uffici e coronavirus

BUSINESS NOT AS USUAL - COSA CAMBIA NEGLI UFFICI DAL 4 MAGGIO. ORARI DI INGRESSO DIFFERENZIATI, TERMO-SCANNER, NIENTE RIUNIONI, OVVIAMENTE MASCHERINE E GUANTI - FRECCIAROSSA E ITALO DOVREBBERO RIPARTIRE CON PIÙ TRENI DAL 9 MAGGIO A CAUSA DEL PROTARSI DELLE OPERAZIONI DI MANUTENZIONE DELLA RETE DA PARTE DI RFI. SUL TAVOLO DI COLAO LA RELAZIONE DELL'INAIL: TUTTE LE RACCOMANDAZIONI

Rosario Dimito per www.ilmessaggero.it

 

Le industrie manifatturiere (tessile, abbigliamento, automotive), cantieri e edilizia potrebbero aprire da lunedì 27 in base al codice Ateco e perchè fra le tre classificazioni di rischio contagio (esposizione, prossimità e aggregazione) hanno un «rischio basso o medio-basso e potrebbero avere priorità in un processo graduale di rimodulazione delle misure contenitive, unitamente ad una adeguata e partecipata strategia di prevenzione e organizzazione del ciclo produttivo e organizzativo anche mirata al contenimento del rischio di aggregazione correlato».

SPORTELLI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

 

L’ALTA VELOCITÀ

Nei primi giorni della prossima settimana Giuseppe Conte potrebbe varare un nuovo Dcpm per regolare le altre riaperture a partire da lunedì 4, e la novità maturata ieri sera è che potrebbero riaprire anche banche, attività finanziarie e assicurazioni. Ci sono però mugugni in alcuni settori (bar, ristoranti, trasporti) che lamentano regole che di fatto rendono meno dispendioso dal punto di vista economico la non apertura. Frecciarossa e Italo dovrebbero ripartire il 9 maggio a causa del protrarsi delle operazioni di manutenzione della rete da parte di Rfi: l’Alta velocità contesta i limiti imposti alla circolazione dei passeggeri nelle stazioni con corsie preferenziali per chi parte, chi arriva e termo-scanner, mentre gli operatori hanno accettato la distribuzione di mascherine e guanti.

 

UFFICI E CORONAVIRUS

Sul tavolo della task force guidata da Vittorio Colao che domani dovrebbe stilare la relazione da presentare al governo, c’è la relazione tecnica predisposta dall’Inail con un set di indicazioni per la fase 2. Ieri e oggi Colao e i membri del gruppo di lavoro stanno facendo i compiti a casa e domani, sempre da remoto, è prevista la riunione che dovrebbe approvare la relazione con le proposte operative. Colao si sta interfacciando con il ministro della Salute Roberto Speranza, molto prudente a rimettere in azione le attività produttive, e con il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, che invece propende per una riapertura graduale. Poi il governo si confronterà con il Comitato tecnico scientifico, che nelle ultime ore, sta mostrando più flessibilità rispetto alle chiusure precedenti e sarebbe disponibile a condividere l’indicazione di una fase 2 uguale per tutti, a condizione che non si traduca i un “liberi tutti” immediato. 

 

VITTORIO COLAO

Il documento di 22 pagine di Inail, di cui Il Messaggero è venuto in possesso, è una buona base di partenza. «In una analisi di priorità della modulazione di misure contenitive, va considerato l’impatto che la riattivazione dei settori comporta nell’aumento di occasioni di aggregazioni», si legge.

 

«Dovrà essere misurata la febbre a tutti i dipendenti con il termo-scanner, chi ha più di 37,5 va rimandato a casa, come quelli che hanno tosse monitorando chi è entrato in contatto col loro». Negli uffici delle regioni rosse «dovrebbero essere fatti i tamponi a tutti i lavoratori prima di farli accedere al posto di lavoro». Agire sulla prevenzione della diffusione del virus, tramite «rimodulazione degli spazi e postazioni di lavoro, orario di lavoro e dell’articolazione in turni». Gli spazi di lavoro devono essere «rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale utilizzando anche uffici inutilizzati, sale riunioni».

 

Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente vanno trovate «soluzioni innovative con il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro e l’introduzione di pannelli in plexiglass». Per gli spazi comuni, «comprese mense, punti di ristoro, spogliatoi e servizi igienici deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti. Nella gestione dell’entrata e dell’uscita dei lavoratori devono essere favoriti orari scaglionati e, laddove possibile, prevedere una porta di entrata e una di uscita dedicate». Limitare al minimo indispensabile spostamenti interni all’azienda. Non sono consentite le riunioni in presenza, garantendo un distanziamento con preferenza per lo smart working. L’accesso di fornitori esterni potrà avvenire secondo modalità, percorsi e tempistiche definite; per le attività di carico/scarico si dovrà rispettare il previsto distanziamento. Andranno inoltre ridotte le trasferte. 

termoscanner

 

L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.

 

FAVORIRE L’AUTO PROPRIA

«È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa, con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico». Per tale motivo è necessaria «un’azione integrata per mitigare questa tipologia di rischio tramite misure organizzative dedicate, ad esempio adottando piani di mobilità adeguati, misure specifiche per disciplinare l’uso dei mezzi pubblici o incentivando forme di trasporto sul luogo di lavoro differenti, anche con il mezzo privato. In ogni caso, all’interno dei mezzi pubblici oltre al distanziamento sociale è raccomandabile l’uso di mascherine per tutti gli occupanti». Misure anti affollamento dei mezzi pubblici per andare al lavoro, mascherine, con incentivazione all’utilizzo dell’auto propria.

 

 

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...