BRUXELLES CONCEDE UN CONTENTINO “GREEN” A GIORGIA – LA COMMISSIONE UE ACCOGLIERÀ SOLO IN PARTE LE RICHIESTE DELLA MELONI, CHE VORREBBE ESTENDERE ALL'ENERGIA LO "SCORPORO" DAL DEFICIT DELLE SPESE PER LA DIFESA: SARANNO CONCESSI CIRCA 14 MILIARDI DI EURO DI “FLESSIBILITÀ” SUI CONTI PUBBLICI – MA I FONDI NON POTRANNO ESSERE USATI DIRETTAMENTE PER RIDURRE LE ACCISE DELLA BENZINA O PER INTERVENIRE SULLE BOLLETTE, MA SOLO PER MISURE PER LA DECARBONIZZAZIONE, L'EFFICIENZA ENERGETICA, L'ELETTRIFICAZIONE…
Estratto dell’articolo di Claudio Tito per "la Repubblica"
ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse
Una "mini-clausola" di salvaguardia nazionale. Alla fine la Commissione ha concesso uno spiraglio al governo italiano. La richiesta di Giorgia Meloni di estendere all'energia lo "scorporo" dal deficit delle spese per la difesa verrà in parte accolta.
Oggi, infatti, in occasione della presentazione delle raccomandazioni economiche di primavera - che non saranno tenere nei confronti del nostro Paese - verrà illustrata anche questa deroga [...]
L'accordo raggiunto con il ministero dell'Economia prevede che all'interno del surplus di spesa concesso per la difesa, ossia l'1,5 del Pil in quattro anni, ci possa essere uno 0,3 per cento per l'energia. Si tratta cioè di oltre 6,5 miliardi di euro l'anno.
giancarlo giorgetti giorgia meloni alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse
In teoria la flessibilità è prevista fino al 2028 - quindi per tre anni - per un massimo complessivo, però, dell'0,6 per cento del Pil. Il governo italiano sta provando in extremis a strappare un altro 0,3 per cento per il terzo anno ma fino a ieri sera il pressing non aveva dato esito positivo.
[...] l'intenzione è quella di limitarsi a sfruttare i prossimi 18 mesi, ossia fino alla fine del 2027. Quindi mettere sul tavolo gli oltre 13 miliardi di possibile flessibilità. Fino alla fine del 2027 perché il prossimo anno ci saranno le elezioni politiche e prevederne l'uso anche per l'anno successivo è evidentemente non conveniente per Palazzo Chigi. Che, invece, preferirà sfruttare integralmente questa opzione in chiave elettorale. Per un totale, appunto, di 13-14 miliardi di euro.
Tutti soldi, però, che non potranno essere usati direttamente per ridurre le accise della benzina o per intervenire sulle bollette dei cittadini.
Le materie per le quali potranno essere spese queste risorse saranno puntualizzate in una nota interpretativa della Clausola di salvaguardia nazionale: misure per la decarbonizzazione, per l'efficienza energetica, per l'elettrificazione e per tutti gli interventi "green" come l'acquisto di veicoli elettrici, batterie e pannelli solari, investimenti nelle reti elettriche e nei sistemi di accumulo, e l'ampliamento della capacità produttiva delle energie pulite nell'introduzione di fonti rinnovabili.
GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS
Non potranno inoltre essere conteggiati provvedimenti già in essere o attivati prima del febbraio 2026. Questo per impedire una facile "partita di giro" tra questi interventi e gli sconti studiati dal governo per le accise sulla benzina o sulle tasse per le bollette elettriche.
Il "trucco" contabile, però, sarà comunque possibile: perché gli investimenti italiani in questo settore ammontano a oltre 50 miliardi l'anno e quindi spostare le risorse preventivate dal febbraio scorso in avanti per 6-7 miliardi di euro non sarà troppo complicato. Insomma un "paniere" adatto verrà individuato.
giorgia meloni ursula von der leyen
E quindi l'effetto sarà quello di uno "sconto" sul calcolo del deficit che tiene aperta la possibilità di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo entro il prossimo anno.
Questa "mini-clausola", proposta dalla Commissione, dovrà essere votata a maggioranza qualificata dal Consiglio. I "paletti" inseriti e volti a favorire gli investimenti sono stati necessari per evitare che i Paesi "frugali", come la Germania e l'Olanda, o quelli a guida socialista come la Spagna si mettessero di traverso. [...]
CRISI ENERGETICA GLOBALE
UNIONE EUROPEA - CRISI ENERGETICA - GAS
