DONALD E' SPOMPO: IL CONSENSO NON GLI SI RIZZA PIU’! - NEGLI STATI UNITI IL TASSO DI APPROVAZIONE NEI CONFRONTI DI TRUMP SI FERMA AL 37%. UN SALDO NEGATIVO CHE SALE AL 43% SE SI PARLA DI INFLAZIONE E COSTO DELLA VITA - IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO NON CONVINCE PIU’ NESSUNO NEL PAESE A STELLE E STRISCE - MOLTISSIMI CITTADINI NUTRONO DUBBI SUI DISASTRI COMBINATI IN MEDIO ORIENTE, CON LA GUERRA IN IRAN, E LE PESANTI CONSEGUENZE SULL'INFLAZIONE E IL CARO-VITA - I SONDAGGI PER LE ELEZIONI MID-TERM DICONO CHE...
Estratto dall’articolo di Michele Farina per il “Corriere della Sera”
DONALD TRUMP - ARCO DI TRIONFO
Papà Tungsteno fa ricchi i suoi figli con le miniere del Kazakistan ma arranca nei sondaggi più che mai. Nate Cohn, guru dei New York Times/Siena polls , scrive che nessun presidente negli ultimi 17 anni era sceso sotto la soglia del 38% di approvazione se non per pochi giorni.
Donald Trump sta sul fondale del 37%, e giù è rimasto anche dopo la pur fragile intesa con l’Iran del 17 giugno, come notava pochi giorni fa The Economist , con appena il 16% dei contattati che nutre fiducia nella riapertura stabile di Hormuz e il 54% convinto che la guerra con Teheran sia stata un errore.
Il termometro della popolarità trumpiana si è alzato appena dello 0,3% nella settimana successiva all’accordo. Il tasso di disapprovazione è al 58%, con il 4% di indecisi e il resto pollice verso.
Un saldo negativo di 20 punti che sale a 43 quando gli americani sono chiamati a giudicare su inflazione e costo della vita. Il segretario al Tesoro Bessent ha promesso a più riprese che «gli aiuti arrivano». Ma per ora chi sorride sicuramente sono i figli del suo collega al Commercio Howard Lutnick e quelli del grande capo che, secondo il New York Times di ieri, grazie agli investimenti in una piccola società semisconosciuta stanno beneficiando degli accordi raggiunti nell’autunno scorso con il governo kazako per lo sfruttamento del sottosuolo vicino al villaggio di Unrek, che già ai tempi dell’Urss era stato oggetto di interesse. [...]
I sondaggi in vista delle elezioni di mid-term non gli sorridono, anche se i seggi realmente contesi tra repubblicani e democratici sono una manciata. Peggio sarebbe se a novembre ci fossero le presidenziali. Trump ha un paio d’anni per sperare di raddrizzare la curva dell’impopolarità. Il neurologo Oliver Sacks scrisse un bel libro di «ricordi di infanzia chimica» intitolato «Zio Tungsteno». Come presidente The Donald non convince più gli americani, ma come Papà Tungsteno non lo batte nessuno.



