IL “BOSS” SCAJOLA - PER I PM ANTIMAFIA, SCIABOLETTA DEVE RESTARE IN GALERA: NON HA SOLO AIUTATO MATACENA NELLA LATITANZA, MA SAREBBE UN REFERENTE POLITICO PER LA ‘NDRANGHETA

Giuseppe Baldessarro per “La Repubblica

 

MATACENA CHIARA RIZZO SCAJOLAMATACENA CHIARA RIZZO SCAJOLA

Claudio Scajola deve essere arrestato anche perché favorì la mafia. Tornano alla carica i magistrati della Dda che nei giorni scorsi hanno depositato nuovi documenti con i quali sosterranno la loro tesi davanti ai giudici del Riesame. Una tesi che nel maggio scorso — quando l’ex ministro venne arrestato per l’inchiesta che ha coinvolto l’ex deputato Amedeo Matacena, la madre Raffaella De Carolis e la moglie Chiara Rizzo — non fu accolta dal gip Olga Tarsia.

 

Ora però a sostenere l’ipotesi del pm della Dda Giuseppe Lombardo e dell’aggiunto della Dna Francesco Curcio, vi sarebbero ulteriori elementi che saranno sottoposti alle valutazioni dei giudici nel corso dell’udienza fissata per il 17 luglio.

CHIARA RIZZO MATACENA E CLAUDIO SCAJOLACHIARA RIZZO MATACENA E CLAUDIO SCAJOLA

 

L’aggravante mafiosa sostenuta dalla procura di Reggio riguarda non solo Scajola, ma tutti e nove gli indagati nel procedimento che ha svelato il tentativo di spostare Matacena da Dubai, dove si trova per sfuggire ad una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, a Beirut, dove grazie a Scajola si sperava di fargli ottenere l’asilo politico. Indagati che al momento si trovano tutti in libertà oppure ai domiciliari, come lo stesso Scajola e Chiara Rizzo che proprio ieri è stata scarcerata.

 

Secondo la procura esiste un filo conduttore unico tra diversi soggetti e la ‘ndrangheta, ed è da quest’ipotesi che nasce l’aggravante mafiosa sottoposta al Riesame. L’inchiesta dimostrerebbe che esiste una sorta di centrale unica capace di muoversi all’unisono nell’interesse comune. Scajola sarebbe uno dei componenti nella qualità di soggetto politico, assieme a Matacena, elemento di collegamento tra gli interessi dei clan, il mondo dell’imprenditoria e la politica.

 

chiara rizzo matacena e d dd af bc aded f deba a chiara rizzo matacena e d dd af bc aded f deba a

In questo senso si sarebbe sviluppato il progetto di “mascherare” le società e le imprese che fanno riferimento a Matacena e, sempre in questa ottica, sarebbe maturata l’idea di salvare l’ex parlamentare di Forza Italia facendolo “riparare” in Libano.

 

Una tesi che avrebbe una serie di punti fermi per la Dda, ora sostenuti anche da nuove carte. I fatti accertati sono per i magistrati la condanna di Matacena e i rapporti riscontrati con diversi esponenti della ‘ndrangheta, raccontati anche da alcuni pentiti. Da qui partono per dire che Matacena, e la moglie Chiara Rizzo, sono alla guida di un imponente sistema economico-societario internazionale che vede “interessato” anche Scajola il quale, in ragione di questo assunto, si sarebbe prodigato per aiutare Matacena.

 

A questo proposito i pm hanno depositata una dozzina di informative che sostanzialmente dovranno dimostrare due cose. La prima è il profondo interesse dei clan calabresi a Imperia. Interessi che si sono concretizzati con le infiltrazioni del mondo politico ligure (anche se Scajola non è mai citato). Il secondo elemento è l’interessamento dell’ex ministro alle Attività produttive a diverse “imprese” nel campo delle energie rinnovabili. Circostanza quest’ultima che sarebbe dimostrata grazie ai documenti sequestrati durante le perquisizioni del 9 maggio scorso e che lo accomunerebbe in maniera diretta a Matacena e indirettamente alle cosche.

NDRANGHETANDRANGHETA

 

Intanto l’ex parlamentare si trova sempre a Dubai dove ieri ha commentato «commosso», la concessione dei domiciliari alla moglie. Matacena ha detto che «è terminato un atto barbarico: si è preferito inveire contro una madre di famiglia incensurata anziché agevolare il mio rientro». Evento che non sembra comunque alle porte: «Prima di rientrare in Italia attendo di leggere le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione del 20 luglio scorso con la quale è stata ridotta la mia condanna».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…