CALIFFATO INTERNATIONAL - BOKO HARAM GIURA FEDELTÀ ALL’ISIS E DIVENTA ALLEATO CHIAVE PER LA CONQUISTA DELL’AFRICA - LA STRATEGIA “IN FRANCHISING” DI AL BAGHDADI: UOMINI, ARMI E LE MANI SUI TRAFFICI SAHARIANI

Maurizio Molinari per “la Stampa”

 

abu bakr al baghdadiabu bakr al baghdadi

Boko Haram giura fedeltà al Califfo dello Stato Islamico (Isis) e il network jihadista trova nell’Africa Sub-Sahariana un alleato strategico di primaria importanza, capace grazie ai suoi seimila guerriglieri ben armati ed addestrati di diventare l’anello di congiunzione fra gli Al-Shabab somali e le cellule del Maghreb.
 

IL MESSAGGIO

L’adesione dei nigeriani di Boko Haram arriva con una dichiarazione audio del leader Abubakar Shekau, postata online in arabo con traduzione in inglese e francese. «La nostra intenzione è creare un Califfato basato sulla Sharia islamica e guidato da un unico leader politico e religioso, Abu Bakr al-Baghdadi, meglio noto ai seguaci come Califfo Ibrahim» afferma Shekau, promettendo «fedeltà in tempi di difficoltà come di prosperità» per terminare con un appello a «tutti i musulmani ovunque» affinché si uniscano al progetto jihadista.

Abu Bakr al BaghdadiAbu Bakr al Baghdadi

 

Boko Haram porta in dote al Califfato un esercito di almeno seimila guerriglieri che già controlla circa 20 mila kmq a Sud del Sahara, riuscendo a tenere testa agli attacchi portati con crescente intensità dalle forze regolari di Nigeria, Camerun e Niger. Si tratta del più poderoso alleato militare finora reclutato dal Califfo: non è chiaro se ciò sia il frutto solo di convergenze ideologiche - entrambi esaltano la guerra ai cristiani - o di una vera e propria trattativa politico-militare. 
 

GLI OBIETTIVI

abu bakr al baghdadiabu bakr al baghdadi

Boko Haram è impegnata dal 2009 in una sanguinosa campagna militare per imporre il dominio jihadista sul Nord della Nigeria, a scapito anzitutto delle popolazioni cristiane vittime di orrende violenze, e da settembre aveva mostrato un crescente interesse per il Califfato che ora porta al «bayat», la formale dichiarazione di adesione, seguendo lo stesso percorso che, dal 2014, ha visto protagoniste altre sigle jihadiste in Nordafrica.

 

In Egitto è stato «Bayt al-Maqqdis», in Algeria «Jund Al Khalifa», in Libia «Ansar al-Sharia» e fonti arabe dal Cairo assicurano che «i governi di Tunisi e Rabat temono simili sviluppi anche in casa propria». Le maggiori preoccupazioni si concentrano soprattutto sulla Tunisia per il crescente numero di volontari jihadisti che sta raggiungendo in Libia le località controllate da cellule che hanno aderito a Isis: da Derna e Surat.

 

un veicolo dei boko haram un veicolo dei boko haram

Nel caso di Boko Haram colpisce come il «bayat» sia arrivato a breve distanza da una decapitazione di «infedeli» realizzata e filmata con tecniche analoghe a quelle di Isis. Dopo ogni «bayat» la prassi del Califfato vuole che al-Baghdadi renda pubblico un editto di «accettazione» ed è da quel momento che la nuova organizzazione entra a far parte del network jihadista che in Africa include anche cellule in Nord Mali, Mauritania e gli Al-Shabab somali mentre in Asia del Sud, secondo un recente documento del Pentagono, registra un crescente interesse da parte di gruppi di ex taleban in Afghanistan e Pakistan. 
 

IL FINANZIAMENTO

boko haram travestitiboko haram travestiti

Sullo scacchiere africano poter contare su solidi «alleati» in Somalia, Nigeria e Libia consente a Isis di ipotizzare la gestione di vasti traffici illeciti, di uomini e materie prime, capaci di auto-alimentare la propria struttura continentale a cavallo del Sahara, in maniera analoga a quanto Isis è riuscito a fare in Iraq e Siria.

 

Ma al network del Califfo in Africa manca ancora il jihadista che più corteggia: l’imprendibile algerino Mokhtar Belmokhtar che nel 2012 con i suoi fedelissimi ha lasciato «Al Qaeda in Maghreb», sfidando la centrale pakistana di Ayman al-Zawahiri, puntando a garantirsi un ruolo da leader regionale. Che ora Abu Bakr al-Baghdadi potrebbe garantirgli, pur di riuscire ad arruolarlo.

armi abbandonate da boko haram armi abbandonate da boko haram LE RAGAZZE RAPITE DAL GRUPPO BOKO HARAMLE RAGAZZE RAPITE DAL GRUPPO BOKO HARAMAbubakar Shekau leader di Boko Haram 3Abubakar Shekau leader di Boko Haram 3Abubakar Shekau leader di Boko Haram Abubakar Shekau leader di Boko Haram

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)