1. LA BOCCASSINI POLVERIZZA IL GUATAMALTECO AD ORE, L’EX PM DI PALERMO INGROIA: “COME PUOI PARAGONARE LA TUA PICCOLA FIGURA DI MAGISTRATO A FALCONE? VERGOGNATI!” 2. DA ILDA LA ROSSA UN FAVORE A BERSANI, ASSEDIATO A SINISTRA DAI “RIVOLUZIONARI CIVILI” CHE DOPO AVER ‘’INFANGATO’’ NAPOLITANO SI SONO MESSI IN TESTA, INSIEME AI COMPARI DI PIETRO E DE MAGISTRIS, PER NON PARLARE DI GRILLO, DI FAR PERDERE IL PD 3. SOTTO EFFETTO DI TOGHE PESANTI? INGROIA REPLICA ALLA BOCCASSINI: “HO ATTESO INVANO UNA SMENTITA. L’UNICA A DOVERSI VERGOGNARE E’ LEI CHE, ANCORA IN MAGISTRATURA, PRENDE PARTE IN MODO COSI’ INDECENTE E ASTIOSO ALLA COMPETIZIONE POLITICA” 4. L’AFFONDO: “MI BASTA SAPERE COSA PENSAVA DI ME BORSELLINO E COSA PENSAVA DI LEI”

1 - LITE TRA LA BOCCASSINI E INGROIA "VERGOGNA, NON SEI COME FALCONE" "E TU PENSA PRIMA DI PARLARE"
Piero Colaprico per "la Repubblica"

Finché Antonio Ingroia non ha "sconfinato", Ilda Boccassini lo ha ignorato. Ma quando il neo-candidato ha accostato il suo nome a quello di Giovanni Falcone, Ilda Boccassini ha deciso che non era più il caso di tacere: «Ma come ha potuto Antonio Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro - sottolinea Ilda Boccassini - esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni». Una frase dura, che arriva all'indomani di una delle dichiarazioni di Ingroia a margine delle polemiche per le candidature: «Anche Falcone - diceva Ingroia - ha subito le critiche più forti dai colleghi magistrati ».

In serata Ingroia partecipa a Ballarò e la sua non è una risposta altrettanto dura: «I miei maestri mi hanno insegnato a misurare le parole, Ilda Boccassini non ha letto le mie dichiarazioni. Quando sono entrato in politica, ho percepito una stizzita reazione, e questo ne è la riprova. Lo stesso era accaduto a Falcone, quando era andato al ministero. Prima di sparare a zero bisogna informarsi, non mi sono certo paragonato a Falcone».

Liquidare questa giornata come se fosse una questione che ha a che fare con la politica, o con i personalismi dentro la magistratura, sarebbe sbagliato. Se Ilda Boccassini affida al Tg de La7 la sua frase sui «milioni di anni luce» di differenza, e l'affida senza una ripresa in video o la registrazione della voce, è perché ritiene «la misura colma». Ingroia, rivendicando il diritto dei magistrati ad esprimere le opinioni, ha spesso partecipato in passato a programmi tv, a comizi, a incontri di partito, a conferenze, non evitando di rispondere sulle indagini in corso.

Anche quando Ingroia parlava di Paolo Borsellino definendolo un suo maestro, Boccassini ha taciuto. Da ieri ha messo fine alle diplomazie.
A palazzo di giustizia, tra i detective, di lei si dice: «La dottoressa è una che parla con gli atti», intendendo gli atti giudiziari. Le cronache registrano negli ultimi trent'anni pochissime sue interviste; qualche incontro pubblico, specie con gli studenti; e anche i
dialoghi informali con pochissimi "estranei" sono sempre rimasti informali (o sono finiti).

«Da quando è procuratore aggiunto all'antimafia - dice uno dei suoi investigatori - è cambiata la musica per i magistrati del dipartimento. Lei sta qui dalla mattina alla sera e nessuno osa fare più il "copia e incolla" con gli atti della polizia giudiziaria, se lei li becca...». Boccassini è dunque una che «non molla». Ha indagato nella Palermo delle stragi e, tornata a Milano, ha insieme con Giuseppe Pignatone a Reggio Calabria messo in una morsa le famiglie di ‘ndrangheta del Nord.

Ingroia ha estimatori e detrattori. Ma tra i fatti incontrovertibili c'è che mentre le inchieste su quello che combina Cosa Nostra oggi a Palermo e in Italia sembrano languire, l'ex procuratore aggiunto palermitano si è dedicato soprattutto a riesaminare il "passato": come la trattativa, circa vent'anni fa, tra Stato e mafia, che tante critiche ha suscitato per i titoli di reato ipotizzati, per le telefonate registrate tra il Quirinale e l'ex ministro Nicola Mancino, per l'utilizzo dei documenti falsificati da Ciancimino jr. In ogni caso, Ingroia tra Guatemala per l'Onu e Roma per la politica, ha mollato il "fronte" della procura antimafia.

E quando uno con questo curriculum - rispettabile finché si vuole, ma diverso dal suo e da quello di Falcone - s'è messo nello stesso solco di un martire, e di «quel» martire che Cosa nostra ha eliminato per paura nei confronti di uno che non mollava la presa, Boccassini s'è indignata. E ha chiamato La7, come fece quando morì per infarto Loris D'Ambrosio, magistrato e collaboratore del presidente della Repubblica, e lei disse: «Era un galantuomo». Ed era anche lui citato nell'inchiesta firmata Ingroia.

2. MARIA FALCONE: "USA GIOVANNI PER I VOTI, NON LO PERMETTO"
Salvo Palazzolo per "la Repubblica"

«Sono rimasta perplessa quando ho sentito Antonio Ingroia paragonarsi a Giovanni». Maria Falcone, sorella del giudice assassinato nel 1992, dice: «Rispetto la storia professionale dell'ex procuratore aggiunto di Palermo. Ma la storia di mio fratello è stata del tutto diversa. E non permetto a nessuno di parlare di Giovanni per autopromuoversi a livello politico».

Ingroia faceva riferimento agli attacchi arrivati da alcuni ambienti politici a suo fratello dopo la scelta di accettare l'incarico al ministero della Giustizia.
«Ma Giovanni Falcone non è mai entrato in politica. Non ha neanche partecipato a un convegno politico. Lo disse chiaramente in una intervista al Costanzo show, quando qualcuno gli contestava la decisione di accettare la proposta dell'allora ministro Martelli. Giovanni spiegò che non era andato a Roma per fare politica. Spiegò soprattutto che il posto di direttore degli affari penali che andava a ricoprire era destinato esclusivamente a un magistrato di Cassazione. Da quell'ufficio, sperava di riformare la legislazione antimafia».

Qualche attacco è arrivato anche a Ingroia quando da magistrato ha denunciato l'inadeguatezza delle leggi antimafia per contrastare le complicità eccellenti di Cosa nostra.
«Ma Ingroia non è mai stato solo. Con lui ho visto parte del mondo del giornalismo e della politica. Giovanni, invece, era davvero solo, perché puntava a rompere un intero sistema,
che poi gli si è rivoltato contro. Avrà avuto al massimo quattro amici, e fra questi Ilda Boccassini. Per il resto, si è ritrovato contro tutto e tutti ».

Nei mesi scorsi anche Ingroia ha parlato di indagini difficili: faceva riferimento all'inchiesta sulla trattativa mafia-Stato. Crede in questo sforzo della magistratura palermitana che adesso chiede un processo contro mafiosi e uomini delle istituzioni?
«È importante andare avanti nelle indagini, soprattutto per scoprire se c'è stato un dialogo sotterraneo fra Stato e mafia. Ma, al momento, credo che non abbiamo prove inequivocabili di questo patto».

Qualche mese fa, non ebbe dubbi nel manifestare solidarietà a Loris D'Ambrosio, il consigliere giuridico del Quirinale che i pm di Palermo avevano intercettato con l'ex ministro Mancino. Già allora aveva qualche perplessità sull'inchiesta coordinata da Ingroia?
«D'Ambrosio mi chiamò due giorni prima di morire, per ringraziarmi. Era profondamente amareggiato. Mi ribadì la correttezza del suo operato. Ma io non avevo alcun dubbio».

Cosa pensa dei magistrati che entrano in politica?
«Non entro nel merito delle loro scelte. Ma non dovrebbero più tornare in magistratura».

2 -INGROIA, BOCCASSINI ASTIOSA, SI INFORMI PRIMA DI PARLARE L'UNICA A DOVERSI VERGOGNARE E' LEI
(Adnkronos) - "Ho atteso finora una smentita, invano. Siccome non e' arrivata dico che l'unica a doversi vergognare e' lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo cosi' indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni. La prossima volta pensi e conti fino a tre prima di aprire bocca". Cosi' il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, risponde alle dichiarazioni del pm di Milano Ilda Boccassini.

"Quanto ai suoi personali giudizi su di me - prosegue l'ex procuratore - non mi interessano e alle sue piccinerie siamo abituati da anni. Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Ogni parola in piu' sarebbe di troppo

3-ELEZIONI: INGROIA A MARIA FALCONE, MAI USATO NOME DEL FRATELLO
(Adnkronos) - "Alla signora Maria Falcone, con tutto il rispetto per il cognome che porta, dico: si informi prima di parlare. Io non ho mai usato il nome di Giovanni Falcone per i voti.
Lei invece si, quando si candido' per prendere il seggio al Parlamento europeo e non venne neppure eletta". Lo afferma Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione civile, rispondendo alle dichiarazioni della sorella di Giovanni Falcone che oggi, in un'intervista a Repubblica, ha espresso perplessita' su alcune affermazioni dell'ex procuratore ora leader di 'Rivoluzione Civile'.


4-ELEZIONI: GRASSO A INGROIA, SBAGLIATO PARAGONE CON FALCONE

(Ansa) - 'Giovanni Falcone ha fatto cose talmente eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, mi sembra un fuor d'opera'. Lo ha detto Pietro Grasso, capolista del Pd al Senato nel Lazio, ad Agora', su Rai Tre, in riferimento allo scontro tra il pm Ilda Boccassini e il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia.

'C'e' da riconsiderare - continua Grasso - cio' che ha subito Giovanni Falcone nella sua vita: ha subito un attentato all'Addaura ed e' stato accusato di esserselo procurato da solo; e' stato accusato di aver insabbiato le carte dei processi nel rapporto con la politica; e' stato accusato di fare il professionista dell'antimafia; e' stato accusato di andare nei palazzi della politica, dove effettivamente e' riuscito a fare una legislazione che tutti ci invidiano'.
Secondo l'ex capo della Dna, 'la prima legge che bisognerebbe fare e' sulla corruzione: cercare di insinuare la possibilita' di denuncia da parte di corrotto o di corruttore per far emergere il reato'.

 

 

 

ANTONIO INGROIA CON IL SIMBOLO DELLA SUA LISTA ILDA BOCCASSINI IN TRIBUNALE boccassini falcone falcone giovanniGIUSEPPE PIGNATONE GIORGIO NAPOLITANO E LORIS D'AMBROSIO dambrosio maria falcone boccassini giovaneBoccassini NICOLA MANCINO boccassini LA GIOVANE BOCCASSINI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO…