casapound sede via napoleone iii

FASCI IN BOLLETTA – OLTRE ALL’AFFITTO, CASAPOUND NON PAGAVA NEMMENO LE UTENZE: ORA I "FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO" DEVONO SALDARE PIÙ DI 220 MILA EURO AD ACEA – DA 17 ANNI I “FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO” OCCUPAVANO IL PALAZZO DELL’ESQUILINO, E ORA POTREBBERO ESSERE I DIPENDENTI PUBBLICI CHE ABITANO REGOLARMENTE NELL’EDIFICIO A DOVER SGANCIARE PER LORO...

 

 

 

Lorenzo d'Albergo per “la Repubblica – ed. Roma”

 

casapound, gli attivisti rimuovono la scritta dalla sede 10

Non hanno mai pagato l'affitto. Figurarsi l'acqua e la corrente. I militanti di Casa-Pound, quelli che da 17 anni occupano un palazzo del Demanio nel cuore dell'Esquilino, devono essere allergici a ogni tipo di bolletta. Adesso, però, a bussare al civico 8 di via Napoleone III sarà un'agenzia di recupero crediti.

 

Acea Energia ha affidato il compito - non sarà semplice considerati gli interlocutori - allo studio Cardarelli: i suoi legali devono riscuotere 220.345 euro di utenze mai versate dalle tartarughe frecciate alla multiutility partecipata al 51% dal Campidoglio. Il debito accumulato dai " fascisti del terzo millennio" ha una storia lunga e complessa.

casapound

 

Per raccontarla bisogna tornare all'8 giugno 2004, quando è il Miur (che allora aveva in gestione il palazzo a due passi dalla stazione Termini) a chiedere ad Acea di interrompere l'erogazione dell'acqua.

 

La fatturazione viene interrotta, ma la fornitura continua: impossibile per i tecnici entrare nella sede del movimento di ultradestra senza una sostanziosa scorta di forze dell'ordine. Poi, come si legge in un'informativa della Guardia di Finanza, a mettersi di mezzo è stata la tecnologia: « Con il passaggio al nuovo sistema elettronico di fatturazione, dal 28 settembre 2015 sono state erroneamente emesse bollette a carico del Miur » .

casapound

 

Un pasticcio in cui pare essere rimasto invischiato qualche funzionario del ministero: il 12 dicembre 2018 ai finanzieri risulta pagata una bolletta da 238,93 euro. Fin qui l'acqua. Poi c'è la partita della corrente elettrica. Il 16 maggio 2011 gli occupanti di CasaPound hanno siglato un contratto con Acea andato avanti a suon di morosità fino al 16 novembre 2016.

 

Il primo gennaio 2017, come scoperto dai finanzieri spulciando tra le banche dati di Areti, il gruppo di estrema destra ha siglato un nuovo contratto. Risulta fatturato un mese di consumi, pari a 861 euro. Poi il vuoto, colmato con l'allaccio abusivo alla rete elettrica, e i 220 mila euro di debiti affidati ai riscossori.

 

casapound, gli attivisti rimuovono la scritta dalla sede 5

Che a questo punto potrebbero rivalersi sui salari dei dipendenti pubblici che abitano in via Napoleone III. Nello stabile vivono una maestra d'asilo stipendiata dal Comune, due impiegati di Zètema, marito e moglie sotto contratto con Cotral, un lavoratore del policlinico Gemelli e due funzionarie del Mef, proprietario del palazzo.

 

gianluca iannone di casa pound

Una risulta nell'organico della direzione centrale Sistemi informativi e innovazione, l'altra in quello della Ragioneria territoriale dello Stato. Nei prossimi Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura si tornerà a parlare di CasaPound, ora sotto sequestro, e del suo sgombero.

 

Gli sfratti sono bloccati fino al 30 settembre dall'emergenza coronavirus. Quando ripartiranno - nonostante ora che il rischio di perdere la sede è diventato concreto gli attivisti guidati da Gianluca Iannone si dicano persino pronti a pagare un'indennità di occupazione - l'immobile all'Esquilino non sarà più fuori dalla lista delle priorità di palazzo Valentini.

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