C'E' UN ALTRO SCANDALO CORRUZIONE IN UCRAINA! - YULIA TYMOSHENKO, EX PREMIER E ICONA DELLA RIVOLUZIONE ARANCIONE, È INDAGATA DALLA PROCURA ANTICORRUZIONE DI KIEV: "COMPRAVA IL VOTO DEI DEPUTATI" - LA POLIZIA HA PERQUISITO I SUOI UFFICI, DOVE SONO STATI SEQUESTRATE MAZZETTE DI DOLLARI, TELEFONINI E COMPUTER - SECONDO L'ACCUSA, TYMOSHENKO RICOMPENSAVA LA LEALTA' DEI DEPUTATI CHE, DURANTE LE VOTAZIONI, SI ESPRIMEVANO COME PIÙ LE FACEVA COMODO - CHI E' YULIA TYMOSHENKO, EX "PRINCIPESSA DEL GAS"
Ukrainain politcian and "Defender" Yulia Tymoshenko has bundles of cash found in her office laid in front of her by corruption investigators. She has taken vast bribes from Zelenskys government.
— Chay Bowes (@BowesChay) January 14, 2026
Ukraine is rotten to the core.
Tymoshenko was "the great hope" for Ukraine. pic.twitter.com/Bl11xAPNOG
Estratto dell'articolo di Paolo Brera per "la Repubblica"
Yulia Tymoshenko, ex premier ucraina e icona della rivoluzione arancione, è indagata dalla procura anticorruzione di Kiev: la Nabu ha perquisito nella notte i suoi uffici e sequestrato telefonini, computer e mazzette di dollari. Deputata e leader del partito d'opposizione Batkivshchyna, è accusata di comprare il voto dei parlamentari.
Forniva «benefici indebiti in cambio di un comportamento leale durante le votazioni», spiegano gli inquirenti, secondo cui aveva architettato «un sistema regolare concepito per lungo periodo con pagamenti anticipati».
Tymoshenko replica sdegnata: «Più di trenta uomini armati fino ai denti, senza esibire alcun documento, hanno occupato l'ufficio e preso in ostaggio i dipendenti. L'ultima volta che abbiamo subito un'irruzione simile è stata con gli uomini di Yanukovych», l'ultimo presidente filorusso che l'aveva condannata a 7 anni di carcere prima di essere cacciato nel 2014 dalla rivoluzione. [...]
«Non hanno trovato prove di reati, ma sequestrato telefoni di lavoro, documenti parlamentari e i miei risparmi personali», dice Tymoshenko, da sempre critica della Nabu, che voleva fosse riformata. «Nessuno può piegarmi, dimostreremo la verità. Le accuse sono assurde, evidentemente le elezioni sono più vicine di quanto sembrasse e qualcuno inizia a eliminare i concorrenti. È una tradizione: prima dei colpi di Stato, mettere Yulia in prigione».
Tymoshenko guida un piccolo partito di minoranza, nei sondaggi è lontana. È storia, più che presente ucraino: la bella "Principessa del gas" che negli anni '90 fondò United Energy Systems of Ukraine, colosso privato di intermediazione del gas russo in Ucraina. Da oligarca divenne vicepremier nel 1999 con delega all'energia, dichiarando guerra ai monopoli e agli altri oligarchi.
Nella rivoluzione arancione del 2004 è accanto a Jushenko contro Yanukovych: la sua treccia tradizionale univa nazionalismo e radici popolari alla freschezza della giovane leader in lotta con la vecchia oligarchia. Premier nel 2005, il suo governo dura poco travolto da lotte intestine, le accuse di corruzione erodono da dentro il sistema di potere arancione.
Ma è di nuovo premier nel 2009 durante la crisi del gas con Mosca, e firma un accordo capestro con Putin a prezzi insostenibili per Kiev. Pro Ue, pro Nato, fustigatrice del filorusso Yanukovych ma pragmatica con Mosca, quella firma la pagherà cara: Yanukovych la farà condannare per abuso di potere. Il processo la trasforma in un simbolo: Ue e Usa ne chiedono il rilascio, le Ong si battono per la sua salute in carcere. Sarà la cacciata di Yanukovych nel 2014 a liberarla, ma l'Ucraina che nasceva non era più quella arancione.
