stefano esposito

UN ALTRO CASO DI ORDINARIA MALAGIUSTIZIA – IL CALVARIO DELL’EX SENATORE DEM STEFANO ESPOSITO, SOTTO INDAGINE PER CORRUZIONE DAL 2017 E ARCHIVIATO 2.589 GIORNI DOPO SENZA UN RINVIO A GIUDIZIO, NE' UN INTERROGATORIO – LA VITA DELL’EX PARLAMENTARE PD E’ STATA DISTRUTTA: PERDITA DEL LAVORO DA CIVILE, DISCREDITO SOCIALE E DEPRESSIONE. CHI PAGA? – IL "CORSERA": “LA RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI, PER CARITÀ, NON SI PUÒ FARE. I TEST ATTITUDINALI, NEPPURE. MA ANCHE EVITARE DI DISTRUGGERE LA VITA DELLE PERSONE, NON SAREBBE MALE”

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

stefano esposito

«Uno con il mio cognome non sarà mai sindaco di Torino». Era la primavera del 2010. L’allora senatore del Partito democratico Stefano Esposito aveva a ppena fatto da paciere tra il segretario del suo partito, Pier Luigi Bersani, e il sindaco della sua città, Sergio Chiamparino, progressisti contro riformisti, certe cose non cambiano mai.

 

Era un politico in rampa di lancio, considerato al tempo stesso una testa fina e una testa calda, caratteristiche che ha conservato. Venne rieletto, continuò a fare il suo lavoro tra alterne vicende. Fino al 2017, quando lo raggiunse un avviso di garanzia per corruzione emesso dalla procura del capoluogo piemontese. A cambiare, anzi a girare su sé stessa, fu allora la sua vita. Perdita del lavoro da civile, depressione, la lotta per dimostrare la propria innocenza che diventava necessaria ossessione. 

 

(...)

 

stefano esposito

Sono passati 2.589 giorni da allora. Senza un rinvio a giudizio, senza mai un interrogatorio. Niente di niente. Ieri, la procura di Roma, diventata competente per il semplice fatto che il magistrato che indagava su di lui aveva utilizzato qualcosa come cinquecento intercettazioni proibite, perché fatte quando Esposito era parlamentare, ha infine archiviato ogni accusa nei confronti dell’ormai ex senatore, lontano dalla politica, alla ricerca di una nuova direzione della sua vita.

 

stefano esposito (2)

E lo ha fatto entrando nel merito, anche se avrebbe potuto esimersi dal farlo, dando una di quelle lezioni al collega di Torino che chiunque, se le ricevesse nel proprio ambito lavorativo, sarebbe portato a porsi qualche domanda sulla bontà del proprio operato. Peschiamo a strascico, nell’opera di demolizione di una indagine, che, anche questo è messo nero su bianco, mai sarebbe dovuta cominciare perché basata su un «labile spunto investigativo». L’ipotesi accusatoria viene definita «irragionevole». La presunta messa a disposizione di Esposito del suo ruolo di parlamentare a favore di un imprenditore privato è «un congetturale spunto investigativo, mai confermato dall’esito delle indagini».

 

Per tutto il resto, ci si addentra in una selva di «mancano riscontri concreti», «risultanze logicamente inconciliabili» con le tesi dell’accusa, fonti di prova «che non rilevano alcunché» e che non «rivelano mai, in alcun caso, la loro ragionevole idoneità a dimostrare l’esistenza di un patto illecito». In buona sostanza, l’inchiesta condotta dal pubblico ministero torinese, che non citiamo per nome onde evitare personalismi, è la perfetta dimostrazione di come non bisogna fare una indagine.

 

stefano esposito

Nel frattempo, il mondo è andato avanti, e Torino ha persino eletto un sindaco con un cognome di origine simile a quello di Esposito. Solo lui, l’indagato, è rimasto al palo. Per sette anni, che nessuno mai gli restituirà. Non è la prima volta che accade.

 

In generale, e anche nel caso specifico. Il magistrato in questione ha un tabellino personale che fa impressione. Per stare alle sue ultime prestazioni: tre ex sindaci indagati per inquinamento ambientale, prosciolti dopo quattro anni; accuse di irregolarità commesse nella gestione del Salone del libro a ex sindaco ed ex assessore alla Cultura, prosciolti dopo cinque anni; accusa di falso elettorale al deputato leghista Riccardo Molinari, prosciolto con formula piena nel novembre 2023; accusa di associazione mafiosa e corruzione a noto imprenditore torinese formulata nel 2017, archiviata all’inizio di quest’anno.

 

STEFANO ESPOSITO

La responsabilità civile dei magistrati, per carità, non si può fare. I test attitudinali, neppure. Non sappiamo quale sia il rimedio possibile. Ma anche evitare di distruggere la vita delle persone, non sarebbe male.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...