BRACCONIERI D’ITALIA - IL DISEGNO DI LEGGE SULLA CACCIA CARO A LEGA E FRATELLI D’ITALIA NON INCREMENTA LE MULTE PER CHI UCCIDE LE SPECIE PROTETTE - IL PROVVEDIMENTO (APPROVATO PER ORA DAL SENATO) SE LA PRENDE SOPRATTUTTO CON CHI OSA DISTURBARE I CACCIATORI FACENDO SCAPPARE LE PREDE, INTRODUCENDO SANZIONI DA 900 EURO - CON LA NUOVA LEGGE CHI ABBATTE UN MUFLONE SARDO O UN ORSO MARSICANO (VI RICORDATE DI AMARENA?) RISCHIA DI PAGARE 12.000 EURO INVECE DI 13.231...
Estratto dall’articolo di Gian Antonio Stella per il “Corriere della Sera”
Quattro euro per ogni uccello protetto abbattuto. Chissà le risate che si è fatto poche settimane fa, leggendo la sentenza sul sito del Wwf, il cacciatore Giovanni Esposito di Ischia condannato in appello per aver ucciso «50 esemplari di avifauna» in teoria tutelati dalla legge: 200 euro di multa. [...]
Soprattutto rispetto alla sanzione di 900 euro (quasi quattro volte tanto) che la legge votata in Senato dalla destra tra le proteste dell’opposizione, fissa per gli avversari della caccia che osino disturbare le doppiette, ad esempio soffiando nei fischietti per fare scappare le prede finite nel mirino.
Era recidivo, il bracconiere. Tanto che si era guadagnato la fama di «Freccianera l’imprendibile». Di più: non aveva la licenza di caccia, aveva un fucile vietato col silenziatore, era stato immortalato dalle fototrappole, aveva in casa munizioni illegali e nel frigo gli uccelli uccisi. Prove che lo inchiodavano. Eppure: 200 euro di ramanzina e nove mesi di carcere con la condizionale. Una condanna ridicola. [...]
La tabella che mette a confronto le punizioni previste dalle norme del 1992 e quelle nuove (ammesso che la legge sia confermata alla Camera dove è in discussione) lascia molti dubbi. Certo, dopo il vergognoso abbattimento tre anni fa dell’orsa Amarena, che passeggiava pacifica coi cuccioli tra i turisti di San Benedetto dei Marsi senza avere mai dato segnali di aggressività (il processo è tutto un rinvio...) c’è stato un teorico raddoppio dell’oblazione (da 10 a 20 mila euro) per chi abbatte un orso d’Abruzzo. Così come viene aumentata la pena per chi spara nei periodi (sempre più brevi) in cui la caccia è chiusa.
Sul resto, però, il confronto è scoraggiante. Giocando su un calcolo scontato dell’inflazione ed evitando gli automatismi di rivalutaistat.it, ad esempio, catturare o uccidere gli uccelli più rari e protetti (aquile, fenicotteri, ibis eremiti) la multa fissata è di 4.000 euro invece che 4.410.
Abbattere un muflone sardo, un camoscio d’Abruzzo, un orso o uno stambecco 12.000 euro anziché 13.231. Catturare o ammazzare esemplari della fauna stanziale alpina come il francolino di monte 6.000 euro invece di 6.615. [...]
Ancora più stupefacente è la scelta sulla pena da infliggere (art. 30, comma 1, lettera h) a chi abbatte specie protette utilizzando richiami elettronici e fucili non consentiti. Uno dei reati più diffusi. La legge del 1992 fissava un’ammenda massima di 3 milioni di lire pari a 3.307 euro attuali. Quella nuova, discount, doveva essere 3.000. Ma anche questa cifra pareva troppo alta alla lobby parlamentare dei cacciatori. E alla fine è passato un emendamento con un ulteriore sconto: 2.000 euro. [...]
cacciatore con cane
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ORSA AMARENA UCCISA


