sergio mattarella carlo nordio mario roggero

IL CASO ROGGERO E’ UNA BOMBA POLITICA - SALVINI STA PENSANDO A UNA CANDIDATURA ALLE POLITICHE PER MARIO ROGGERO – GIORGIA MELONI VUOLE MODIFICARE LA LEGGE SUI RISARCIMENTI AI PARENTI DELLE VITTIME: “MI AGGREDISCI. MI DIFENDO. E DOVREI RISARCIRTI IO?” – VANNACCI CAVALCA IL TEMA SICUREZZA E IL MINISTRO NORDIO SI E’ INCARTATO SUL CASO DEL GIOIELLIERE ENTRANDO IN CONFLITTO CON IL QUIRINALE, AVVIANDO DI PROPRIA INIZIATIVA L’ISTRUTTORIA PER LA GRAZIA. POI E’ SEGUITO UN DIETROFRONT E INFINE LA RIVENDICAZIONE: “E’ CONTEMPLATA ANCHE L'INIZIATIVA MOTU PROPRIO DEL MINISTRO”

1 - AVVIATA LA RICHIESTA DI GRAZIA ORA NORDIO FRENA SU ROGGERO LA LEGA VALUTA LA CANDIDATURA

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

[…] La Lega ribadisce l'intenzione di candidarlo alle politiche («Stiamo valutando») e lancia «una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutarlo nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza». Su cui la premier, di pari passo, annuncia una stretta: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l'ultimo ddl sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso», scrive sui social Giorgia Meloni.

SERGIO MATTARELLA - CARLO NORDIO

 

«Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali», insiste. A riprova di una campagna studiata per rilanciare il tema della sicurezza per arginare l'avanzata di Vannacci. Operazione che la confusione del ministro Nordio rischia però di compromettere.

 

matteo salvini

Un passo indietro. L'altro ieri, a verdetto della Cassazione appena emanato, il titolare della Giustizia aveva avviato «di propria iniziativa» — senza avvertire il Quirinale, ma con l'avallo di Meloni — l'istruttoria per concedere la grazia al commerciante. Decisione rivendicata in un comunicato e poi pubblicizzata sui profili social del dicastero. Richiamato da Sergio Mattarella in quanto la titolarità del potere di clemenza spetterebbe al solo capo dello Stato, l'ex pm aveva abbozzato. Anche se di malavoglia. Continuando a insistere — tramite staff — sulla correttezza del suo operato.

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

 

A incaricarsi di segnalare che lo scontro istituzionale è tutt'altro che archiviato è stato ieri il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni: «Il ministro ha agito nel pieno e assoluto rispetto della legge, della Costituzione e delle proprie prerogative», ha precisato l'esponente di FdI, di fatto sconfessando l'interpretazione del Colle. «Lo ha scritto la ministra Cartabia nella circolare del giugno 2021 sulla procedura per la grazia, che contempla anche l'iniziativa motu proprio del ministro», prosegue. «C'è inoltre una pubblicazione dell'attuale responsabile dell'Ufficio Grazie del Quirinale che sostiene la stessa impostazione», insiste.

mario roggero

 

E dunque, «chi sostiene il contrario probabilmente non conosce gli strumenti normativi o la dottrina in materia». Parole di sfida destinate ad alimentare la tensione tra il governo e la presidenza della Repubblica.

 

La vicenda poteva infatti chiudersi senza ulteriori polemiche, dal momento che in mattinata la moglie del gioielliere condannato aveva inviato una pec a Mattarella per chiedere la clemenza in favore del marito. L'iter poteva quindi ripartire. Ma anche a seguito di nuove interlocuzioni con il Colle ha frenato. Escludendo che «sia stato ancora compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia per Roggero». E così ciò che due giorni fa era stato «avviato», a distanza di 24 ore è stato smentito. […]

 

2 - L’IPOTESI DI NORDIO PER UNA GRAZIA PARZIALE

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri,Virginia Piccolillo per il “Corriere della sera”

 

vannacci roggero

[…] Il ministro Carlo Nordio va avanti sull’istruttoria della Grazia a Mario Roggero, il gioielliere settantaduenne che il 28 aprile 2021 a seguito di una drammatica rapina rincorse e uccise due rapinatori, da ieri è in carcere per scontare 14 anni e 9 mesi di reclusione. Anche se mercoledì l’iniziativa di aprire, in assenza di domanda formale, l’istruttoria motu proprio, senza interloquire formalmente con il Quirinale, aveva causato la sua convocazione al Colle da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. […]

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

[…] il ministro […] spiegava, la sua iniziativa riguardava esclusivamente il proprio potere di impulso dell’istruttoria, previsto dalla legge. […] Ieri comunque la domanda di grazia è stata presentata dalla moglie del gioielliere, al presidente della Repubblica per tramite del ministro. Chi si aspettava che il Guardasigilli si fermasse per riunire i due procedimenti è rimasto sorpreso.

 

«L’istruttoria è unica. E non c’è scritto da nessuna parte che il ministro debba aspettare il Quirinale. L’articolo 681 è molto chiaro. Il ministro istruisce la pratica e il presidente decide», ripetevano dal suo entourage, mentre le agenzie battevano notizie contrastanti. Già attivati i magistrati della procura generale della Corte d’Appello di Torino per le verifiche. Anzi no, nessun atto compiuto. «L’istruttoria scatterà a breve secondo la procedura», si chiariva infine. E le verifiche spetteranno alla magistratura di sorveglianza, giacché Roggero adesso è in carcere.

carlo nordio sergio mattarella 1

 

[…] FI raccoglie firme a sostegno della grazia «per un uomo che — dice il presidente di FI Antonio Tajani — ha sbagliato perché era sotto pressione e ha subito violenza per anni».

«La pena è stata sproporzionata», attacca il sottosegretario alla giustizia di FdI, Alberto Balboni. «Roggero non ha mai negato la propria responsabilità, dicono balle quelli che lo sostengono. Ma si è solo giustificato, spiegando che aveva visto puntare il coltello alla gola alla figlia e la pistola alla tempia alla moglie. Ha perso lucidità. Bisogna trovarcisi».

 

MARIO ROGGERO DOPO LA RAPINA NELLA SUA GIOIELLERIA

La decisione finale spetterà al presidente. Ma secondo voci di via Arenula il ministro vedrebbe con più favore una commutazione di pena parziale, piuttosto che la grazia tout court. Una soluzione che bilancerebbe l’esigenza di rispondere del grave reato di duplice omicidio volontario avvenuto fuori della gioielleria e quindi non riconducibile alla legittima difesa, con quella di tenere conto delle modalità di svolgimento dei fatti. E quindi riconoscere l’attenuante, non considerata in giudizio, di essere stato in condizioni psichiche manifestamente alterate. […]

 

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