LA RUSSA E LA RISSA SOTTO LA MADUNINA: IL CENTRODESTRA SI SPACCA SULLA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO! DOPO I GABEZO DELLA LEGA, CHE HANNO INDICATO SALVINI E SARDONE COME CANDIDATI A PALAZZO MARINO E LA MOLTIPLICAZIONE DEI CANDIDATI (L’ULTIMO E’ IL FORZISTA PIERO TATARELLA), LA RUSSA MARCA IL TERRITORIO PER RIBADIRE CHE A MILANO DECIDE LUI – SALTA IL VERTICE NELLO STUDIO DI PALAZZO GIUSTINIANI DELLA SECONDA CARICA DELLO STATO (CHE “SMENTISCE” DI AVER ORGANIZZATO IL SUMMIT) - LA RUSSA VUOLE CANDIDARE IL LEADER DI NOI MODERATI, MAURIZIO LUPI. FORZA ITALIA VORREBBE UN CIVICO (BALLA IL NOME DI COTTARELLI, GRADITO AD AZIONE) MENTRE PAOLO BERLUSCONI HA LANCIATO GUIDO BERTOLASO…
Lorenzo De Cicco per "la Repubblica" – Estratti
Il presidente del Senato Ignazio La Russa
Tutti da La Russa per discutere della candidatura del centrodestra a sindaco di Milano. Anzi no. Il vertice era stato organizzato in gran segreto: all'ora di pranzo, 13.15, nello studio della seconda carica dello Stato a Palazzo Giustiniani, avrebbero dovuto accomodarsi i maggiorenti del centrodestra che seguono la partita meneghina.
Per provare a trovare la famosa quadra, visto che l'intesa sembra allontanarsi ogni giorno e si moltiplicano i candidati: l'ultimo è Pietro Tatarella. Il tempo stringe.
Al summit in Senato erano stati invitati per FI Alessandro Sorte, Massimiliano Romeo in quota Lega, Alessandro Colucci per Noi Moderati, più Daniela Santanchè per i Fratelli insieme al coordinatore lombardo Carlo Maccari.
Quando però la notizia è trapelata sui siti, La Russa è intervenuto.
Negando di avere avuto un ruolo nella convocazione del vertice politico in un'alta sede istituzionale. Vertice, che però, ammette, era previsto. «So che si sta preparando a Milano o a Roma, una riunione per iniziativa del coordinatore regionale di FdI», dice La Russa, che però «smentisce» di averla organizzata. Il presidente del Senato comunque spinge per fare in fretta, entro luglio: bisogna «accelerare la necessaria scelta di un candidato sindaco comune a tutto il centrodestra. Leggo vari nomi tutti autorevoli, civici e politici su cui i partiti si interrogano. FdI credo che si sia distinto per non aver puntato su un nome ma voglia individuare chi ha più chance per battere la sinistra».
matteo salvini e silvia sardone
Il fondatore di FdI maramaldeggia un po' sui gazebo della Lega del weekend, nelle primarie di partito hanno prevalso Matteo Salvini e Silvia Sardone. Il Carroccio finora aveva spinto per un nome civico. «Evidentemente l'idea del civico, almeno nella Lega, non va poi così forte...».
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La maggioranza fatica a trovare sintesi. E spuntano nuovi candidati. Pure Roberto Vannacci ieri ha annunciato che metterà in pista un suo uomo. Oggi invece scenderà in campo Pietro Tatarella, gradito a un pezzo di Fratelli d'Italia (ma La Russa non si è ancora espresso). Tatarella non è parente di Pinuccio, ma è un nome conosciuto intorno al Duomo.
Classe 1983, milanese di Baggio, a lungo consigliere comunale per FI, imprenditore nel settore falegnameria, è noto per una lunga battaglia giudiziaria, terminata da poco con l'assoluzione piena. Fu accusato di corruzione, addirittura contatti con la ‘ndrangheta. All'esito dei processi, quasi sette anni dopo l'arresto, per il centrodestra è assurto a simbolo della malagiustizia. Ora tenta la corsa per la fascia tricolore.
È il nome buono per unire il centrodestra? Calma, predica l'ala larussiana di FdI, che a Milano conta eccome e che da mesi preme per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. FI vorrebbe un civico, si è fatto il nome di Carlo Cottarelli, gradito ad Azione, mentre Paolo Berlusconi ha lanciato Guido Bertolaso. La sensazione è che non basterà un pranzo per fare sintesi.
ignazio la russa maurizio lupi mariastella gelmini - congresso di noi moderati
bertolaso romano la russa
ATTILIO FONTANA GUIDO BERTOLASO
pietro tatarella 2
ignazio la russa maurizio lupi assemblea noi moderati foto lapresse

