giorgia meloni donald trump davos

COME PRENDERÀ TRUMP IL NO DI GIORGIA MELONI ALL’INGRESSO NEL "BOARD OF PEACE"? - MARCELLO SORGI: “NON È DATO SAPERE QUALE SAREBBE LA REAZIONE DI UN UOMO IMPREVEDIBILE COME IL TYCOON DELLA CASA BIANCA" – “SAREBBE L'UNICO MODO, PER LA PREMIER, DI POTERSI PRESENTARE A BRUXELLES E PARTECIPARE CON PIENA DIGNITÀ A UN VERTICE CHE DOVRÀ DECIDERE, NON SE REAGIRE ALLE ULTIME MOSSE DI TRUMP SULLA NATO E SULLA GROENLANDIA, MA CON QUANTA DUREZZA FARLO, PER MANTENERE IL PIÙ ALTO TASSO DI UNITÀ POSSIBILE” – “COM'ERANO BELLI I TEMPI IN CUI LA LEADER DI FRATELLI D'ITALIA ERA A CAPO DI UN PICCOLO PARTITO SOVRANISTA D'OPPOSIZIONE, CHE CONTESTAVA DAVOS COME ASSEMBLEA DEI MILIARDARI GLOBALIZZATORI DI MEZZO MONDO!” - LA DUCETTA SI "NASCONDE" DIETRO LA COSTITUZIONE MA FINGE DI ESSERE POSSIBILISTA PER NON FARSI BULLIZZARE DA TRUMP: "C'È UN PROBLEMA COMPATIBILITÀ CON LA NOSTRA COSTITUZIONE, MA LA MIA POSIZIONE RIMANE DI APERTURA. IN GENERALE NON CONSIDEREREI UNA SCELTA INTELLIGENTE AUTOESCLUDERSI IN UN ORGANISMO COMUNQUE INTERESSANTE..."

 

 

 

giorgia meloni donald trump

FLASH! - I NODI PRIMO O POI ARRIVANO AL PETTINE: NIENTE DAVOS PER GIORGIA MELONI DOPO IL NO AL BOARD OF PEACE DI TRUMP (L’ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE NON GLIELO PERMETTE), STASERA SI DEVE ACCONTENTARE DELLA POLTRONA DI BRUNO VESPA A PORTA A PORTA PER SPIEGARE AGLI ITALIANI CHE RAZZA DI IDIOTA SI RITROVA COME "SPECIAL RELATIONSHIP”

https://www.dagospia.com/politica/flash-i-nodi-poi-arrivano-pettine-niente-davos-per-giorgia-meloni-dopo-461332

 

 

MELONI, PROBLEMA COSTITUZIONALE, SERVE PIÙ TEMPO PER IL BOARD PER GAZA

donald trump al world economic forum di davos 2026 foto lapresse 20

(ANSA) -  Sul Board per Gaza "la posizione dell'Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l'Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia e dell'Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante.

 

C'è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c'è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1. 

 

MELONI, PUTIN? NEL MULTILATERALISMO AL TAVOLO ANCHE PERSONE DISTANTI 

giorgia meloni alla camera

(ANSA) -La presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza "è una questione politica" ma "devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.

 

"La Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20 - ha aggiunto Meloni -. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo".

 

MELONI, LO STATUTO DEL BOARD PER GAZA INCOMPATIBILE CON L'ARTICOLO 11

volodymyr zelensky e giorgia meloni a berlino

(ANSA) - "La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all'articolo 11" della Costituzione, "quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto" del Board of Peace per Gaza. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1. 

 

MASSIMA CONSONANZA TRA MELONI E MATTARELLA SU BOARD OF PEACE ++

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni ci sono stati contatti e si è rilevata "massima consonanza" di vedute sul tema del Board of Peace. Lo si è appreso in ambienti parlamentari.

   

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

La decisione del governo sulla partecipazione dell'Italia è attesa nelle prossime ore ma già esponenti della maggioranza hanno manifestato le loro perplessità all'entrata dell'Italia nel Board ideato dal presidente americano Donald Trump.

 

 

MELONI, BENE CHE TRUMP ESCLUDA L'OPZIONE MILITARE, ORA TROVIAMO SOLUZIONI

(ANSA) -  "Io non sono rimasta stupita, dico la verità, da quello che ha detto Donald Trump: lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia.

 

LA FOTO PUBBLICATA DA TRUMP SULLA GROENLANDIA

Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere. A me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito che l'abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1, rispondendo a una domanda su Donald Trump che ha escluso l'opzione militare in Groenlandia.

 

MELONI, LA GROENLANDIA VA TRATTATA NELL'AMBITO DELLA NATO

(ANSA) -  "Secondo me è una materia che, come ho detto molte volte, va trattata nell'ambito delle dell'Alleanza atlantica. Questa è una competenza della Nato. La Groenlandia è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.    

BASI MILITARI E ROTTE DI NAVIGAZIONE SULL ARTICO

 

"Le due nazioni che stanno discutendo sono due alleati dell'Alleanza atlantica e la questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico - ha aggiunto -. Questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi. Tutto l'Artico, la Groenlandia, anche per quello che accade con i cambiamenti climatici, diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente c'è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi che fanno gola molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo: è un tema reale. È il tema che pongono gli americani".

 

LA PREMIER AL BIVIO TRA USA E L’UNIONE

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi  per “La Stampa”

 

Che sarebbe diventato sempre più difficile il ruolo di mediatrice tra Usa e Europa che

Meloni si era scelta, in forza del rapporto personale costruito con Trump, era apparso chiaro da tempo.

 

DONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSE

Ma di trovarsi a scegliere tra Groenlandia e "bazooka Ue", tra Onu e "Board of peace", dopo aver appena annunciato, con un certo orgoglio, di essere stata invitata a farne parte, la premier non se l'aspettava.

 

Neppure di dover affrontare la stretta tra la firma per il Board, che Trump vorrebbe farle mettere entro domani alle 10.30 a Davos, e il vertice europeo che la sera stessa dovrebbe affrontare a Bruxelles.

 

Accettare l'invito del Presidente Usa – che tra l'altro prevede un ticket di ingresso nel nuovo organismo da un miliardo di dollari – significherebbe infatti mettersi contro l'Europa, decisa a non cedere al diktat trumpiano sulla Groenlandia.

 

A cominciare da Macron, che ha già risposto «no grazie» e per tutta risposta ha avuto la minaccia di un innalzamento al 200 per cento dei dazi americani sui vini francesi.

 

Meloni, che pure ha definito «un errore» l'annunciata volontà Usa di volersi impadronire della Groenlandia  […] ora è spinta a decidere da che parte stare.

 

giorgia meloni donald trump

Vero è che le adesioni al Board finora sono state poche  […] Ma non è dato sapere quale sarebbe la reazione di un uomo imprevedibile come il Tycoon della Casa Bianca di fronte a un "no" dell'amica Giorgia.

 

D'altra parte, questo sarebbe l'unico modo, per la premier, di potersi presentare a Bruxelles e partecipare con piena dignità a un vertice che dovrà decidere, non se reagire alle ultime mosse di Trump sulla Nato e sulla Groenlandia, ma con quanta durezza farlo, per mantenere il più alto tasso di unità possibile. Forse è anche per questo che la tappa a Davos di Meloni, incerta, potrebbe essere annullata: com'erano belli i tempi in cui la leader di Fratelli d'Italia era a capo di un piccolo partito sovranista d'opposizione, che contestava Davos come assemblea dei miliardari globalizzatori di mezzo mondo!

DONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSEDONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSEDONALD TRUMP A DAVOS - FOTO LAPRESSE

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