meloni trump biden

DAGOREPORT! ECCOLA AL G7: OCCHIONE SVENUTO, SORRISO SFOLGORANTE, MANO NELLA MANO CON JOE BIDEN, COME DUE FIDANZATINI. MADDAI! QUANTO TEMPO E' PASSATO DALLA DICHIARAZIONE DELLA DUCETTA: "A BIDEN DICO CHE NON SAREMO I MULI DA SOMA DELL'OCCIDENTE”? UN ANNO! - CHISSÀ SE BIDEN SI RICORDA DELLA MELONI DEL 2020 CHE AGITAVA LA BANDIERINA DI TRUMP? - APPENA PRESO POSSESSO DI PALAZZO CHIGI, CON LA STESSA VELOCITÀ DI UN CAMBIO DI MUTANDE, MELONI SI È CONVERTITA A UN FILO-AMERICANISMO COSÌ ESIBIZIONISTA, COSÌ INGINOCCHIATO AI PIEDI DI BIDEN, CHE LA STA METTENDO CONTRO MACRON E SCHOLZ - GIORGIA L'AMERIKANA SI TROVERÀ BEN PRESTO ALLA PROVA DEI FATTI: CHE DECIDERÀ DI FARE SULL’ACCORDO CON LA CINA, SULLA "VIA DELLA SETA"?

DAGOREPORT

JOE BIDEN GIORGIA MELONI - G7 HIROSHIMA

Istantanea da Hiroshima. Eccola Giorgia Meloni al G7: occhione svenuto, sorriso sfolgorante, mano nella mano con Joe Biden, come due fidanzatini al primo incontro. Maddai! Quanti anni sono passati dalla dichiarazione della Ducetta alla conferenza programmatica di Fratelli d’Italia, dove ruggì: "A Biden dico che non saremo i muli da soma dell'Occidente”? 

 

Appena un anno! Era un’Ansa del 29 aprile 2022 che faceva seguito a quella del 7 aprile, dove ospite di “Porta a Porta”, la Coatta Premier così sistemò il presidente degli Stati Uniti: "In Usa non c'è una leadership salda: Biden non ha dato una massima prova di sé". Sempre nella stessa ospitata da Vespa, non risparmiò strali all’Unione Europea: “Ci dobbiamo preparare a una nuova guerra fredda. L'Ue non esiste perché non ha una politica estera”.

ABBRACCIO GIORGIA MELONI JOE BIDEN - G7 HIROSHIMA

 

Al G7 giapponese ha annunciato trionfante che l’Italia potrebbe far parte della cosiddetta jet coalition a favore dell’Ucraina. Ma dato che il nostro disgraziato Paese non dispone di caccia F-16, quelli richiesti da Zelensky, che ha abbracciato e incontrato prima di lasciare Hiroshima, “Io so’ Giorgia” ha ammiccato che d’intesa con gli alleati europei, “anche se una decisione ancora non è stata presa, il nostro Paese potrebbe partecipare all’addestramento di piloti ucraini” nella basi italiane.

giorgia meloni joe biden g20 1

 

Altro giro, altro ribaltamento. Quello che proclama oggi sulla guerra russo-ucraina fino alla sua ascesa a Palazzo Chigi, manco 8 mesi fa, non era immaginabile. In data 29 marzo 2022 l’allora reginetta dei camerati di Colle Oppio si spara un video su Facebook di tale tenore, rilanciato dall’Ansa: "E' di fronte alle grandi sfide della storia che si valutano i leader, quelli che possono fare la differenza fra il successo e la catastrofe. Un fatto che sta emergendo con la guerra in Ucraina è la realtà desolante delle leadership di sinistra in Occidente". 

giorgia meloni volodymyr zelensky g7 hiroshima 1

 

Non è finita: "Biden, che è stato osannato dai media in chiave anti Trump, si sta dimostrando inadeguato, come inadeguato si sta dimostrando Macron, altro idolo della sinistra, incapace di ogni visione più ampia del piccolo tornaconto francese e dei suoi interessi politici. Inutili e inesistenti come sempre i vertici Ue, sempre presenti se ci sono da imporre regole assurde ai cittadini, ma evanescenti se ci sono da affrontare le grandi sfide del nostro tempo". 

 

giorgia meloni volodymyr zelensky g7 hiroshima

"Il frastuono della guerra - conclude - ha fatto crollare la narrazione progressista ed è anche per colpa di questa debolezza politica della sinistra se siamo in questa situazione, perché la sinistra è incapace di leggere la realtà, presa com'è dai suoi deliri ideologici. Per questo sono ancora più convinta che in Occidente, negli Usa, in Europa, in Italia serva una svolta conservatrice, perché serve tornare ad affrontare la realtà".

 

giorgia meloni donald trump

Biden, quel vecchietto che oggi prende romanticamente per mano sbattendo gli occhioni, sprizzando filo-americanismo da tutti i pori, è stato per anni il bersaglio preferito da sbertucciare. L’Ansa batte il 15 agosto 2021 il seguente lancio: "Disastrosa gestione del dossier Afghanistan da parte dell'amministrazione democratica Biden. I talebani riprendono con estrema facilità Kabul e l'intera nazione afgana, entrando anche in possesso di armi e mezzi occidentali. 

 

Gli alleati locali dell'Occidente abbandonati al loro destino. Una figuraccia per tutto l'Occidente che fomenterà gli integralisti e che avrà gravi ripercussioni anche per la nostra sicurezza. Peggio di così non era proprio possibile fare. Diamo il bentornato alla cinica dottrina Obama-Clinton-Biden: 'Se non puoi vincere, crea caos'".  

BANNON MELONI 4

 

Era il settembre del 2018 quando Steve Bannon, ex stratega di Trump, fu ospite di Atreju, l’evento annuale di Fratelli d’Italia e celebrava l’adesione di Meloni al cartello sovranista “Movement” di Bannon. 

 

Chissà se alla Casa Bianca si ricordano della Ducetta del 2020 che agitava la bandierina di Trump, unico politico italiano invitato al National Prayer Breakfast, presente il presidente Usa.

 

giorgia meloni a washington national prayer breakfast

Riporta l’Agi: “A Washington, Giorgia Meloni ascolta il presidente degli Stati Uniti …Ma la leader politica italiana si concentra sulla parte del discorso in cui il capo della Casa Bianca si schiera a favore della "protezione della libertà religiosa". "Nel nostro Paese non si tirano giù croci o altri simboli religiosi e non si perseguitano le persone per motivi religiosi. Tuteleremo il diritto costituzionale di pregare nelle scuole pubbliche", garantisce Trump. 

 

giorgia meloni a washington national prayer breakfast

Continua la nota dell’Agi: “E subito Meloni si accoda. "Dio, patria, famiglia nel discorso del presidente Trump al 'National prayer breakfast': parole che in Italia sembrano quasi eversive, negli Stati Uniti sono al governo e danno risposte importanti", sostiene. Al centro del discorso del presidente Usa, abbiamo identificato i temi della "difesa dell'identità, dei confini, delle imprese, dei prodotti, delle famiglie americane - aggiunge -. L'orgoglio dell'identità, nelle altre nazioni del mondo, sta dando ottimi frutti e ottimi risultati. È la ricetta che vogliamo portare in Italia, dove anche noi vogliamo difendere i nostri prodotti, le nostre aziende, i nostri confini e le nostre famiglie. Lo faremo, quando finalmente l'Italia avrà un governo di patrioti capace di difendere i suoi interessi nazionali e avere, al contempo, ottimi relazioni internazionali".

SOLLEVANTE - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Conclude la nota dell’Agi: “Seduta nella sala della riunione conservatrice, che ha invitati bipartisan, provenienti da 140 Paesi, Meloni segue il discorso di Trump, quindi, come un "insegnamento" da portare a casa, un esempio da applicare in Italia. "Trump può piacere o meno, ma i risultati che ha ottenuto a livello economico sono straordinari: gli porteranno la rielezione. E sono un buon insegnamento per noi: perché alla fine la ricetta di Trump è stata shock fiscale e investimenti pubblici, taglio delle tasse, soldi sugli investimenti, difesa del prodotto, difesa dell'azienda. Ed è una decisamente una ricetta che ha funzionato molto simile a quella che Fratelli d'Italia propone in Italia", dice”.

GIORGIA MELONI CONFERENZA STAMPA G7 DI HIROSHIMA

 

E’ la geopolitica, bellezza! Una volta preso possesso di Palazzo Chigi, con la stessa velocità di un cambio di mutande, Giorgia si è convertita di botto a un filo-americanismo così esibizionista, così extra-large, così inginocchiato ai piedi di Biden, che la sta mettendo contro l’Europa di Macron e Scholz. Purtroppo il suo consigliere diplomatico, Francesco Maria Talò, è latitante e non le spiega la differenza in geopolitica tra ‘’essere filo-Usa’’ ed essere ‘’alleati di Washington’’. 

 

Essere filo-Usa, come Meloni, vuol dire semplicemente mettersi un guinzaglio al collo e scodinzolare “io sono il tuo cagnolino”. Essere alleati, come Macron e Scholz, vuol dire: se hai bisogno di me, ci sono. Quando lo scorso aprile il toyboy dell’Eliseo è volato con Ursula a Pechino ha parlato apertamente di “equidistanza” tra Usa e Cina, ricicciando il vecchio pallino del concetto di “autonomia strategica” dell’Ue. Del resto, Macron non è nuovo a teorizzare un’Unione Europea non più vassallo degli Stati Uniti: già nel 2019 dichiarò la “morte cerebrale” della Nato.  

TRUDEAU VON DER LEYEN MELONI SUNAK AL G7 DI HIROSHIMA

 

Il filo-americanismo senza se e senza ma della Meloni si troverà ben presto alla prova dei fatti: che deciderà di fare il governo italiano sull’accordo, siglato nel 2019 dal governo Conte con la Cina, sulla Belt and road initiative, meglio conosciuta come "Via della Seta"? Gli americani vorrebbero che l’Italia si sfilasse ben prima di dicembre, termine ultimo entro il quale è necessario dare una risposta a Pechino. 

 

GIORGIA MELONI EMMANUEL MACRON AL G7 DI HIROSHIMA

Per la Ducetta non sarà facile decidere, perché uscire dalla "Via della Seta" potrebbe sì accontentare la Casa Bianca, ma l’incazzatura di Pechino avrebbe forti ripercussioni economiche e commerciali sull’Italia. A Hiroshima, in conferenza stampa, la premier ha buttato la palla in tribuna: “La scelta va fatta con tutti gli attori in campo: il Parlamento e alcuni organismi del Parlamento. L’Italia è l’unica nazione del G7 ad aver sottoscritto il memorandum ma non è l’unico Paese europeo ad avere rapporti stretti con la Cina”. Insomma, come nel caso della ratifica del Mes, che vede la Lega contraria, Giorgia si trasforma in Pilato e porta la rogna in Parlamento. 

URSULA VON DER LEYEN - JUSTIN TRUDEAU - JOE BIDEN - FUMIO KISHIDA - G7 HIROSHIMA

 

meloni bannon

 

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…