SOCIALDEMOCRAXIA - IL RICORDO DI BERLUSCONI: “MI MANCA BETTINO, UN UOMO LIBERO, VITTIMA DI UN GOLPE” - IL SINDACO DI MILANO SALA APRE SU UNA VIA A CRAXI, ALFANO DA HAMMAMET: “E’ GIUSTO FARLO” - CHISSA SE RENZI, CHE DA SINDACO SI DISSE CONTRARIO AD INTITOLARE UNA STRADA AL LEADER SOCIALISTA, AVRA’ CAMBIATO IDEA - LA CATTIVERIA DI “SPINOZA”

1. LA CATTIVERIA

BERLUSCONI E CRAXIBERLUSCONI E CRAXI

 

Da www.forum.spinoza.it

 

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Penso di dedicare qualcosa a Craxi”. San Vittore dovrebbe bastare

 

2. MI MANCA BETTINO, VITTIMA DI UN GOLPE

 

Il ricordo di Silvio Berlusconi pubblicato da “il Giornale”

 

Cara Stefania, cari amici, sono con voi con il cuore oggi a ricordare Bettino Craxi nel 17^ anniversario della sua scomparsa. È difficile pensare che siano già trascorsi 17 anni da quando ci ha lasciato e molti di più da quando un vero e proprio «colpo di Stato» lo ha privato del suo ruolo politico e della stessa possibilità di vivere da uomo libero nel suo Paese.

 

È difficile credere che sia passato tanto tempo perché Bettino è presente, è attuale, è anche oggi un protagonista del dibattito politico.

Questo perché la grandezza di Bettino Craxi è stata anche quella di saper guardare al di là delle contingenze, è stata quella di porsi per primo il problema di un profondo rinnovamento del sistema politico italiano, di una sua apertura, di una modernizzazione indispensabile.

 

CRAXI BERLUSCONICRAXI BERLUSCONI

Non gli hanno permesso di realizzare il suo progetto, e forse come tutti noi ha commesso degli errori, ma rimarrà a suo onore nella storia il merito di averne intuito la necessità, e di aver avuto il coraggio di provarci. Craxi era un uomo di sinistra, che ha provato a dimostrare che esiste una sinistra possibile senza soggezione ai comunisti, senza nostalgie utopistiche, senza giustizialismo, una sinistra capace di parlare il linguaggio della modernizzazione e soprattutto della libertà.

 

Questa sinistra non è mai esistita in Italia, e non esiste neppure ora: coloro che hanno provato a realizzarla sono stati spazzati via da quell'altra sinistra, quella giustizialista e post-comunista, quella delle manette e degli insulti, delle monetine e dei linciaggi mediatici.

stefania craxi silvio berlusconistefania craxi silvio berlusconi

Solo chi è stato vittima di tutto questo può capire il dramma di Bettino Craxi, ma anche la grandezza della sua testimonianza: scelse la strada dell' esilio pur di non venire a patti con questo apparato politico-mediatico-giudiziario che uccide la libertà e la democrazia. La sua eredità politica, il socialismo riformatore, liberale, occidentale è una delle parti migliori della tradizione politica del nostro Paese.

 

La considero parte integrante del progetto politico che ho creato quando ho fondato Forza Italia, anche per impedire che l' Italia cadesse nelle mani della sinistra post-comunista. Continuo a credere che questa tradizione politica riformista, assieme a quella liberale e a quella cristiana, siano i fondamenti sui quali costruire il futuro dell' Italia.

 

Bettino Craxi è anche un simbolo della dignità della politica. Per questo sono onorato ogni volta che il mio nome viene accostato al suo, per quanto la cosa avvenga spesso con intenti polemici, come qualche giornale ha fatto anche oggi.

stefania craxi e silvio berlusconistefania craxi e silvio berlusconi

 

In effetti il nostro rapporto non c' entrava molto con la politica, della quale allora non mi occupavo se non come elettore: con Bettino e la sua famiglia nacquero un' amicizia e un affetto personale che vanno al di là delle stesse opinioni politiche. Frequentandolo ho imparato a stimarlo non solo come amico leale, ma come uomo generoso e disinteressato esattamente il contrario di come lo ha dipinto certa stampa come politico appassionato alle idee e disinteressato del potere.

 

Posso anzi testimoniare che negli anni in cui svolgevo l' attività di imprenditore, e nonostante la grande confidenza personale, Craxi è stato uno dei pochissimi politici a non sollecitare favori economici diretti o indiretti per sé e per il suo partito.

 

silvio berlusconi e stefania craxisilvio berlusconi e stefania craxi

Anche per questo Bettino Craxi mi manca e ci manca. Anche per questo vorrei essere con Voi, nella bellissima cornice di Hammamet, vorrei tornare in quel piccolo e suggestivo cimitero sotto le mura e davanti al mare, nel quale Bettino chiese di essere sepolto. Vorrei essere lì con Voi per rendere ancora una volta omaggio a un amico, ad un uomo libero, ad uno statista.

 

A tutti voi, e in particolare ad Anna, a Stefania, a Bobo, a cui mi legano tanti ricordi, e a tutti gli amici presenti rivolgo un saluto cordiale e un abbraccio affettuoso.

 

3. SALA APRE SU UN VIA INTITOLATA A CRAXI

 

Tommaso Labate per il Corriere della Sera

 

«È stato un momento molto importante. Anche perché, quando parliamo di Craxi, parliamo di un leader che ha avuto ragione in anticipo su tutte le questioni di fondo che hanno a che fare con la modernità. Dalle riforme istituzionali fino alla necessità di un riformismo che crescesse in contrapposizione all' ombrello comunista, passando per i rapporti coi paesi del Mediterraneo e col Medio Oriente».

 

CRAXI BERLUSCONI CRAXI BERLUSCONI

Sono passate due ore da quando Angelino Alfano ha deposto un mazzo di rose sulla tomba di Bettino Craxi, diventando così il primo ministro della Repubblica di un governo guidato da un esponente del centrosinistra (prima di lui l' avevano fatto Frattini, Brunetta e Sacconi, che però militavano in governi guidati da Berlusconi) a partecipare a una commemorazione al cimitero di Hammamet.

 

Al telefono, visto che la giornata era stata scandita anche dalle parole di Beppe Sala sull' ipotesi di intitolare un luogo di Milano alla memoria del leader socialista, il ministro degli Esteri dice la sua anche su questo: «Sono favorevole a riaprire un dibattito del genere a patto che questo abbia una scadenza. Un dibattito su Craxi non può essere l' ennesima scusa per prendere tempo o per non decidere. Io sono ovviamente favorevole all' ipotesi che a Craxi vengano intitolate delle strade italiane». Una posizione più netta di quella del sindaco di Milano, convinto comunque che una discussione pubblica su un «argomento che ha suscitato tante polemiche» sia necessaria. «Milano è pronta o no? Bisogna interrogare la città. Certamente è giusto interrogarsi per capirlo».

BOBO CRAXI BETTINO E SILVIO BERLUSCONI BOBO CRAXI BETTINO E SILVIO BERLUSCONI

 

Strano ma vero, da due dei politici oggi più vicini a Matteo Renzi arriva un segnale opposto a quello che lo stesso Renzi, da sindaco di Firenze, aveva messo a verbale nel 2012, chiudendo le porte alla richiesta dell' allora Popolo delle libertà fiorentino rispetto alla possibilità di intitolare a Craxi una via del capoluogo toscano.

 

Il terreno su cui Sala è aperturista e Alfano addirittura favorevole è lo stesso su cui Renzi si disse «contrario a dedicare una via a Craxi e infatti non gliela dedicheremo. Con tutto il rispetto e la pietas - spiegò - sono contrario perché via Bettino Craxi non ha un valore pedagogico». Chissà se avrà cambiato idea.

 

CRAXI E BERLUSCONI AL MARE CRAXI E BERLUSCONI AL MARE

Tra quelli che non hanno cambiato idea vanno annessi anche i protagonisti dell' allora pool di Manipulite che portò Craxi alla sbarra. «Non sapevo delle parole di Sala quindi non me ne sono fatto un' idea. Lasciamo perdere...», dice Gherardo Colombo. «Non faccio commenti perché Craxi è stato un mio imputato», spiega Piercamillo Davigo, oggi presidente dell' Associazione nazionale magistrati.

 

BERLUSCONI E STEFANIA CRAXI BERLUSCONI E STEFANIA CRAXI

Parla, invece, Antonio Di Pietro. «Nei confronti di Craxi ognuno faccia le sue valutazioni. Però c' è una cosa che parla per tutte e sono le sentenze passate in giudicato». Perché un conto, aggiunge l' ex pm, «sono le condanne che un partigiano può aver subito durante una dittatura. Un altro sono le condanne per reati comuni. Io personalmente ritengo poco educativo per le giovani generazioni intitolare strade a persone che hanno ricevuto condanne di quest' ultimo tipo». Anche Silvio Berlusconi ha ricordato il Craxi, «che mi manca e ci manca», la «vittima di un circuito politico-mediatico-giudiziario che uccide la libertà e la democrazia».

 

4. COSI’ LA FIGURA DI CRAXI INCOMBE ANCORA SULLA POLITICA ITALIANA

 

Marcello Sorgi per la Stampa

 

Berlusconi al funerale di Craxi sullo sfondo Giuliano Cicconi Salvatore Lo Giudice Maria Vittoria PillitteriBerlusconi al funerale di Craxi sullo sfondo Giuliano Cicconi Salvatore Lo Giudice Maria Vittoria Pillitteri

Non è stato rituale ieri l' omaggio del ministro degli Esteri Angelino Alfano sulla tomba di Bettino Craxi a 17 anni dalla morte: un gesto «doveroso», lo ha definito, ricordando che il leader del Psi «aveva visto lontano e ci aveva anche preso». E aggiungendo così il proprio contributo, di politico nato e cresciuto nella Seconda Repubblica, alla sua piena riabilitazione.

 

CRAXI-BERLUSCONICRAXI-BERLUSCONI

Anche il sindaco di Milano Beppe Sala ha voluto riaprire la discussione sull' eventualità di intitolare a Craxi una via o una piazza della città in cui aveva fatto i primi passi di una carriera che doveva portarlo alla guida del governo dal 1983 al 1987. E pur osservando che prima si dovrà verificare «se Milano sia pronta», Sala ha dato il segnale che un altro tabù potrebbe dissolversi.

 

Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo nel 2002 che sottolineava come nel caso di Craxi fosse stato violato «il diritto a un processo equo», dopo le prime visite alla tomba di Hammamet di ministri socialisti dei governi berlusconiani come Maurizio Sacconi e Franco Frattini, dopo la rilevante presa di posizione, in una lettera ai familiari, dell' allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel 2010, per dire che la figura di Craxi non poteva essere «sacrificata» alla lettura giudiziaria che la magistratura ne aveva fatto nelle proprie sentenze, la sensazione è che ormai stia per cadere il velo di ipocrisia che ha trasformato l' ex-presidente del consiglio socialista nel capro espiatorio di Tangentopoli.

CRAXI, BERLUSCONI E PANSECACRAXI, BERLUSCONI E PANSECA

 

Complice, forse, l' altro grande anniversario che si prepara: il venticinquennale dell' inchiesta "Mani pulite", ad opera della Procura di Milano, e dell' arresto di Mario Chiesa, da cui tutto ebbe origine il 17 febbraio del 1992. Un quarto di secolo dopo, infatti, la corruzione, allora finalizzata in gran parte al finanziamento occulto dei partiti, non è affatto finita; anzi, s' è accresciuta, passando dal livello centrale dei partiti ai ras locali e ai funzionari delle amministrazioni pubbliche.

LETTERA DI BERLUSCONI A CRAXILETTERA DI BERLUSCONI A CRAXI

 

Il punto d' arrivo di quella svolta storica sono il Paese e il sistema attuale, con la politica, sostanzialmente, in libertà vigilata, in attesa di quel che decida la magistratura a qualsiasi livello, Procure, Tribunali, Cassazione, Corte costituzionale, Anac di Cantone, che non si occupano più solo di prevenire e punire la corruzione, ma in sostanza di regolare la vita democratica, dalla legge elettorale, ai referendum, perfino al contratto tra il Movimento 5 stelle e i suoi eletti. Tutto, ovviamente, in nome della Costituzione che sancisce la separazione dei poteri, e senza alcun cenno di inversione di tendenza.

craxi berlusconi maccanicocraxi berlusconi maccanicoALFANO RENZI 1ALFANO RENZI 1LA VACANZA DI OMAN DI BEPPE SALA E CHIARA BAZOLILA VACANZA DI OMAN DI BEPPE SALA E CHIARA BAZOLI

 

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…