verdini napolitano berlusconi renzi

RENZUSCONI CON VISTA QUIRINALE - IL CAV E L’INTESA COL PREMIER: “L’ITALICUM? NON MI PIACE MA TANTO IL VERO PATTO DEL NAZARENO MICA È SULLA LEGGE ELETTORALE. È SULL’ELEZIONE DEL PROSSIMO CAPO DELLO STATO!”

Ugo Magri per “la Stampa

 

renzi e berlusconi 2 2renzi e berlusconi 2 2

In un paio di colloqui privatissimi, Berlusconi ha lasciato di stucco i suoi interlocutori: «Questa legge elettorale io non la voglio, come si sta configurando non mi piace nemmeno un po’. Se si dovesse tornare al voto, molto meglio il sistema che c’è», vale a dire il «Consultellum» (proporzionale puro con sbarramenti). Del resto, ha sorriso ammiccante, «il vero patto del Nazareno mica era sull’Italicum...».

 

Ah no?, gli hanno chiesto nel timore di aver capito male. «No, quel patto riguardava le riforme costituzionali e l’opportunità di scegliere insieme il prossimo Capo dello Stato». Ma allora, è arrivata spontanea la domanda, con Renzi come la mettiamo? «In Parlamento diremo che siamo disponibilissimi. Fingeremo di stare al gioco e, intanto, guadagneremo più tempo possibile».
 

renzi berlusconirenzi berlusconi

Può darsi che con altri l’uomo abbia sviluppato discorsi di opposto tenore. Non sarebbe la prima volta. Però giusto ieri Toti, che è il consigliere politico numero uno, con un gioco di prestigio ha aperto e chiuso la porta alle modifiche proposte recentemente da Renzi, anzitutto al premio da assegnare alla lista vittoriosa invece che alla coalizione più votata: se ne può ragionare, assicura Toti, salvo aggiungere sibillino: «...ma dobbiamo essere tutti d’accordo». Già, questo è il problema. Minzolini, che ha lunghe antenne, già preannuncia: «L’Italicum io non lo voto, e a pensarla come me tra i senatori sono più di quanti si crede».
 

nunzia de girolamo e giovanni totinunzia de girolamo e giovanni toti

Anche qui, c’è chi vede Silvio un tantino disamorato di Matteo, e sostiene che ad aprirgli gli occhi siano stati gli ultimissimi sondaggi dove Forza Italia risulta sempre più già, addirittura intorno al 14 per cento. Altre fonti, specie nel giro Mediaset, garantiscono viceversa che il legame col premier non sia mai stato così solido, e se Berlusconi non vuol dare via libera all’«Italicum» ciò fa parte della prudenza connaturata all’uomo, il quale si fida solo di se stesso, e poi e poi...
 

Stessi discorsi riecheggiano circa l’attacco in grande stile lanciato da Arcore contro Ncd. La tesi numero uno è che l’ex premier voglia colpire Alfano per mettere sotto scacco il governo. I più ci vedono invece una pura rivalsa nei confronti dei «traditori», una voglia incontrollabile di strozzarli con le sue mani.

 

minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresse minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresse

Basti notare con quanto giubilo ieri Berlusconi ha riaccolto all’ovile Antonio D’Alì, senatore trapanese di cui un tempo era grande amico, al punto da farsi ospitare un paio di volte in casa sua: «Chi crede nel centrodestra non può avere come riferimento che Forza Italia», si è scatenato il Cav. Su incarico berlusconiano, dopo l’estate D’Ali aveva tentato di reclutare una decina di senatori alfaniani, quanti ne occorrono per fare gruppo.

 

L’operazione è fallita, D’Alì (al nono posto nella speciale graduatoria dei più assenti a Palazzo Madama) ha intuito che non era più aria. Può darsi che altri lo seguano, e un indiziato speciale risponde al nome di Stefano Caridi, calabrese.

angelino alfanoangelino alfano

 

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