massimo cacciari

“RENZI E SALVINI PAGANO LA LORO MEGALOMANIA” - IL SERMONE DI FRA’ CACCIARI, CASSANDRA D’ITALIA: “ZINGARETTI LA SMETTA DI DIRE CHE HA TRIONFATO, È UN LEADER SOSPESO - I 5 STELLE DEVONO DECIDERE SE RESTARE UN MOVIMENTO DI OPINIONE CHE CAMPA CON REFERENDUM DEMAGOGICI O SE COMINCIARE DAVVERO A FARE POLITICA - LE DEBOLEZZE ALTRUI SONO LA FORZA DI CONTE - LA NOVITÀ È ZAIA CHE RAPPRESENTA UNA DESTRA BORGHESE - TRA UN MESE, QUANDO FINIRÀ LA CASSA INTEGRAZIONE, VEDREMO FALLIMENTI IN SERIE…”

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

cacciari

Professor Massimo Cacciari, l'ho visto più rilassato di altre volte qualche sera fa a Otto e mezzo: soddisfatto dell'esito delle elezioni?

«Soddisfatto Sono state elezioni di conservazione».

 

In che senso?

«Nel senso che hanno mostrato che la maggioranza degli elettori teme il futuro e tende a non agitare ulteriormente la situazione. Conte e il governo ne sono usciti consolidati. Segni di mutamenti sostanziali non ne ho visti».

 

NICOLA ZINGARETTI E GIUSEPPE CONTE

E il trionfo di Nicola Zingaretti?

«Macché trionfo. Zingaretti ha scongiurato il pericolo che, cadendo la Toscana, sarebbe caduto pure lui. Dopo di che in Campania e in Puglia hanno vinto due capibastone. Oso sperare che il Pd non sia modellato su Michele Emiliano e Vincenzo De Luca».

 

Il Pd chiederà di cambiare i decreti Sicurezza e di introdurre lo ius soli?

«Non so quanto voglia mettere alla prova il governo o consolidarlo. Nel Pd c'è un problema colossale: nessuno del gruppo dirigente ha una vera legittimazione dalla base. E non l'avrà fin tanto che non si farà un congresso e si creerà una vera maggioranza. Zingaretti continua a essere un uomo sospeso».

salvini renzi

 

I successi di Luca Zaia, Giovanni Toti, Stefano Bonaccini e Vincenzo De Luca dimostrano che gli uomini nuovi vengono dal territorio perché gli elettori si fidano degli amministratori più che dei dichiaratori da talk show?

«È un discorso fatto altre volte. Alle amministrative di Venezia nel 1997 presi il 65%. A Roma tutto cambia: spesso comandano quelli massacrati a casa loro, come Dario Franceschini. La politica di oggi è talmente centralistica e burocratica da cancellare qualsiasi illusione federalistica. Non vedremo mai i De Luca e gli Emiliano presidenti del Consiglio».

 

LUCA ZAIA

Per il M5s, referendum a parte, è stata una débâcle.

«Ed era prevedibilissimo. In queste elezioni era tutto prevedibilissimo, fuorché Zaia».

 

Ci arriviamo. Perché si aspettava un risultato negativo dei grillini?

«Se si chiede agli elettori di eliminare un po' di poltrone o di dimezzare gli stipendi dei parlamentari, come vuole che rispondano? Come si fa a parlare di vittoria storica Ha ragione Alessandro Di Battista: non si può nascondere la totale mancanza di radicamento territoriale e di competenza amministrativa del M5s dietro il risultato del referendum. I 5 stelle devono decidere se restare un movimento di opinione che campa con referendum demagogici o se cominciare davvero a fare politica».

cacciari

 

Gli altri sconfitti sono la Lega di Salvini e Matteo Renzi?

«Renzi è andato straordinariamente male anche nella sua Toscana. Ha sbagliato tutte le mosse, come Salvini. Sono due persone che pagano la loro megalomania».

 

Quali errori ha commesso Salvini?

«Il primo è stato l'atto autolesionistico di un anno fa. Poi in queste elezioni ha spostato l'asticella in cielo, illudendosi di conquistare l'Emilia Romagna, con quella candidata, e la Toscana idem. La stessa cosa che aveva fatto Renzi con il referendum: o me o morte. Sono persone divorate dalla loro megalomania. Salvini adesso ha anche il problema di Giorgia Meloni».

 

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA BY LUGHINO

Che però lei non vede leader del centrodestra.

«Pesa ancora troppo il suo passato. Poi, visto l'arretramento di Forza Italia, dobbiamo ridiscutere il concetto di centrodestra, chiedendoci di quale destra parliamo. E qui diventa interessante il caso Zaia».

 

Eccoci al punto. In questi giorni Cacciari ha rivelato che alcuni suoi amici di centrosinistra hanno votato per il governatore del Veneto. Lui no, è rimasto fedele alla linea... Ma rimane il fatto che la parabola di Zaia lo stimola.Perché incarna una destra più presentabile?

«Non è solo un fatto d'immagine. Zaia rappresenta una destra diversa, che non vive di comizi, che non fa il karaoke, che non si limita agli slogan. Ma una destra che amministra, radicata nel territorio, che interpretando gli interessi dell'imprenditoria, dell'agricoltura, delle reti commerciali e artigianali ha saputo modificare la struttura di una regione».

zaia salvini

 

Altra cosa rispetto alla Lega salviniana.

«È una destra borghese anche in senso culturale. Salvini ha fatto la cosa giusta quando ha superato la Lega secessionista di Bossi. Ma ora c'è un altro cambiamento all'orizzonte. La Lega di Zaia è affidabile, non populista, antieuropeista e lepenista».

 

Si parla di nuova segreteria. Il leader nazionale potrebbe essere Giancarlo Giorgetti?

«Giorgetti e Zaia potrebbero essere i padroni del Nord e Salvini il leader nazionale».

 

In una fase transitoria?

«Una fase nella quale convivono la Lega populista e quella moderata, fin quando si sceglierà una linea o l'altra».

massimo cacciari a otto e mezzo

 

Un altro tema discriminante è l'immigrazione?

«Nel Veneto ci sono esperienze interessanti d'integrazione. Chi produce sa bene che una certa quota di immigrati è necessaria. Questo senza dimenticare le esigenze di sicurezza, ma anche senza sceneggiate e isterie».

 

E la Meloni che ruolo avrebbe?

«Intanto erode consensi a Salvini. Poi potrebbe essere l'ala nazionalista con cui allearsi per governare».

 

Conte continua a galleggiare sulle debolezze altrui?

«Sul piano politico i 5 stelle non esistono. Sono un movimento di opinione, flatus vocis. Il Pd tiene il suo 20% e vince con i capibastone, altrimenti sparisce come in Veneto, Liguria e nelle Marche. Resiste il Granducato di Toscana e l'Emilia. Guardando le mappe di 20 anni fa è evidente che l'eredità si sta consumando. Mi verrebbe da scuoterli: come fate a raccontare che avete vinto? Che congresso potrete mai fare senza una diagnosi realistica?».

salvini giorgetti

 

E Conte?

«Approfitta del fatto che queste debolezze sono costrette a sorreggerlo. I 5 stelle non andrebbero a elezioni nemmeno con le cannonate e neanche il Pd smania per andarci. Spero che non si limiti a sopravvivere».

 

Intanto ha detto no al rimpasto. Ci terremo i ministri Azzolina, Bonafede, De Micheli

«Che cambino un ministro o due significa poco. Quello che conta è decidere se i 200 miliardi del Recovery fund saranno debito in più o verranno investiti nella ricerca, nella scuola, nella formazione».

salvini meloni

 

Il premier ha promesso un cambio di marcia: già sentito?

«Tutti i governi l'hanno promesso. Nei documenti dei famosi Stati generali c'era qualcosa di non già sentito negli ultimi 30 anni?».

 

Il cambio di marcia è rifare la legge elettorale?

«Devono farlo, altrimenti lo sconquasso sarà totale».

 

È il momento giusto?

«Tra un mese, quando finirà la cassa integrazione e vedremo fallimenti in serie, gli italiani dovrebbero appassionarsi alla riforma elettorale».

cacciari

 

Di Ilva e Alitalia non si parla più

«Come di scuola e di ricerca. Nel mondo, mentre negli ultimi sei mesi si è registrato un crollo del 10% della produzione, le 90 aziende top dell'informatica hanno aumentato il fatturato di 800 miliardi rispetto al 2019. I big del capitalismo finanziario moltiplicano i profitti, non pagano le tasse e noi parliamo di Emiliano e De Luca. Siamo fuori fase noi italiani, noi europei, noi occidentali».

 

Consigli?

«La politica dopo la Seconda guerra mondiale costringeva i grandi capitalisti a pagare le tasse e inventava forme di previdenza risolutive per i ceti più sfortunati. Questa urgenza dovrebbe accomunare le forze politiche, al di là di destra e sinistra, invece».

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

Si pensa a prorogare lo stato di emergenza.

«Mi auguro che non avremo più lockdown generalizzati. Non possiamo guarire dal Covid crepando. La morte è la migliore medicina, ma se vogliono far guarire il Paese uccidendolo ce lo dicano. Dopo di che, bisogna avere grande attenzione alle regole».

 

Per esempio?

«Evitando gli eccessi visti in Sardegna. Evitando certi negazionismi. L'epidemia c'è e non è ancora stata sconfitta. Servono indicazioni precise, istruzioni chiare ai medici di base, potenziamento delle strutture sanitarie, delle terapie intensive, le zone rosse tempestive, non come a Bergamo. Ma, detto questo, tutto deve pian piano ripartire».

massimo cacciari (1)

 

Beppe Grillo parla di reddito universale e il M5s continua a proporre bonus.

«La società contemporanea va verso una riduzione drastica del lavoro. Questo problema va affrontato con competenza e responsabilità. Doti che al M5s mancano, come si è visto dalla distribuzione a capocchia del reddito di cittadinanza. Ci vogliono criteri e controlli precisi. Altrimenti si creano nuovi ghetti di precari e sottoccupati».

 

Il pericolo è la società parassitaria di massa?

«Il reddito di cittadinanza non può autorizzare a stare a casa a grattarsi la pancia. Se il lavoro non ce l'hai ti industri per trovartelo o inventartelo. Servono strutture e meccanismi di formazione permanente. Se si continua con la mentalità del lavoro fisso e dello stipendio al 27 del mese, il risultato sarà la nascita di ghetti di poveri e ricchi sempre più distanti tra loro, mentre il ceto medio andrà in malora».

 

In occasione del caso Palamara si aspettava un'iniziativa maggiore del capo dello Stato, presidente del Csm?

«Il caso Palamara è molto grave, ma anche prevedibile. La crisi dei partiti si è allargata alle altre istituzioni e ai gruppi dirigenti. Una certa prudenza del capo dello Stato è comprensibile, qualsiasi suo intervento avrebbe acuito questa crisi. Il picconatore Cossiga poteva esternare perché c'era ancora la Prima repubblica».

giuseppe conte roberto gualtieri mes

 

Dove ci porterà una politica fatta di piattaforme, monopattini e banchi a rotelle?

«Dove già siamo. A una politica priva di professionalità e responsabilità. D'altra parte, chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Alla fine della Prima repubblica c'erano giornali o tv che non alimentavano la retorica anticasta e sottolineavano l'importanza della competenza e della responsabilità?».

 

Che cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

«Mi auguro di vedere un governo che, sulla base di un'analisi realistica, sappia gestire i soldi del Recovery fund».

 

Che però arriveranno a giungo 2021.

«Ma già ora bisogna decidere. Se si sceglierà una prospettiva di sviluppo, bene. Se invece prevarrà la logica assistenzialistica vista finora, si passerà direttamente dal lockdown allo showdown. E quando saremo obbligati a rientrare nei parametri, qualcuno metterà le mani nei nostri conti correnti come fece il governo Amato a inizio anni Novanta».

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