de bortoli strozza renzi

LE BORDATE DI FERRUCCIO - DE BORTOLI: “IL PD È DIVENTATO IL PARTITO DEL PREMIER. ASSISTIAMO A UNA INQUIETANTE CONCENTRAZIONE DI POTERI SENZA PRECEDENTI DAL DOPOGUERRA” - “RENZI FIGLIO DEL PENSIERO DC SECONDO CUI È LA SPESA PUBBLICA A CREARE IL CONSENSO” - “SULLA LIBIA AVEVA RAGIONE BERLUSCONI” - VERDINI ''LAVORA'' ANCORA PER SILVIO?

de bortolide bortoli

Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

 

«Quando anche il più forte inizia a non osservarle, le regole perdono di rilevanza. Il declino dell' Unione Europea è cominciato alla fine del 2003. Germania e Francia sforarono impunemente i parametri del deficit e vennero perdonate. Sotto la presidenza italiana».

 

Direttore, ma allora dai ragione a Renzi nella polemica con la Merkel e la Ue?

«I tedeschi devono ricordarsi che le loro banche, esposte in Grecia per miliardi sono state salvate anche dai soldi dei contribuenti italiani. Ma noi dobbiamo imparare a essere più seri e Renzi deve dimostrare che tutta la flessibilità che chiede sarà usata per la crescita. E se i soldi dei fondi europei non vengono spesi possiamo prendercela solo con noi stessi. Grazie alla Merkel abbiamo il quantitative easing di Draghi. Non dimentichiamocelo».

 

Dai per scontato che l' Europa ci concederà di sforare oltre quanto già pattuito?

de bortoli renzi 3de bortoli renzi 3

«Lo ritengo probabile. L' Europa ha troppi fronti aperti, dalla Brexit ai migranti. D' altronde anche Berlino non sta alle regole, visto che da anni supera il tetto del 6% al surplus della bilancia commerciale, danneggiandoci».

 

Perché c' è così tanto scetticismo da parte dell' Europa nei confronti di Renzi?

de bortoli renzide bortoli renzi

«L' Europa è preoccupata dal nostro debito pubblico, che negli ultimi due anni ci siamo un po' dimenticati malgrado dal 2000 a oggi sia cresciuto del 30%. Il problema numero uno dell' Italia è la crescita, che ha bisogno di liberalizzazioni, privatizzazioni e meno tasse sul lavoro. Le spese non si tagliano. Gli investimenti non crescono. I bonus e l' abolizione di Imu e tasi sulla prima casa hanno avuto effetti modesti sui consumi. Il Rottamatore è il figlio naturale della Prima Repubblica e della massima democristiana secondo cui è la spesa pubblica a cementare il consenso».

de bortoli renzi 5de bortoli renzi 5

 

Non ti piace proprio Renzi?

«Non ho pregiudizi sulle sue scelte. Passo per anti-renziano e non mi piace la sua gestione del potere ma ritengo ci fosse bisogno della brusca svolta al quadro politico impressa dal premier e che il governo abbia preso provvedimenti che si riveleranno utili. Soprattutto il Jobs Act, che ha eliminato l' articolo 18, e non è poco, la diminuzione dell' Ires al 24% a partire dal 2017, e la decontribuzione dei neoassunti, anche se ci costa 12 miliardi. Mi convincono meno la riforma della Pubblica Amministrazione, molto di facciata, e la buona scuola, che costa tre miliardi e ha messo in cattedra anche chi forse non lo meritava».

mario montimario monti

 

Sei rimasto un fan di Monti...

«Da direttore del Corriere pubblicai diverse analisi di Alesina e Giavazzi che attaccavano la politica fiscale troppo severa di Monti e lui non mi parlò per mesi. Ma Monti è un amico e agli amici bisogna dire la verità. Sbagliò a candidarsi, anche se lo fece con senso calvinista di sacrificio. Credo che la storia con lui sarà più clemente. Ha salvato l' Italia».

 

Ravvisi similitudini tra lo scenario che lo portò al potere nel 2011 e oggi?

«No. L' Europa oggi è più debole, e anche la Germania lo è. Grazie a Draghi non c' è più l' allarme spread ed è stata risolta la crisi dell' euro. Mai creduto alle teorie del complotto».

Giulio Tremonti Giulio Tremonti

 

Però Berlusconi fu sgambettato. Oggi si parla di eurobond ma quando li propose Tremonti ci presero in giro...

«Tremonti, di cui non condividevo le visioni millenaristiche, è stato un ministro di valore, tradito dal carattere e da qualche frequentazione sbagliata. Quanto a Berlusconi, se avesse letto bene la lettera della Bce del 5 agosto 2011 e si fosse impegnato sulle riforme che venivano chieste all' Italia, la storia sarebbe andata diversamente».

 

I poteri forti hanno tolto la fiducia a Renzi come fecero con Berlusconi?

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«La mistica dei poteri forti non mi appassiona. In Europa grandi banche e tecnocrazie sono ovviamente in grado di condizionare governi e istituzioni, laddove sono deboli. Succede anche negli Usa. In Italia poteri forti non ne vedo più, e forse questo è perfino un campanello d' allarme per la classe dirigente. Vedo solo lobby. Alcune caserecce, che agiscono in ordine sparso, mai regolate».

 

Comunque andrà a finire, questa volta ci saranno delle elezioni…

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«Sarebbe saggio e opportuno votare in ogni caso nel 2017: la riforma del Parlamento e il periodo di salvaguardia dell' Italicum scaduto apriranno inevitabilmente una discussione sull' opportunità di un rinnovo delle Camere. Renzi deciderà sulla base dell' andamento dell' economia».

 

Sei sicuro che vincerà il referendum?

«Averlo politicizzato molto, trasformandolo in un plebiscito sul governo, è un azzardo e ne ha snaturato il valore intrinseco».

 

Alle probabili elezioni del 2017 come si presenterà il Pd?

renzi de bortolirenzi de bortoli

«Oggi il Pd si è trasformato nel partito di Renzi, lasciato a se stesso, in molte regioni abbandonato. Non credo che Renzi abbia mai riunito i segretari delle federazioni. Con un calcolo spregiudicato ma politicamente apprezzabile il premier ha di fatto creato un partito della Nazione, forte in Parlamento ma con problemi e limiti a livello locale, specialmente al Sud, dove alle volte si rivela un contenitore che accoglie interessi di varia natura».

 

Si spaccherà? Bersani lascerà la ditta?

«Bersani sta in un Pd che forse non riconosce più ma si rende conto che, da Sel a Fassina, le alternative sono impraticabili. Nel 2017, con il congresso, il partito tornerà contendibile ma dubito che Renzi possa perderlo».

 

Come mai il premier è così forte?

SALVINISALVINI

«Intanto è bravo, grande fiuto, spietato. E poi tutti gli altri partiti sono in disarmo. Il centrodestra sembra vititma di un cupio dissolvi. Fanno di tutto per perdere, sembra si siano messi d' accordo con la maggioranza. Salvini ha ancora davanti un lungo tratto di strada da percorrere per trasformarsi da agitatore dei sentimenti popolari a uomo di governo e la Meloni è alle prese con l' eterna lotta tra i colonnelli della destra, che ha dimensioni più locali. Il centrodestra rischia di sfaldarsi perché è venuto meno il federatore, Berlusconi, che garantiva denaro e autorevolezza».

 

E ora il premier si è messo un Verdini in più nel motore...

RENZI VERDINIRENZI VERDINI

«Con le unioni civili Verdini è entrato in maggioranza dalla porta principale, con un voto su temi relativi alla coscienza. È un cambio di equilibri che in altri tempi avrebbe reso necessario un passaggio del governo in Parlamento per chiedere la fiducia ma ho la sensazione che le Camere siano sempre più ridotte a segretariato dell' esecutivo. Una legge così importante avrebbe meritato un dibattito approfondito, invece di nascere da una prova di forza, tra un canguro e un voto di fiducia».

 

Per Napolitano i voti di Verdini sono aggiuntivi, Renzi parla di strani amori, mezzo Pd grida allo scandalo: chi ha ragione?

«Credo che Verdini abbia un accordo di ferro con il governo, e non so quanto si sia davvero consumato il distacco con Berlusconi; a volte ho il dubbio che stia dov' è per conto del suo vecchio capo».

 

E siamo arrivati a Berlusconi…

renzi berlusconirenzi berlusconi

«Come molti grandi personaggi ha il problema dell' uscita di scena. Il Cavaliere dovrebbe salutare facendo un discorso sincero. Riconosca gli errori, salvi la propria storia e indichi un futuro al centrodestra».

 

Gli hanno fatto più male i giudici, le donne, la Merkel o i finti amici?

«Gli ha fatto male non aver governato bene e non essere stato il leader liberale che aveva promesso. Ha il merito di averci fatto uscire dal Novecento delle ideologie, sdoganando la destra e combattendo il comunismo, e di essere stato il primo a dare voce ai piccoli imprenditori e alle categorie che non avevano rappresentanza nella Prima Repubblica dei partiti. Ha cominciato con gente di qualità come Urbani, Vertone e Colletti, illudendoci con l' idea di una rivoluzione liberale, ed è finito circondato da persone che spesso non meritano la sua amicizia e la sua generosità».

 

I giudici hanno esagerato con lui?

«I magistrati hanno commesso degli errori e hanno avuto molte colpe sulle quali non riflettono, perché sono una corporazione, ma Berlusconi ha offerto un materiale abbondante e vario perché coltivassero i loro errori».

 

tweet di de bortoli contro renzitweet di de bortoli contro renzi

Alcuni di loro sembrano un po' orfani di Berlusconi, come anche certi giornalisti…

«Sì, perché i bersagli fanno comodo».

 

Anche Renzi è un bersaglio comodo?

«Berlusconi è stato vittima della sua irresistibile tendenza a sedurre l' avversario. Renzi è l' opposto, non perdona, è più diretto e più efficace. Gestisce bene il potere, ci mette solo i suoi, privilegiando la fedeltà alla lealtà e l' amicizia alla competenza. È l' aspetto che più mi inquieta, assistiamo oggi a una concentrazione di poteri che non ha eguali dal Dopoguerra, con una riforma costituzionale che svilisce la democrazia rappresentativa e priva il Paese dei necessari contrappesi».

 

Hai mai pensato di essere un indovino?

«Ti riferisci immagino allo "stantio odore di massoneria" di cui scrissi in un editoriale».

protesta dei risparmiatori davanti banca etruria  7protesta dei risparmiatori davanti banca etruria 7

 

Quando Libero ha scoperto gli incontri tra Carboni e i vertici di Banca Etruria non ho potuto non pensarci…

«Con quell' editoriale non volevo accusare nessuno, tantomeno Renzi. Però qualche sentore intorno al patto del Nazareno si era avvertito e io ho scritto quello che altri sussurravano, chiedendo chiarezza. La massoneria ha meriti storici, altrove è un soggetto emerso, temuto e rispettato, in Italia invece non se ne parla, malgrado si abbiano numerosi segnali di quanto le appartenenze occulte siano talvolta più importanti dei meriti nell' assegnazione di incarichi pubblici e privati».

 

Come mai, malgrado le tante proposte, non sei mai entrato in politica?

«Mi ha fatto piacere che mi chiedessero di candidarmi sindaco a Milano ma non è il mio lavoro. Ho molto rispetto per il giornalismo e penso che quando un giornalista entra in politica, tutto il suo lavoro precedente venga letto in questa chiave e finisca gettato nel cestino».

 

Quindi un ritorno alla professione sarebbe poi impensabile?

corriere della seracorriere della sera

«Certi divorzi dovrebbero essere definitivi. Vale anche per i magistrati, che dovrebbero continuare a fare i magistrati».

 

Un anno dopo, al «Corriere» avevi ragione tu, sia sulla linea che in azienda?

«Ti dico solo che sono felicissimo e onorato di rientrare al Corriere da editorialista e ringrazio il direttore Fontana per averlo reso possibile».

 

L' Italia figura tra le nazioni dove i cittadini si sentono più infelici…

«Crediamo poco nel futuro, dovremmo essere più orgogliosi delle nostre eccellenze. La mia esperienza nel volontariato, come presidente Vidas, mi conferma ogni giorno che l' Italia è abitata da gente straordinaria. È un modello di convivenza civile, solidarietà e integrazione. Viviamo la più grande crisi economica dal Dopoguerra, costata milioni di posti di lavoro, perdita di reddito rilevante e ingiustificata e aumento delle disuguaglianze e nonostante questo siamo un Paese ordinato».

bombe in libiabombe in libia

 

Entreremo in guerra?

«Non lo so. Sulla Libia aveva visto giusto Berlusconi, la destituzione di Gheddafi è stata funzionale solo agli interessi di Sarkozy. Oggi abbiamo la responsabilità di proteggere i nostri interessi e la nostra sicurezza, come ha scritto sul Corriere Angelo Panebianco».

 

Berlusconi e GheddafiBerlusconi e Gheddafirenzi juncker 3renzi juncker 3

 

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