1- BUSI IN DIFESA DI BERLUSCONI, ACCUSATO SUL SITO DI “REPUBBLICA” DI RUBY-PEDOFILIA 2- “TUTTO SI PUÒ DIRE AD ACCUSA DI QUESTO "OMETTO DENTRO" MENO CHE SIA UN PEDOFILO, POICHÉ PER ESSERLO NON BASTA ANDARE CON UNA MINORENNE ALL'ANAGRAFE” 3- “EH SÌ, SE È DUBBIO CHE NON CI SONO PIÙ I VECCHI DI UNA VOLTA, DI CERTO SONO FINITI DA UN BEL PO' E PER SEMPRE I MINORI DI UNA VOLTA. SE, È VERO CHE TUTTI I BAMBINI SONO MINORI, NON TUTTI I MINORI SONO BAMBINI, E SE, PERCHÉ OBBLIGATA DA GENITORI-VAMPIRI O DA MAGNACCIA SCHIAVISTI, UNA RAGAZZA COMINCIA A "FARE LA VITA" A QUATTORDICI, IL CLIENTE VA PERSEGUITO PENALMENTE E CIVILMENTE SENZA SCONTI E DISTINGUO, MA NON PUÒ ESSERE CONSIDERATO REATO SE UN UOMO, DI QUALSIVOGLIA ETÀ, OGGI VA CON UNA RAGAZZA DI QUATTORDICI ANNI (FIGURIAMOCI DI UNA DI DICIASSETTE E TRECENTOQUARANTA GIORNI) CHE DISPONE LIBERAMENTE DEL PROPRIO CORPO”

Lettera di Aldo Busi a Dagospia

Ci risiamo: quando sarà chiaro una volta per sempre che chi di pedofilo ingiustamente ferisce, di pedofilo giustamente perisce? Stavolta tocca al Primo Ministro Silvio Berlusconi essere difeso da me a tal proposito, ed è la prima volta solo per iscritto. Quindi mi tocca ripetermi.

Io, che non ho mai avuto rapporti sessuali con minorenni se non da minorenne e solo una volta venti anni fa nel modo più blando possibile perché ingannato sull'età del minaccioso giovane in calore e nel panico di avere a che fare con uno psicopatico armato, so bene cosa significa sentirsi dare del pedofilo ingiustamente, fuori cioè da ogni realtà probatoria di fatti, azioni, testimonianze e scritti letterari di pubblico dominio, o addirittura sentirsi dare dell'apologeta della pedofilia - e nella mia famosa puntata al Costanzo show di "Uno contro tutti" del 1996 (le cui affermazioni ribadisco oggi ancora più fortemente di allora a monito dei bacchettoni e a difesa della teoria della sessualità "seduttiva" dei bambini esposta da Freud - oltre un secolo fa!), io non ho mai raccontato e giustificato una storia di pedofilia, bensì una di gerontofilia e nella fattispecie la mia propria di bambino e poi di adolescente che piegava alle sue splendide e legittime curiosità uomini adulti molto meno innocenti di me dai quali non ho mai e poi mai subito alcuna violenza o partecipazione penetrativa o buccale, e raramente di contatto fisico manuale.

Era una storia ancora quasi da dopo guerra, quando il maschio era considerato adulto allorché "aveva fatto lo sviluppo" e anche prima se andava a lavorare, un resoconto spassoso di argini di fiume dove tanti facevano il bagno nudi perché non avevano le mutande e di campagne con i cessi di frasche, una memoria collettiva sanamente pagana, per intenderci, dove se il più piccolo non faceva davanti a tutti gli altri una sega al più grande che si vantava di essersi "sviluppato" prendeva pure due sberloni e altri quattro se andava a casa a lamentarsi dai suoi.

Nessuno mi ha mai fatto del male e io, né allora né in seguito, l'ho mai fatto a nessuno, coetaneo o più vecchio di me che fosse, e la gente era molto più sana mentalmente di ora e a nessuno sarebbe mai venuto in mente di associare alla parola "omosessualità" e tanto meno alla parola "pedofilia" quei palpeggiamenti e quei vanti pubblici dell'uomo in crescita in mezzo ad altri uomini.

E, fermo restando che a me nessuno ha mai dato due sberloni perché sono sempre riuscito a scappare via prima, visto che mi piaceva troppo farmi le mie seghine in compagnia per mia libera scelta anziché essere forzato a farla a un altro, per quel po' che può importare, ricordo (senza ricorrere a ‘'Seminario sulla gioventù'') che la mia prima vera esperienza sessuale esistenzialmente indimenticabile l'ho fatta da diciassettenne a Milano: avevo inculato un quarantenne e, essendo lui architetto di interni, avevo preso lo scolo. Passarono ancora un buon paio di anni prima che mi arredassi anch'io e, eventualmente, qualcuno lo potesse ostentare grazie a me.

Ora leggo, tra i più recenti commenti sul sito di "Repubblica" dove, giustamente, non si lesinano ingiurie e minacce a Berlusconi e a Bossi che ancora non se ne vogliono andare, la più ingiusta e ingiustificata di tutte, "pensare che un intero paese sia tenuto in scacco da un pedofilo e da...".

Ora, si sa cosa io penso di Berlusconi, che per questo Paese è stato e a lungo sarà il terminal della lebbra istituzionale, culturale, economica, politica e civile più devastante da Mussolini in qua, ma tutto si può dire ad accusa di questo "ometto dentro" meno che sia un pedofilo, poiché per esserlo non basta andare con una minorenne all'anagrafe (e per giunta per pochi giorni o settimane).

Oggi, anche nei tribunali, il termine anagrafico tecnico per valutare un rapporto pedofilo su una vittima non parte dai tredici anni in giù come suggerivo io rivoluzionariamente e sensatamente quindici anni fa, bensì dai dodici anni in giù, affermazione prodotta dalla dottoressa Simonetta Martone del Tribunale dei minori di Roma in una non lontana puntata di "Porta a porta", (e la dottoressa Martone in fatto di valutazione di abomini veri e presunti e millantati - per estorcere denaro o rovinare la reputazione di un nemico o per una messa in scena con capro espiatorio - ha certamente più esperienza e ha filtrato più contraddittori e miserie e crudele dolore dissimulato e simulazioni di me - da qui, per velare la pallida malinconia da nausea di banalità del Male, suppongo, il liner agli occhi talvolta più marcato del mio).

Certo, Berlusconi avrebbe potuto cambiare la legge (almeno quella parte sull'induzione alla prostituzione: aggravando le pene al massimo, secondo me, se davvero di induzione si tratta, perché qui ormai fanno le troie e i tronisti direttamente sul cazzo a tredici anni per conto loro perché è trendy farsi dare un regalino: più che i loro approfittatori dementi, bisognerebbe mettere in galera i loro genitori) e adeguarla a un dovuto abbassamento di età come in tutti gli altri paesi europei allorché non venga inficiato il libero arbitrio del minore su documento, sì, ma da anni maggiore di fatto per comportamenti e abitudini sessuali pregressi, e vecchi e da vecchio-subito come il suo look.

Se, ripeto, è vero che tutti i bambini sono minori, non tutti i minori sono bambini, e se, perché obbligata da genitori-vampiri o da magnaccia schiavisti, una ragazza comincia a "fare la vita" a quattordici, il cliente va perseguito penalmente e civilmente senza sconti e distinguo, ma non può essere considerato reato se un uomo, di qualsivoglia età, oggi va con una ragazza di quattordici anni (figuriamoci di una di diciassette e trecentoquaranta giorni) che dispone liberamente del proprio corpo anche se, purtroppo per lei e per tutti, a fini di sfizio economico, come succede ormai in milioni e milioni di casi di adolescenti, controllati da Internet, troppo presto fuori da ogni controllo genitoriale e istituzionale - io sono il solo a notare indignato che ci sono in giro per il mio paese gruppi di adolescenti non solo a mezzanotte, ma anche alle ore 10 dei normali giorni di scuola.

Io Berlusconi, per questa accusa gratuita che ha sempre l'aria di essere lanciata a bomba da qualcuno che col polverone moralistico vuole distogliere l'attenzione su di sé per la stessa immonda causa, negli ultimi tempi l'ho dovuto difendere al bar, dal tabaccaio, dal giornalaio, per difendere il principio civile di non fabbricare colpevole di reati chi semmai andrebbe stigmatizzato solo per il pessimo gusto, l'ho difeso faccia a faccia con i soliti fanatici disintegrati cattolicanti che strombazzano un'infamia indiscriminata sempre più spesso per far vedere che prendono in tempo, solo secondo loro, le distanze dal Pdl o dalla Lega Nord dopo esserne stati per tre lustri gli stornellatori a gloria imperitura. I peggiori fascisti stanno diventando daccapo tutti partigiani.

Eh sì, se è dubbio che non ci sono più i vecchi di una volta, di certo sono finiti da un bel po' e per sempre i minori di una volta. La consapevolezza manifesta e manifestata è l'unica arma del saggio e del giusto e del probo. Sarà meglio aggiornare le misure legislative al moderno comune buon senso e diventare adulti nel senso etico del termine per concentrarsi sulla tutela assoluta più imprescindibile a ogni consorzio umano: l'inattingibile sacralità del bambino. Dare del pedofilo a chi non lo è significa farsi correi di chi lo è e la fa franca.

Berlusconi, quando gli danno del pedofilo, faccia come me quando mi danno del pedofilo o del mangiatore di figa o addirittura del cristiano: è tutta pubblicità, per quanto immeritata. Una scrollatina di spalle, e via.
Invece, per tutti gli altri casi suoi, ogni altra pubblicità regge: se l'è cercata, se la merita, non è giusto sottrargli anche quella.

 

aldo busiRUBY a ruby rubacuori Ruby lapdance Ruby al palo RubyRubyRubySilvio Berlusconi BERLUSCONI CON FRANCESCA ROMANA IMPIGLIA A VILLA CERTOSA

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