ANCHE IL “CERCHIO TRAGICO” DI SALVINI FINISCE NEL MIRINO – DOPO CHE IL GOVERNATORE ATTILIO FONTANA HA MESSO SUL TAVOLO LO SFRATTO DEL SEGRETARIO DEL CARROCCIO, SI SONO SUBITO MOBILITATI I FEDELISSIMI DI SALVINI, DA IGOR IEZZI A SILVIA SARDONE, FINO AD ALBERTO DI RUBBA E ANDREA CRIPPA – NELLA FAIDA INTERNA AL PARTITO È INTERVENUTO ANCHE L'EX GUARDASIGILLI BOSSIANO ROBERTO CASTELLI, CHE HA ATTACCATO I “PRETORIANI” SALVINIANI: “SONO EX RAGAZZOTTI PREOCCUPATI PER IL PROPRIO FUTURO E CHE NON HANNO MAI VISTO UN LAVORO VERO” – IN BALLO CI SONO LE CADREGHE, OVVERO LE CANDIDATURE PER LE POLITICHE DEL 2027…
Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”
ATTILIO FONTANA MATTEO SALVINI
Ancora una volta, quando Matteo Salvini viene messo in discussione, il gruppo di fedelissimi fa muro. Le critiche alla segreteria vengono respinte e gli attacchi ricondotti a «beghe interne che impediscono di lavorare». Questa volta, però, a chiedere a Salvini di fare un passo indietro è Attilio Fontana, il governatore della Lombardia che insieme a Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti tiene l'asse nordista, spina nel fianco del segretario federale.
La reazione dei salviniani è immediata: Igor Iezzi - non un dirigente qualsiasi ma il presidente dell'associazione «Lega Nord per l'Indipendenza della Padania» che custodisce il simbolo con l'Alberto da Giussano - definisce «irrispettoso verso i militanti che l'hanno votato» mettere in discussione il segretario.
ROBERTO CASTELLI UMBERTO BOSSI
Poco dopo, nella chat del Consiglio federale, è un susseguirsi di messaggi in difesa del leader: Luca Toccalini, Silvia Sardone, Alberto Di Rubba e Andrea Crippa. È il nucleo degli uomini di fiducia contro la vecchia guardia del Carroccio.
Un gruppo che da ieri è finito a sua volta nel mirino. L'ex guardasigilli bossiano Roberto Castelli, infatti, l'ha ribattezzato «cerchio magico» di Salvini, parlando di «ex ragazzotti» preoccupati per il proprio futuro e che non hanno mai visto «un lavoro vero». Gli stessi che negli anni hanno costruito la propria carriera politica accanto a Salvini e che oggi hanno interesse a difendere l'assetto attuale.
Il nucleo più antico è quello milanese, che ha iniziato con Salvini quando ancora la sua partita politica era dentro la Lega di Milano. Iezzi, Alessandro Morelli, Fabrizio Cecchetti ed Eugenio Zoffili appartengono a questa storia. Hanno tra i 47 e i 53 anni e hanno attraversato con Salvini la militanza milanese, la fase dei Giovani Padani, di Radio Padania e di Palazzo Marino.
Iezzi, deputato dal 2018, è oggi il volto più particolare di questo gruppo. Il suo ruolo di custode del simbolo lo colloca, formalmente, a presidio di un pezzo dell'identità della vecchia Lega Nord, mentre politicamente è schierato con Salvini e con il partito che sotto la sua segreteria ha abbandonato il tradizionale impianto autonomista.
matteo salvini e silvia sardone
Morelli è stato direttore di Radio Padania e ha lavorato con Salvini nella fase in cui la Lega iniziava ad allargare il proprio consenso oltre la Lombardia. […]
Cecchetti è cresciuto nella macchina della Lega lombarda, di cui è stato consigliere regionale, dirigente e poi parlamentare. A Como, sua moglie Laura Santini, segretaria provinciale, mantiene solido il sostegno a Salvini. Zoffili è stato portavoce di Cecchetti e successivamente responsabile della segreteria di Salvini quando era europarlamentare.
Decisamente più giovane Luca Toccalini, 35 anni, cresciuto nei Giovani di cui oggi è coordinatore nazionale. Deputato dal 2018, nel 2024 Salvini lo aveva indicato per la segreteria della Lega lombarda, prima del suo ritiro. […]
Poi ci sono quelli arrivati quando Salvini ha trasformato la Lega in un partito nazionale. Uno tra tutti Claudio Durigon, laziale, cresciuto lontano dalla roccaforte settentrionale. L'uomo a cui Salvini ha affidato il consolidamento del partito nel Centro-Sud oltre a tutte le questioni delicate da Roma in giù.
Stesso ruolo che Susanna Ceccardi ha in Toscana, dopo il mandato da sindaca di Cascina. Dal 2019 è al Parlamento europeo con Silvia Sardone, che da Milano ha scalato i vertici del partito fino alla vice segreteria. «Clima infame. Quando esce un articolo che non parli di beghe interne avvisatemi…», ironizza nella chat del federale.
Inevitabile pensare che con l'avvicinarsi delle elezioni, Salvini - se riuscirà a mantenere il controllo del partito - avrà interesse a tenersi vicino i dirigenti che in questa fase gli sono rimasti fedeli. E per molti di loro, la continuità politica del segretario coincide con la possibilità di conservare un ruolo nella Lega che verrà.
La partita, però, ha già una scadenza: il 20 settembre a Pontida. Sul pratone, Salvini e i suoi dovranno in qualche modo ricomporre la frattura o lasciare che emerga.




