carlo nordio almasri

CHA FACCIA DI BRONZO – IL GOVERNO ITALIANO RISPONDE ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE SUL RILASCIO DEL TORTURATORE LIBICO ALMASRI E PARLA DI UN “MALINTESO” – SECONDO IL PROCURATORE DELL’AIA LO STATO ITALIANO “AVREBBE GIUSTIFICATO LA MANCATA CONSEGNA DI ALMASRI SULLA BASE DI UN CONCORRENTE MANDATO D’ARRESTO LIBICO”, MA IL GOVERNO “SMENTISCE”: “NON HA MAI SOSTENUTO CHE IL RITORNO DI ALMASRI IN LIBIA FOSSE UNA CONSEGUENZA LEGALE ED ESECUTIVA AUTOMATICA DELLA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE DELLA LIBIA”. MA L’UNICA DOMANDA A CUI DEVONO RISPONDERE È: PERCHÉ HANNO RISPEDITO UN RICERCATO INTERNAZIONALE A CASA CON TANTO DI VOLO DI STATO PAGATO DAI CONTRIBUENTI?

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

Osama Njeem Almasri

L’Italia si difende. E con la Corte penale internazionale che ha aperto un fascicolo sul caso Almasri sono scintille. In un documento di quindici pagine lo stato, accusato di essere responsabile della scarcerazione e del rimpatrio del torturatore libico, cerca di smontare le osservazioni avanzate dal procuratore dell’Aia.

 

«La Cpi – si legge nel documento – non può deferire la questione all'assemblea degli stati parte o, nel caso in cui il Consiglio di sicurezza abbia deferito la questione alla Corte, al Consiglio di sicurezza. (...) Le uniche parti in causa sono lo stato e la Cpi».

 

ALFREDO MANTOVANO. - GIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - MATTEO PIANTEDOSI - FOTO LAPRESSE

Ma non è tutto. Per l’Italia «il procuratore della Cpi si attribuisce impropriamente il ruolo dell'unico soggetto (Corte d'appello di Roma) che è autorizzato a pronunciarsi su misure restrittive della libertà basate su richieste di consegna o arresto dalla Cpi». Tradotto: la Cpi «non ha il compito di valutare se lo stato ha violato il suo obbligo di cooperazione; non ha il potere di interpretare le disposizioni nazionali».

 

Dopodiché nel documento si ribadisce la “corretta” gestione della vicenda. Insieme alla «buona fede» degli organi esecutivi statutari e in particolare del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che «non è stato messo in grado di completare la complessa revisione della documentazione trasmessa prima della mancata convalida dell'arresto».

 

Nella lunga documentazione l’Italia parla dunque del rilascio di Almasri come di un «malinteso». E se per il procuratore dell’Aia lo stato italiano «avrebbe giustificato la mancata consegna di Almasri sulla base di un concorrente mandato d’arresto libico», arriva la “smentita”.

carlo nordio e il caso almasri

 

«Il governo italiano – si legge nel documento – non ha mai sostenuto che il ritorno di Almasri in Libia fosse una conseguenza legale ed esecutiva automatica della richiesta di estradizione della Libia. Invece, l'Italia ha rappresentato che la richiesta di estradizione concorrente costituiva un ulteriore elemento di complessità nell'esame della richiesta di cooperazione della Cpi».

 

Ciò anche per il fatto che il mandato di arresto proveniente dall’Aia avrebbe contenuto, secondo l’Italia, «diverse incertezze riguardo agli elementi chiave dei presunti crimini, come le date della loro perpetrazione, che il procuratore caratterizza come semplici errori tipografici, senza tuttavia riconoscere che questi elementi sono stati successivamente corretti, insieme ad altri elementi essenziali, inclusa la qualificazione giuridica dei presunti crimini».

 

protesta dei deputati pd sull assenza di giorgia meloni all informativa sul caso almasri foto lapresse

Al contrario per l’Italia «la richiesta libica conteneva anche una descrizione precisa dei fatti (e delle relative date) coperti dai procedimenti nazionali».

 

Da qui le conclusioni: «L'Italia non ha compiuto alcuna incoerenza nella sua condotta. Almasri è stato rimpatriato in Libia non in esecuzione della richiesta di estradizione, ma in virtù di un ordine di espulsione emesso per motivi di ordine pubblico e sicurezza nazionale legati alla pericolosità del soggetto (...) il rimpatrio in Libia era l'unica via d'azione legalmente e praticamente fattibile».

 

[…]

 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Intanto anche il governo libico di Bengasi “attacca” la Cpi. In un documento inviato all’Aia, il premier non riconosciuto dalla comunità internazionale, Osama Hamad, afferma che la precedente «dichiarazione del governo di unità nazionale, con mandato scaduto, sull’accettazione della giurisdizione del tribunale penale internazionale manca di fondamento legale e giuridico valido perché costituisce una violazione esplicita del principio di separazione dei poteri e non è vincolante per lo stato libico perché la Libia non ha ratificato lo Statuto di Roma».

 

INFORMATIVA DI MATTEO PIANTEDOSI E CARLO NORDIO ALLA CAMERA SUL CASO ALMASRI - FOTO LAPRESSE

La lettera alla Cpi arriva tuttavia in un momento di crescente ambiguità istituzionale sul rapporto tra la Libia e la Corte dell'Aia. Due settimane fa, il ministero della Giustizia del governo di Tripoli aveva pubblicato – e rapidamente rimosso –  un comunicato in cui si dichiarava il rifiuto formale di consegnare Osama Najim al Masri, ex alto responsabile del sistema carcerario libico accusato di dodici gravi crimini, tra cui omicidio, stupro e tortura.

 

[...]

 

 

 

Sul caso Almasri è invece attesa la decisione del tribunale dei ministri nei confronti della premier Giorgia Meloni, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Il provvedimento delle tre giudici sui quattro indagati “eccellenti”, in base a quanto si apprende, verrà inoltrato al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi a stretto giro.

 

IL SUPPLIZIO DI SANTA MELONI - VIGNETTA BY NATANGELO - IL FATTO QUOTIDIANO

I tempi si sarebbero allungati anche a seguito della richiesta, poi autorizzata parzialmente, di Giulia Bongiorno, legale della difesa, di visionare il fascicolo. La stessa richiesta è stata inoltrata al tribunale dei ministri da parte di Francesco Romeo, l’avvocato della parte offesa e cioè di una delle vittime di Almasri: il procuratore Lo Voi avrebbe dato parere favorevole per la seconda volta (la richiesta di Romeo è stata infatti reiterata), ma ancora non sarebbe arrivato alcun ok da parte delle tre giudici alla visione degli atti.

protesta dei deputati pd sull assenza di giorgia meloni all informativa sul caso almasri foto lapresse 1protesta dei deputati pd sull assenza di giorgia meloni all informativa sul caso almasri foto lapresse 2

Ultimi Dagoreport

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO