beppe grillo davide casaleggio

COSA C'È DIETRO LA CACCIATA DELLA GRILLINA GENOVESE - DI BATTISTA INCAZZATO, IL MOVIMENTO PERDE ALTRI PEZZI: DOPO PALERMO, SALERNO, LATINA, RAVENNA, RIMINI, CASERTA, ORA RISCHIANO DI SALTARE ANCHE LE LISTE DI MONZA E LA SPEZIA. E A PARMA... - MOLTI ATTIVISTI LOCALI CON PREFERENZE SICURE ASPETTANO LE ELEZIONI POLITICHE PER CANDIDARSI IN PARLAMENTO - LA CASSIMATIS: 'ESCLUSA SENZA POTERMI DIFENDERE. E ORA VA IN TRIBUNALE

1. E DI BATTISTA ATTACCA IL CAPO "NON CI METTO PIÙ LA FACCIA"

Annalisa Cuzzocrea per ''la Repubblica''

 

 

La prima reazione di molti parlamentari, liguri e non, è stata lo sconcerto. «Si crea un precedente gravissimo», «come facciamo a dire ancora che uno vale uno?», «che fine ha fatto la democrazia diretta?». La notizia dell' annullamento delle "comunarie" di Genova - dove aveva vinto la lista opposta a quella spinta dalla consigliera regionale Alice Salvatore, fedelissima di Beppe Grillo - piomba in Parlamento e nelle chat interne del tutto inattesa. Tra i più scossi, c' è Alessandro Di Battista, che ne parla animatamente con più di un collega fino a dire: «Sono stanco di metterci la faccia».

 

GRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTAGRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTA

La decisione non è passata da lui, a Roma non la conosceva praticamente nessuno.

A scegliere è stato Beppe Grillo. Per questo, nel post, il capo politico ha chiesto: «Fidatevi di me».«Quella lista è piena di persone che mi hanno sempre attaccato », ha raccontato a chi gliene ha chiesto le ragioni. «Non poteva essere certificata, non possiamo più permetterci certi errori».

 

Così, gli ortodossi si allineano e difendono il capo: «Non c' è nessuno strappo, il regolamento lo prevede». Ma sono in molti - tra Camera e Senato - a chiedere un impegno maggiore sul territorio. Allo stesso Di Battista, qualcuno rinfaccia lo scarso lavoro sui meet up, che erano stati affidati a lui e a Roberto Fico. «Se pensiamo ad andare in tv e non a lavorare nei comuni, è questo che succede», dice scorato un parlamentare. «Non c' entra avrebbe ribattuto il deputato - è una questione di metodo». Ma la ferita resta aperta, perché tale è in moltissime città d' Italia.

GRILLO DI MAIO E DI BATTISTA A GIULIANOVAGRILLO DI MAIO E DI BATTISTA A GIULIANOVA

 

La guerra per bande che ha distrutto il gruppo storico di attivisti a Palermo (con lo scoppio dell' indagine sulle firme false), è stata solo la prima di un nuovo ciclo. Già alle scorse amministrative, il Movimento aveva rinunciato a correre a Salerno, Latina, Ravenna, Rimini, Caserta per rivalità all' interno dei gruppi. Adesso, a Monza la candidata scelta per soli 20 clic - che aveva disertato incontri e banchetti - è stata indotta al ritiro da un' assemblea inferocita e non correrà neanche come consigliera. A La Spezia il gruppo aveva scelto un candidato sconfessato dai vertici (sempre dalla Salvatore) che ne hanno imposto un altro tramite votazione on line.

 

29 voti per lui, e attivisti storici che lasciano creando "Effetto Spezia" sulla scia di Pizzarotti.

marika cassimatismarika cassimatis

Tra Frosinone, Cuneo, Lecce, il più accreditato ha avuto 31 preferenze. A Piacenza, il meet up è spaccato e si rischia di non correre affatto. A Parma, si vorrebbe candidare il consigliere comunale che per primo ha contestato e abbandonato il sindaco "reietto", ma la sua sarebbe solo una mossa di disturbo. In tantissimi comuni, i consiglieri uscenti - forti di un lavoro di anni e di numeri di preferenze maggiori di quelle prese dai parlamentari - hanno deciso di non ricandidarsi e di aspettare di farlo per il Parlamento. È stato così, che i gruppi sono esplosi.

 

A essere messa in discussione è proprio la scelta di votare i candidati online senza che ci sia un lavoro profondo e pregresso di scrematura. «A Torino e Bologna non c' è stato bisogno del voto in rete - racconta un parlamentare - dobbiamo metterci in testa che non stiamo facendo un casting per il Grande Fratello, anche se ne abbiamo dentro qualcuno...». È la crisi di un modello, senza la capacità di trovarne uno nuovo.

 

Cassimatis grilloCassimatis grillo

Il metodo Genova - ideato e proposto alla Casaleggio proprio da Alice Salvatore per tagliare le correnti (al motto di «Impediamo che una Raggi si ritrovi i consiglieri fedeli alla Lombardi ») prima le si è rivoltato contro, poi è stato sconfessato ufficialmente. Doveva essere un esperimento esportabile negli altri comuni e poi alle politiche. È fallito al primo colpo.

 

Ma per ora, a pagare in termini di fiducia dei vertici, nel Movimento, non è tanto l' abilità di risolvere i problemi, quanto la lealtà al capo. Da qui, nasce anche la lista dei ministri papabili pubblicata ieri da Repubblica.

 

Elenco smentito dai 5 stelle, che precisano: «Nessuna squadra è stata ancora formata né ipotizzata. Ogni eventuale sviluppo verrà reso noto attraverso i canali ufficiali».

I "leaks" non sono graditi, le indiscrezioni rischiano di creare scompiglio anche in Parlamento.

 

 

2. "ESCLUSA SENZA POTERMI DIFENDERE NON MI HANNO NEANCHE AVVISATA"

Matteo Pucciarelli per 'la Repubblica'

 

 

Il giorno stesso delle votazioni online l' avversario dell' insegnante di geografia Marika Cassimatis, il tenore del teatro "Carlo Felice" Luca Pirondini, la aveva attaccata frontalmente su Facebook: «Non votate per chi fa comunella con i voltagabbana». Però alla fine aveva vinto lo stesso Cassimatis che, togliendosi il sassolino dalla scarpa, la sera stessa si lasciò andare ad una battuta: «Pirondini? Magari ora tornerà a suonare ». Nessuno poteva immaginare che invece sarà lei a tornare a insegnare a scuola.

 

PIZZAROTTIPIZZAROTTI

Non è più la candidata sindaco: cos' è successo?

«Eh, deve essere successo qualcosa. Cosa però non lo so».

 

Ma Beppe Grillo non l' ha sentito?

«No».

 

Scusi, nessuno la aveva avvertita di quello che stava succedendo?

«No, niente».

 

E come l' ha saputo?

«Amici attivisti mi hanno scritto, "vai a vedere il blog". E ho letto. Vorrei, per una questione di trasparenza, conoscere almeno il nome di chi sono stati i candidati consiglieri che hanno votato per me, perché ancora non mi è stato comunicato nulla di nulla ».

Nel suo post sul blog, Grillo la accusa di aver violato i princìpi del M5S.

«Ripeto, cado dalle nuvole. Mi dicano almeno di cosa si tratta. Sono attivista da tempo, ero candidata da un mese e mezzo, ero in lista per le Regionali di due anni fa, era sempre andato tutto bene».

 

Ma lei rimane ancora nel M5S dopo questa vicenda?

GRILLO PIZZAROTTIGRILLO PIZZAROTTI

«Per me il M5S resta quel che ho conosciuto finora, credo nei valori che mi hanno fatto avvicinare».

La "democrazia diretta", la cita spesso.

 

Diretta dal capo?

«Devo valutare, davvero. Senza alcuna polemica, ma voglio capire».

Lei non è più candidata, nessuno la aveva avvertita e nessuno le ha chiesto di chiarire alcun punto. Un metodo garantista «Vorrei poter fare delle controdeduzioni, diciamo. Tutti possono sbagliare, comunque ».

 

Ma insomma è delusa o no?

«Sono una persona ottimista per natura.

Certamente sono perplessa».

 

Altro punto. La nuova votazione per decidere se dare il via libera a Pirondini oppure non presentare alcuna lista è stata estesa a tutti gli iscritti italiani e non ai soli genovesi. Grillo aveva paura di perdere di nuovo?

«È una supposizione che fa lei. In effetti è una decisione strana, non so bene come spiegarla».

 

Lei paga quel tweet in cui solidarizzava con Federico Pizzarotti qualche tempo fa?

«Era un tweet del 2014, allora era un sindaco del M5S, il fiore all' occhiello del movimento. Tutti abbiamo avuto delle relazioni con lui no?».

 

Paga la sua amicizia con Paolo Putti?

beppe grillo a palermobeppe grillo a palermo

«Fino al gennaio scorso era il capogruppo in Comune del M5S, era normale collaborarci. Dopodiché ha cambiato idea e ci sta, rientra nelle cose. Ma ho anche detto che doveva lasciare il seggio».

 

Paga il suo essere di "sinistra"?

«Noi siamo sempre stati trasversali. Allo stesso tempo ognuno di noi aveva un passato di un qualche tipo. Io però non ho mai avuto tessere di alcun partito. Ho collaborato e fatto lotte con alcuni comitati del territorio, com' è nella natura del movimento».

 

E adesso cosa farà?

«Deciderò dopo aver avuto il chiarimento che mi spetta».

 

Pizzarotti la invita a collaborare con lui e gli altri fuoriusciti.

«Ho visto. Adesso si dicono tante cose. Prima voglio sapere cos' è accaduto».

 

 

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?