione di entrare nel governo istituzionale che pure egli stesso sta cercando di battezzare. Ovvio, se entrasse lui non entrerebbero a farvi parte Di Maio e compagni, per i quali già è difficile baciare il rospo Zingaretti, figuratevi se dovessero ingoiare il drago Renzi. Ve lo immaginate il capo politico del Movimento con un ministro degli Esteri come il Bullo?

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

 

Finirebbe a cazzotti in un paio di mesi, prima di quanto sia accaduto con Salvini.

Dunque, torniamo alla partenza: che cosa vuole Renzi in cambio dell' ennesima piroetta, visto che non fa niente per niente? La risposta è semplice e in fondo perfino scontata.

 

L' ex presidente vuole l' unica poltrona al momento disponibile. Se non può occupare, per manifesta incompatibilità, la cadrega di ministro, il nostro punta a ottenere quella di commissario Ue, un posto di prestigio adatto al suo rango, e che per di più non lo espone alle conseguenze di un disastroso esito del governo cui pure si appresta a far da levatrice. Il suo è uno scambio: i voti del Pd per rendere possibile il ribaltone, in cambio di una delle più ambite poltrone. Non a caso, in questi giorni Renzi sta facendo il tour delle sette capitali, concedendo interviste a destra e a manca, ma soprattutto all' estero. In pochi giorni ha infilato dichiarazioni sulle pagine della maggior parte dei giornali internazionali, da Le Monde a El País.

 

NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

La sua è una strategia per presentarsi come l' unico politico di ampio respiro di cui disponga l' Italia, e al tempo stesso accreditarsi anche in casa propria. A Bruxelles non farebbe ombra a chi sta a Palazzo Chigi, ma da Bruxelles potrebbe pianificare un suo prossimo ritorno anche in Italia. Qualche anno da commissario per far dimenticare la sua arroganza e i probabili disastri del governo giallorosso, e poi il Bullo sarebbe pronto per rientrare. Un delitto perfetto. Resta da capire perché Zingaretti, Di Maio e gli altri si prestino a fare da vittime. Ma questo è un altro discorso.

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?