ROMANZO QUIRINALE - DALLE CARTE DEL DIPARTIMENTO DI STATO USA LA PROVA CHE FU IL PIO SCALFARO A MANOVRARE PER BUTTARE GIU’ IL PRIMO GOVERNO DI SILVIO. REPLICA NEL 2011: STAVOLTA IL “PUPARO DEL GOLPE” SAREBBE STATO NAPOLITANO

Stefano Zurlo per “il Giornale

 

OSCAR LUIGI SCALFARO E BERLUSCONI OSCAR LUIGI SCALFARO E BERLUSCONI

Strategie e complotti. Washington e Silvio Berlusconi. Amministrazioni diverse, repubblicana e poi soprattutto democratica, ma grande attenzione ai volteggi del Cavaliere, alle convulsioni della politica italiana dominata da Berlusconi alle cospirazioni di Palazzo. Un monitoraggio fittissimo e a tratti invasivo lungo un ventennio.

 

Alcune carte inedite, oggi pubblicate per la prima volta dal Giornale, documentano rapporti consolidati e preferenziali con alcune personalità, dubbi e oscillazioni dei presidenti a stelle e strisce e dei loro staff. Una mole di carte che Andrea Spiri, professore a contratto alla Luiss, ha scovato al Dipartimento di Stato di Washington, dopo la progressiva desecretazione dei file fra l' ottobre 2012 e il dicembre 2015.

 

CIAMPI SCALFARO COSSIGA E NAPOLITANO CIAMPI SCALFARO COSSIGA E NAPOLITANO

Gli americani mostrano di avere antenne molto sensibili nel nostro Paese e individuano subito, addirittura nell' ottobre '92, in piena tempesta Mani pulite, Silvio Berlusconi come possibile leader di un nuovo partito. Siamo molto prima della discesa in campo, a Washington sono gli ultimi mesi della presidenza di Bush padre, ma i riflettori si accendono subito su un futuro che ancora nessuno conosce.

 

L' ambasciatore Peter Secchia invia un documento classificato come confidential: Le incertezze italiane. La soluzione è un nuovo partito politico? L' ambasciatore ha fatto indagini che riassume con concisione e pragmatismo: «Il segretario del Pli Altissimo ha organizzato una cena di lavoro segreta il 12 ottobre per proporre la formazione di un nuovo partito...

 

raf19 reginald rose anne bartholomewraf19 reginald rose anne bartholomew

La cena si è tenuta il 13 ottobre presso il Grand Hotel. Da quanto viene riferito il gruppo, di cui faceva parte il magnate dei media Berlusconi, così come Francesco Cossiga, ha deciso di chiedere allo stesso Cossiga di formare un nuovo partito... La partecipazione di Berlusconi è di speciale significato, per via della vicinanza di Craxi. La sua apparizione come un nuovo leader politico potrebbe avere la benedizione dello stesso Craxi. Comunque è anche la riprova che la potenza di Craxi, duramente colpito dagli scandali, continua a declinare».

Giuliano ferrara bavaglio Giuliano ferrara bavaglio

 

In ogni caso, «gli italiani - spiega - sono confusi e cercano il cambiamento». Una discontinuità che porterà a Palazzo Chigi nel '94 proprio Berlusconi. Due anni più tardi, a fine '94, il nuovo ambasciatore Reginald Bartholomew scrive a Washington e descrive con una certa preoccupazione l' agonia del primo esecutivo Berlusconi, minato dall' avviso di garanzia e dalla manovre del presidente Oscar Luigi Scalfaro.

 

berlusconi napolitano instagramberlusconi napolitano instagram

«Il governo Berlusconi - nota l' ambasciatore - sembra cadere. E poi? Se cade, questo potrebbe rafforzare l' impressione che l' Italia stia scivolando indietro verso la politica screditata che ha visto succedersi dalla fine della Seconda guerra mondiale 52 governi. Potrebbe inoltre consolidare la percezione che la politica operi essenzialmente in maniera indipendente e lontana dalla gente».

 

Bartholomew, insomma, ha più di un dubbio sull' operazione in corso a Roma per sloggiare il Cavaliere. Ma non c' è niente da fare. Il 20 dicembre, due giorni prima delle dimissioni, Bartholomew invia una nota a Washington in cui spiega senza tanti giri di parole che il presidente Scalfaro l' ha giurata a Berlusconi e vuole cacciarlo da Palazzo Chigi. A svelargli gli intrighi è stato un testimone eccellente come Francesco Cossiga.

 

NAPOLITANO BERLUSCONI NAPOLITANO BERLUSCONI

«Cossiga - scrive l' ambasciatore rivolgendosi alo staff di Bill Clinton - ha sottolineato che uno dei fattori che stanno incidendo sulla crisi è la rottura irrecuperabile fra Scalfaro e Berlusconi. Cossiga ha riferito che Scalfaro si sentiva profondamente offeso dalle recenti batoste pubbliche ricevute dai berlusconiani, in particolare dal portavoce del governo Ferrara. Cossiga ha detto di ritenere che Scalfaro farebbe qualunque cosa pur di evitare un ritorno di Berlusconi al governo». Il destino è segnato.

 

BIGLIETTO DI NAPOLITANO A PAOLO ROMANI CONTRO BERLUSCONIBIGLIETTO DI NAPOLITANO A PAOLO ROMANI CONTRO BERLUSCONI

Di crisi in crisi si arriva fino all' attualità. E all' ultimo giro di valzer del Cavaliere a Palazzo Chigi. A novembre 2011, con lo spread impazzito e la coppia Merkel-Sarkozy che lo guarda con sorrisetti di scherno, Berlusconi getta la spugna. Il 12 novembre il sottosegretario alla crescita economica Robert Hormats invia una mail a Jacob Sullivan, capo dello staff del segretario di Stato Hillary Clinton.

 

Hormats riprende il report spedito il 9 novembre dall' ambasciatore David Thorne: «Continuano i battibecchi politici, ma la direzione generale è fissata». Segue un misterioso omissis. Quindi Thorne riprende: «Sono anche intervenuti la Merkel e Sarkozy. Lo spread è sotto il picco, ma ancora molto alto. L' Italia sa quello che deve fare. David».

napolitano berlusconinapolitano berlusconi

 

«Spero - riprende un per niente galvanizzato Hormats - che Thorne abbia ragione, che l' Italia sappia quello che deve fare. Dovremmo vedere se Monti può farcela con gli insofferenti e se può portare dalla sua parte l' opinione pubblica. Egli è molto brillante, ma le sue capacità politiche e motivazionali andranno verificate». E infatti Monti si rivelerà un disastro.

merkel monti sarkozymerkel monti sarkozy

 

Intanto, Giorgio Napolitano, presunto regista del complotto anti Cav del 2011, annuncia che non risponderà alle domande su quel che successe in quelle settimane. Quel che è accaduto nel 2011 - confida all' Huffington Post - possono ricavarsi da molteplici miei interventi pubblici. Non ritengo ritornarci attraverso mie memorie che al pari dei miei predecessori non scriverò».

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