silvio berlusconi

CAV FOREVER – L’EREDITÀ CHE SILVIO HA LASCIATO A TUTTI NOI, LE SUE BARZELLETTE: “A 100 RAGAZZE HANNO CHIESTO ‘FARESTE L’AMORE CON BERLUSCONI?’ IL 33% HA RISPOSTO ‘’MAGARI’, IL 66% ‘ANCORA?’” - LA CONVERSAZIONE CON DIO “CAV, LA TUA IDEA DI TRASFORMARE IL PARADISO IN UNA SPA È OTTIMA. PERCHÉ IO DEVO ESSERE VICEPRESIDENTE?” – “COME SI FA A TRASFORMARE UN’OCA IN UN PITBULL? LA SI SPOSA!” - LA BATTUTA SUI MALATI DI AIDS CHE SCATENÒ UN PUTIFERIO...

 

Estratto dell’articolo di Paolo Conti per “il Corriere della Sera”

 

BERLUSCONI BARZELLETTA

Un raro Berlusconi vintage del 1994, ai tempi della discesa in campo, annuncia il raccontatore seriale di barzellette. Siamo alla Rai, spezzone di programma senza titolo. Bruno Mobrici del Tg1 gli chiede un giudizio sugli ex democristiani. Berlusconi risponde con una barzelletta: «Nerone si accorge che la gente a Roma si annoia. Convoca Tigellino che gli chiede: a’ Nero’, che te serve? Nerone: voglio un grande spettacolo, prendete duecento leoni e duecento cristiani, li buttiamo nell’arena del Colosseo, chiamiamo il popolo e lo facciamo divertire.

 

Tigellino esegue: l’arena è pronta, arrivano i leoni e i cristiani. Comincia la lotta, si alza un immenso polverone, grida umane e ruggiti. Poi la polvere si abbassa, i duecento leoni sono morti, i cristiani intatti cantano inni religiosi. E Nerone: Tigellino, ti avevo detto duecento cristiani, non duecento democristiani…».

compleanno di nunzia de girolamo berlusconi racconta barzellette

 

C’è tutto il futuro Berlusconi intrattenitore, disposto ad anticipare la costruzione del Colosseo e a trasformare Tigellino nel Gaetano Caltagirone che così si rivolgeva a Franco Evangelisti, ombra di Giulio Andreotti, pur di strappare una risata. Le barzellette teorizzate come catalizzatrici di empatia («sono terapeutiche e puliscono il cervello»), ma anche per segnare i momenti chiave della sua vita e soprattutto della politica.

 

Ripetitive come un format tv. Berlusconicentriche. Come quella scelta per approdare su TikTok nel 2022 dell’aereo che resta senza benzina e ha a bordo Berlusconi, Putin, il Papa e il suo assistente, Biden o Obama a seconda delle annate. Però ci sono solo quattro paracadute: «Putin prende il primo perché è l’uomo più potente dell’Est, Biden perché è il più potente dell’Occidente, Berlusconi perché è il politico più intelligente del mondo. Il Papa offre il suo paracadute al giovane assistente che risponde: santità, nessun problema, il politico più intelligente del mondo ha preso il mio zainetto».

silvio berlusconi e la barzelletta dell'asino 4

 

Alcune non ottengono l’effetto sperato. Accade nel 2000 quando racconta del medico che suggerisce sabbiature al malato terminale di Aids «per abituarsi a stare sotto terra». Tempesta politica, proteste dell’immunologo Fernando Aiuti, peraltro di area centrodestra. Oppure quando scivola nel maschilismo: «Come si fa a trasformare un’oca in un pitbull? La si sposa!».

 

Oppure: «Un signore conosce a tavola una bella ragazza, parte la conversazione, si scende nel privato. Lui chiede: “Ma quanti uomini ha avuto?” La ragazza conta: “Diciamo quattro”. Lui, stupito: “Beh, pochi, per una bella ragazza come lei”. Risposta: “Eh sì, è stata una settimana piuttosto tranquilla”».

 

Fino all’accusa di sessismo dello scorso anno durante il comizio a Monza per la rielezione del sindaco Dario Allevi (poi battuto da Paolo Pilotto del centrosinistra): «È uscito un sondaggio che mi ha preoccupato. A cento ragazze di Monza tra i 20 e i 30 anni hanno chiesto: “Fareste l’amore con Berlusconi?”. Il 33% ha risposto: “Magari!”, il 66% “ancora?”».

silvio berlusconi.

 

Oppure Berlusconi incontra una bellissima ragazza che sta leggendo un libro. «Lui: “perché è così interessante”? Lei: “perché spiega che gli amanti sessualmente più potenti sono gli arabi e i napoletani quelli sentimentalmente più forti”. E Berlusconi: “Permette? Mohammed Esposito!”»

 

In queste righe mancano elementi visivi chiave: la mimica facciale, la gestualità, l’ammiccamento, i colpi di gomito, il sorrisetto anticipatore della battuta, lo sguardo che indaga le reazioni dell’uditorio. Uno show. Come quello, proposto mille volte, del suo approdo nell’Aldilà. Tre ore di colloquio di Silvio col Padreterno che poi, di fronte a santi e angeli, dichiara: «La tua idea di trasformare il Paradiso in una Società per azioni quotata in borsa è ottima. Ma non ho capito una sola cosa: perché io devo essere vicepresidente?».

silvio berlusconi – sala stampa palazzo chigi consultazioni, la delegazione di forza italia 2silvio berlusconi con la bandana

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)