renato brunetta cnel

AL CNEL DI BRUNETTA È SALTATO IL TAPPO: TRA MOBILI, ARREDI, COMUNICAZIONE E BUONI PASTO, I COSTI AUMENTANO DI ALTRI 2 MILIONI DI EURO – 800MILA EURO AGGIUNTIVI ARRIVANO DAI COSTI PER IL PEROSONALE, 100MILA EURO SE NE VANNO SOLO IN “PUBBLICITÀ, COMUNICAZIONE E RELAZIONE ISTITUZIONALI”, ALTRI 130MILA PER LA “MANUTENZIONE” DEGLI IMMOBILI. MA IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE: IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO, CHE RENZI VOLEVA ABOLIRE, HA OTTENUTO LA CESSIONE DI UN’IMMOBILE DEL ‘500 DENTRO VILLA BORGHESE, SU CUI IL CNEL DOVRÀ INVESTIRE ALMENO 1,3 MILIONI...

MOBILI E BUONI PASTO IL “TAGLIO” DI BRUNETTA COSTA ALTRI 2 MILIONI

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

RENATO BRUNETTA - CNEL

Mobili, arredi, comunicazione, buoni pasto e tecnologica. Al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto dall’ex ministro Renato Brunetta, è già tempo di aggiornare la lista delle spese, messe in conto per l’intero 2026.

 

La variazione di bilancio ammonta a 2 milioni di euro, portando lo stanziamento a 12,1 milioni di euro rispetto ai 10,1 milioni iniziali.

 

Il 23 ottobre scorso il Cnel aveva approvato il bilancio previsionale con i relativi esborsi previsti per i singoli capitoli di spesa.

 

Tre mesi dopo, nell’assemblea del 28 gennaio, sono state approvate varie modifiche. Nella determina c’è un ritocco alla spesa di 100mila euro in «pubblicità, comunicazione e relazioni istituzionali», capitolo che è sempre stato a cuore all’ex ministro. Altri 130mila euro sono aggiunti per la «manutenzione ordinaria di immobili» e per quella straordinaria.

 

cnel 1

Ma non solo: il Cnel ha aggiornato la spesa, di altri 20mila euro per i buoni pasto (per un esborso di 140mila euro per questa voce), e 5mila per la voce «mobili e arredi per ufficio, anche per alloggi e pertinenze»; stessa cifra per «impianti e attrezzature».

 

E ancora: in totale 40mila euro vanno via per i servizi di stampa e rilegatura e quelli per la biblioteca. Cresce nel complesso di 160mila euro la previsione di spesa per hardware (40mila euro) e Ict (120mila euro).

 

L’incremento più corposo riguarda, però, il personale con 800mila euro aggiuntivi tra competenze e Irap. Il Cnel, contattato da Domani, respinge «qualsiasi affermazione» su «un aumento di spese gestionali e amministrative rispetto all’anno precedente», rivendicando una spending review.

 

renato brunetta

In confronto al 2025, da Villa Lubin sostengono che per «quanto riguarda il capitolo pubblicità, comunicazione e relazioni istituzionali lo stanziamento a valere sul bilancio 2026, comprensivo della citata variazione, è pari a 227mila euro, a fronte dei 240mila euro previsti nel 2025.

 

Completano il quadro i risparmi sui costi per mobili e arredi da ufficio (-20mila euro) e per impianti e attrezzature (-12mila euro)». In ogni caso il documento conferma il ritocco al rialzo di 2 milioni rispetto al bilancio di previsione varato solo tre mesi prima.

 

I vertici del Consiglio non beneficeranno di alcun incremento, dopo che Domani aveva rivelato la delibera per adeguare la remunerazione in seguito alla sentenza sul tetto ai manager della Pa. Fa sapere il Cnel: «La decisione di non dare corso a quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale è stata assunta dall’ufficio di presidenza nella seduta dello scorso 13 novembre. Nulla è mutato relativamente all’importo delle indennità».

 

BRUNETTA BAR&MOQUETTE: INFORNATA DI SPESE AL CNEL

Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarelli per “il Fatto quotidiano”

 

[…]

cnel dopo il referendum 6

Ma c’è da allacciare le cinture, perché il grosso dovrà ancora venire. A inizio 2025 il Cnel ha infatti ottenuto dal Comune di Roma la cessione a titolo gratuito per ben 30 anni (rinnovabili per altri 20) della Casina Cenci Giustiniani, un immobile del ’500 dentro a Villa Borghese e a due passi dalla sede nazionale del Cnel.

 

In disuso da tempo, il patto tra Brunetta e il Comune prevede che il Consiglio nazionale del Lavoro recuperi l’edificio, ne progetti la ristrutturazione e lo renda “un centro di eccellenza per i giovani e per il monitoraggio dei servizi pubblici in ambito locale”. Il Fatto ne aveva dato conto a suo tempo, ma la novità è che da un paio di mesi sono partiti i lavori, con tanto di taglio del nastro del cantiere alla presenza di Brunetta e del sindaco Roberto Gualtieri.

 

CASINA CENCI GIUSTINIANI

I documenti interni al Cnel danno un’idea dell’investimento necessario, come ovvio non a carico interamente dell’ente. Nel programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027, si legge, appunto “lavori per la riqualificazione e l’adeguamento funzionale della Casina Cenci Giustiniani, con risorse finanziarie in parte recuperate da “risorse bilancio Cnel” e “in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e il Segretariato Regionale del ministero della Cultura per il Lazio”.

 

Si stima che siano necessari circa 1,3 milioni. Niente male per un ente sfiorato dal meteorite dell’estinzione e ora tornato a pieno regime. Nello stesso documento programmatico, si scopre anche che il Cnel prevede in questi anni un ulteriore investimento da 140 mila euro (stavolta tutti a carico dell’ente brunettiano) per indispensabili “lavori manutenzione terrazzo Villa Lubin, Tinteggiatura locali ristorazione e primo piano Villa Lubin”.

RIUNIONE CNEL CNEL Logo CASINA CENCI GIUSTINIANI cnel dopo il referendum 4

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…