cacciari dito medio

“SE CONTE, PD E 5STELLE NON VINCERANNO LA SFIDA DEL DOPO-VIRUS, I MIEI RISPARMI ANDRANNO IN FUMO” - MASSIMO CACCIARI, LA NOSTRA CASSANDRA PREFERITA: “ANCHE CON TUTTI GLI EURO-BOND DEL MONDO, LA NOSTRA SITUAZIONE, CON CENTINAIA DI MILIARDI DI DEBITO IN PIÙ, MENO OCCUPATI E MENO REDDITO, SARÀ TREMENDA. IL GOVERNO DOVRÀ COMUNQUE RICORRERE A MISURE FINANZIARIE ECCEZIONALI E OPERARE SCELTE DRASTICHE PARTENDO DA…”

Massimo Cacciari per il “Fatto quotidiano”

 

massimo cacciari a otto e mezzo 1

Ho scommesso tutti i miei averi sul fatto che Conte e i suoi eroi, Pd e 5Stelle, sapranno affrontare la vera sfida della gestione finanziaria, economica e sociale del dopo-virus, allorquando non saranno più i tecnici della sanità e della protezione civile a dettare l'agenda, né la responsabilità, la professionalità e il civismo di medici e infermieri potranno salvarci.

 

La ragione della scommessa è semplice: se il governo non ce la farà, i miei risparmi andranno in fumo lo stesso. Consiglierei ai due Mattei e agli altri amici, auspicanti più o meno larvatamente il ritorno del premier ai suoi studi giuridici, di pensarci due volte prima di segare il ramo su cui sono appollaiati. Già ora la situazione è vicina al punto di rottura. L'economia di un Paese, poco in forma per conto suo, non può "restare a casa" per mesi. Gli aiuti decisi - e che sarebbe opportuno venissero immediatamente erogati - raggiungono alcuni settori, ma non possono garantire un reddito al "popolo delle partite Iva", alle migliaia e migliaia di precari e stagionali e tantomeno al sommerso (sì, c'è anche quello da calcolare).

giuseppe conte massimo cacciari

 

Mettiamo che con interventi tampone, meramente assistenziali, si possa tirare avanti senza sconquassi ancora uno, due mesi. Poi occorrerà ripartire. Pd e 5Stelle dovranno mostrare di aver capito la lezione, non perdere un minuto in micro-campagne elettorali interne e rivolgere al Paese un discorso di verità: per risalire dal fondo del pozzo in cui siamo caduti è necessario:

 

TSIPRAS VAROUFAKIS

a) sburocratizzare, semplificare, delegiferare;

b) rivedere il rapporto tra Autonomie e poteri centrali, la cui inefficienza è stata messa a nudo proprio dalla gestione iniziale dell' epidemia;

c) definire quali sono le assolute priorità dell' intervento statale - formazione, ricerca, innovazione, sanità, assistenza, esattamente quei settori oggetti di tagli su tagli da vent'anni a questa parte;

d) realizzare una vera spending review, guidata da un ministro ad hoc incaricato anche della dismissione di tutto il patrimonio pubblico non necessario.

 

giuseppe conte massimo cacciari

Pd e 5Stelle dovranno procedere uniti su questi obbiettivi strategici - e fare i conti con realismo, conti che tutti comprendano bene, sulle risorse disponibili. Se il Consiglio europeo vorrà che l'Unione ancora esista varerà le manovre auspicate da Draghi, altrimenti la sua fine verrà sancita dal notaio e pace all' anima sua - ma nessun alibi da parte nostra, nessuna fuga dalle responsabilità.

 

Anche con tutti gli euro-bond del mondo, la nostra situazione, con centinaia di miliardi di debito in più, meno occupati e meno reddito, sarà tremenda. Il governo dovrà comunque ricorrere a misure finanziarie eccezionali. Non sarà la Grecia, rifiuteremo commissariamenti, Conte non farà la fine di Tsipras. Molto bene, giuriamolo a Pontida - ma si dovrà per forza decidere, operare scelte drastiche: da qui le risorse, questi i settori in cui intervenire, queste le categorie sociali che si intende proteggere.

 

MARIO DRAGHI

Un governo "inventato", senza alcuna base culturale e progettuale comune, come questo (e come circa tutti quelli che si sono succeduti da trent' anni), potrà reggere? Un primo ministro che si è speso finora a mediare e conservarsi potrà diventare un' autentica "guida"? Non lo so. So che sarebbe necessario. Altrimenti la crisi economica diverrà conflitto, scontro sociale generalizzato, tutti contro tutti, entro l'autunno. E nessuno può prevedere che cosa potrebbe uscire da un tale caos. Anzi, sì, è del tutto prevedibile: qualcosa di analogo a ciò che avvenne quando lo spread schizzò a quasi 600 punti e Napolitano chiamò Monti.

 

È del tutto utopistico pensare che la soluzione Draghi avvenga in condizioni diverse. Chi tarocca per un Draghi premier di una Grosse Koalition-mega inciucio con dentro tutti delira. E forse neppure conosce Draghi - ve lo vedete a presiedere un gabinetto con Salvini, Meloni, magari Di Battista, oltre agli attuali ministri?

 

sergio mattarella giuseppe conte 2

Draghi può soltanto essere il prodotto dello sfascio definitivo dell' attuale governo contro i durissimi scogli del dopo-virus; Draghi può succedere soltanto al fallimento conclamato del governo Pd-5Stelle, allorchè gli italiani constatassero la sua inettitudine ad affrontare la crisi e si trovassero, di conseguenza, nel pieno di una catastrofe finanziaria e sociale.

Allora Mattarella dovrebbe, per quanto nolente, far la parte del Napolitano. Conviene a qualcuno? No, neppure ai Salvini e alla Meloni.

 

Scommettiamo che Pd e 5Stelle sapranno trasformare il loro governo posticcio in un'alleanza dotata di volontà riformatrice? Scommettiamo che sapranno comprendere che soltanto così è concesso loro, anche come forze politiche, di sopravvivere?

Scommettiamo che Conte non è soltanto Giuseppi? Sì, scommettiamo. Davvero non ci resta altro.

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