matteo renzi su firenze

IL "CARDELLINO" MATTEO CHE SI CREDE GESÙ - VIDEO: RENZI PRESENTA LA SERIE SU FIRENZE PRODOTTA DA PRESTA - UN PO' ALBERTO ANGELA, UN PO' GIORGIO VASARI, UN PO' L'ALLEGRO CHIRURGO QUANDO HA CALZATO UN GUANTO BIANCO PER SFOGLIARE IL CERTIFICATO DI MORTE DI LISA GHERARDINI, LA MONNA LISA DI LEONARDO DA VINCI - PER ORA FIRENZE SECONDO RENZI SEMBRA UNA LOCATION PER VIDEO PREMATRIMONIALI, UN RENDERING PATINATO PER SOGGIORNI DA RICCHI DA TRASMETTERE NEGLI HOTEL DI LUSSO

 

 

 

 

 

1 - IL "CARDELLINO" MATTEO CHE SI CREDE GESÙ

Daniela Ranieri per “il Fatto quotidiano”

 

Matteo Renzi a noi è simpatico. Lo consideriamo l' unico epigono della commedia all' italiana palesatosi sulle scene negli ultimi 5 anni. Ieri ha presentato a Firenze il suo documentario su Firenze, Firenze secondo me ("secondo Matteo" sarà parso troppo anche a lui), titolo scritto con font pseudo-rinascimentale su sfondo ecrù-seppiato, genere dépliant di percorso turistico su bus a due piani nella magica Firenze dei Medici.

renzi firenze

 

Nella sala buia del teatro del Sale parte il trailer del documentario che andrà in onda sabato sul Nove: un totalino di Firenze all' alba su din don dan di campane anticipa un abuso di zoom avanti e indietro dal Lungarno passando da riprese di riflessi nelle pozzanghere, Ponte Vecchio, cupola del Brunelleschi, biciclette scampanellanti e piccioni tubanti. Il kitsch più folcloristico che si possa imaginare, tanto che sulle prime si pensa a una trovata ironica che parta dallo stereotipo per ribaltarlo con un surplus di poesia.

 

L' incipit è renzismo in purezza: "Quando cammini per le strade della tua città", dice guardando l' Arno con poesia, "tutto diventa abituale, ordinario, prevedibile". Fortuna che ci sono documentari come questo che mostrano le città d' arte in modo diverso dalle pro-loco.

 

MATTEO RENZI DURANTE LE RIPRESE DELLA DOCUFICTION SU FIRENZE

Matteo, solo sul palco buio tipo Steve Jobs al lancio del nuovo iPhone, si commuove quasi: "Per me è una grande gioia un sogno che diventa realtà il genio fiorentino" ecc. Racconta la storia del progetto e le vicissitudini per piazzarlo: "Non voglio minimamente fare alcuna polemica", dice come quando vuole fare polemica, ma "il giorno dopo che hai perso il potere è difficile trovare persone che ti prestano ascolto. Quando ho lasciato il potere".

 

Ancora non ha capito di avere rovinosamente perso, è convinto di avere abdicato.

"Ma che tipo di racconto ha fatto Renzi?", si domanda da solo. "È la mia visione sulla città" un racconto "carico d' amore e di affetto", se non altro perché l' autore "ha fatto il sindaco e quindi conosce storie diverse", dice passando alla terza persona.

 

"Abbiamo cercato di dare una immagine non da cartolina", ah, menomale. Elegge la sua opera d' arte preferita: La Madonna del cardellino, e "chi ha seguito in questi anni l' esperienza politica che mi ha riguardato può capire perché". Parte la clip. Voce off di Matteo: "La Madonna ricorda la mamma che Raffaello aveva perso giovanissimo.

Sorregge San Giovannino mentre porge a Gesù un cardellino", immagine dal "grande significato teologico".  "Cos' è quel cardellino?", chiede.

 

MATTEO RENZI E LUCIO PRESTA DURANTE LE RIPRESE DELLA DOCUFICTION SU FIRENZE

"È l' immagine della Passione. San Giovanni anticipa quello che di lì a trent' anni sarebbe successo". Non è chiaro come questo si colleghi alla sua storia politica. Forse San Giovanni è Luca Lotti e lui è Gesù, che da lì a quarant' anni sarebbe stato messo in croce dal fuoco amico del Pd? "C' è un elemento personale", insiste, "ho avuto la sfacciata fortuna di essere presidente della Provincia quando quest' opera restaurata veniva esposta al pubblico".

 

E ti pareva. Un po' Alberto Angela un po' Carlo Lucarelli, specie quando si nasconde dietro il battente di una finestra per raccontare "la notte che Firenze è colpita al cuore dalla mafia", ribadisce che "qui nascono i più grandi geni dell' umanità", e manco li stiamo a elencare perché ne abbiamo uno di fronte.

 

Indi galvanizzato dalla visione della sua opera, cade nel noto vizietto agonico: "Roma secondo me verrebbe meglio per il conduttore, ma peggio per la città". Gli risponderemmo che Firenze non sfigurerebbe come rione di Roma, ma poiché non abbiamo la sua mentalità calcistica e considerando Firenze città di tutti, lasciamo correre. Ci riserviamo di giudicare meglio l' opera.

 

Per ora Firenze secondo Renzi sembra una location per video prematrimoniali, un rendering patinato per soggiorni da ricchi da trasmettere negli hotel di lusso della Toscana. In confronto il Borgo dei Borghi è un film di Lars von Trier. Sul finire si mette a parlare con giornalista del Corriere fiorentino di cose loro locali relative all' aeroporto promesso (da Renzi) e mai fatto (da altri), piste e rivalità con Pisa, e li salutiamo volentieri.

MATTEO RENZI E LUCIO PRESTA DURANTE LE RIPRESE DELLA DOCUFICTION SU FIRENZE

 

 

2 - SVIOLINATE AGLI AMICI E LEZIONCINE ANTEPRIMA DELLO SHOW DEL BULLO IN TV

Simone Di Meo per “la Verità”

 

Un po' Alberto Angela, un po' Giorgio Vasari, un po' l'allegro chirurgo quando ha calzato un guanto bianco per sfogliare il certificato di morte di Lisa Gherardini, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, custodito nell' archivio parrocchiale di San Lorenzo.

 

Con una scenografia volutamente spartana, solo una sedia rossa e un maxischermo, Matteo Renzi («sono un ex sindaco che è stato casualmente anche presidente del Consiglio», e verrebbe da chiedere a Enrico Letta quanto sia veritiero quel «casualmente») ha presentato in diretta Facebook la sua ultima creatura: il documentario Firenze secondo me. Che andrà in onda, in quattro puntate, sul Nove (Sky) a partire da sabato prossimo, in prima serata (con un possibile sequel dedicato alla gastronomia e alla moda, pare).

 

MATTEO RENZI DURANTE LE RIPRESE DELLA DOCUFICTION SU FIRENZE

Ridotte al minimo le incursioni sull' attualità politica e sul Pd («non si parla del congresso, non si parla delle primarie, ma di qualcosa di più grande»), l' ex inquilino di Palazzo Chigi ha commentato il trailer e alcune «perle» del reportage girato nei luoghi più famosi e rappresentativi della città. Dagli Uffizi all' Istituto degli Innocenti, dal Duomo al convento di San Marco.

 

Il produttore per Discovery è Lucio Presta, e Renzi l' ha presentato (e ringraziato) con un amarcord governativo: «È naturale che il giorno dopo in cui hai perso il potere è più difficile trovare delle persone che ti prestano ascolto, che ti dedicano attenzione», si è rammaricato. «E mi ha molto colpito che vi fosse qualcuno che, negli anni di Palazzo Chigi, pur conoscendoci, non mi aveva mai telefonato, ci siamo scambiati qualche sms ogni tanto, e che dopo nel momento in cui invece io ho lasciato il potere mi ha detto: "Guarda, questo progetto è talmente pazzo che piace anche a me, e lo facciamo insieme"».

MATTEO RENZI DURANTE LE RIPRESE DELLA DOCUFICTION SU FIRENZE

 

Dopo la sviolinata, Renzi ha però indossato i panni del divulgatore d' arte e si è lanciato in un' appassionata analisi del quadro a cui è più affezionato: la Madonna del Cardellino di Raffaello, conservato negli Uffizi. Un' opera che mostra la Madre Celeste nell' atto di sorreggere Gesù bambino mentre riceve da Giovanni Battista un uccellino che simboleggia la futura Passione e la Crocefissione. Il Figlio di Dio cerca il contatto con la mamma con il piedino, e questo «è un momento di grande tenerezza». Non è mancato un sincero momento di commozione quando l' ex premier si è soffermato sull' attentato di Via dei Georgofili («una strage terroristica fatta dalla mafia di Totò Riina») che provocò cinque vittime, uno studente universitario e un' intera famigliola.

matteo renzi e mohammed bin zayed al nahyan a firenze 2

 

«Quando facevo il capo del governo mi prendevano in giro su Firenze, era tutto un "ci vediamo a Firenze", e in più di una circostanza è stata sede di incontri internazionali, qual è secondo me sua vocazione e suo destino. La discussione di oggi sul Pd, sul centrosinistra e su tutto il resto non ha ragione d' essere. Qui parliamo di bellezza», ha sottolineato ancora Renzi, «quando entri in un museo, questo ti interpella, ti interroga.

 

È il significato profondo della bellezza. Non è un caso che il documentario parta da Palazzo Pitti e si concluda a Palazzo Pitti, dove Dostoevskij scrisse la frase "la bellezza salverà il mondo". Messaggio di natura culturale e di politica con la P maiuscola».

Alla politica con la «p» minuscola ha dedicato solo rapidissimi cenni. Il primo, quando ha fatto una chiara allusione al governo gialloverde.

 

renzi mondiali di ciclismo a firenze

«Abbiamo mostrato la Piagnona, la campana che i fiorentini decisero di prendere a frustate quando fu ucciso Savonarola: da qui abbiamo parlato di che fine fanno coloro che investono sul populismo ante litteram, di questo si parlerà».

 

Il secondo, l'ha riservato a sé stesso: «Il mio lavoro è quello di senatore dell'opposizione, e lo faccio cercando di non fargliene passare mezza», alla maggioranza di governo, «e di valorizzare le cose in positivo se ci sono». A chi gli chiedeva se fosse preoccupato per una possibile vittoria della Lega alle amministrative 2019 a Firenze, l'ex premier ha risposto ricordando «l' affetto, la stima, l'ammirazione, l' amicizia che ho per Dario Nardella; ogni parola in più sarebbe di troppo». E, dopo la presentazione, si è aperto il buffet.

angela merkel a firenze con renzi 5angela merkel a firenze con renzi 1MATTEO RENZI E CARLO DE BENEDETTI A LA REPUBBLICA DELLE IDEE A firenze RENZI E DELLA VALLE A FIRENZE FOTO ANSA

C'è la schiacciata all' olio.

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)