angela merkel giuseppe conte

COME HANNO PRESO I TEDESCHI LA LETTERINA DI CALENDA? NON BENISSIMO. LA STESSA ''FAZ'' HA CANNONEGGIATO CONTRO GLI EUROBOND, UN ''FALSO STRUMENTO'', ''HANDELSBLATT'' CHIEDE AI GOVERNI DI ESSERE CHIARI CON I LORO CITTADINI SU QUELLO CHE CI ASPETTA, MENTRE LA ''SUDDEUTSCHE'' DIFENDE GLI ITALIANI E DEFINISCE QUELLO TEDESCO ''UN UMILIANTE VETO: IL PAESE PIÙ GRANDE E PIÙ RICCO D'EUROPA NON CONCEDE AI SUOI VICINI CIÒ DI CUI ESSO STESSO BENEFICIA'', OVVERO I TASSI BASSI

Pierluigi Mennitti per www.startmag.it

 

lettera di calenda sala toti bonaccini

Qualunque giudizio si possa aver sul messaggio ai tedeschi pubblicato sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung per spingere il governo di Berlino a rivedere la propria posizione su meccanismi di condivisione comunitaria dei debiti, una risultato è stato raggiunto: Carlo Calenda e il gruppo di sindaci e presidenti di regione firmatari sono riusciti a ritagliare al tema uno spazio importante nel dibattito mediatico-politico tedesco dominato dalle notizie sulla pandemia. In più si è aggiunta nella serata di ieri l’intervista di Giuseppe Conte trasmessa sulla tv pubblica Ard, nella quale il presidente del consiglio italiano ha cercato di convincere i tedeschi che l’introduzione degli eurobond non porterebbe il contribuente tedesco a pagare i debiti di Roma.

 

Dopo la prima risposta all’appello sulla Faz arrivata ieri dal sito online della Bild, oggi tocca ai grandi quotidiani nazionali. E le posizioni non potrebbero essere più diverse. La stessa Frankfurter boccia gli eurobond proposti dai politici italiani, mentre la Süddeutsche Zeitung si mette alla testa del minoritario fronte tedesco favorevole a forme di condivisione comunitaria del debito che potrebbero prevedere – magari in seconda battuta – anche gli eurobond. L’Handelsblatt assume una posizione neutra, ma chiede ai governi europei il coraggio di dire ai propri cittadini che una moneta unica comporta anche comunione di politiche economiche, bilanci e obbligazioni nel lungo periodo, “almeno per una piccola parte del debito pubblico complessivo”. La Welt, infine, mette l’accento sui sentimenti anti-tedeschi che si stanno diffondendo in Italia.

 

Il piccolo passo laterale dell’Spd (ma non sugli eurobond)

beppe sala carlo calenda

Proprio il quotidiano bavarese osserva come il dibattito – meglio lo scontro – sull’ipotesi degli eurobond o dei coronabond investa ora con forza il governo tedesco, che assieme a Olanda, Finlandia e Austria forma il fronte dei contrari. E nota qualche crepa nel muro di Berlino: “L’Spd ha chiarito ieri di essere quantomeno disposta a discutere di tali crediti”. Non è una svolta specifica sugli eurobond, ma un’apertura di credito a ragionare “su una raccolta di capitali comuni all’interno dell’eurozona”, come ha scritto il capogruppo dei socialdemocratici al Bundestag in una lettera ai suoi deputati.

 

“Il vertice dell’Spd aveva precedentemente concordato su una linea unitaria per aiuti solidali nella gestione della crisi del coronavirus”, riporta la Süddeutsche, “il ministro delle Finanze Olaf Scholz e uno dei due leader del partito Norbert Walter-Borjans hanno proposto di trasformare la Banca per gli investimenti europei (Bei) secondo il modello della KfW, il Kreditanstalt für Wiederaufbau, l’istituto di credito pubblico tedesco equivalente dell’italiana Cassa depositi e prestiti, per supportare le piccole e medie imprese europee”. Il piano dei socialdemocratici tedeschi introduce in realtà poche novità rispetto alla linea sin qui tenuta dal governo (del quale la stessa Spd fa parte), giacché per Scholz e Walter-Borjans, nel quadro degli strumenti accessibili, restano in primo piano sia il fondo salva-stati Mes con i suoi crediti con le condizionalità esistenti che il fiancheggiamento delle operazioni della Banca centrale europea.

MERKEL E SCHOLZ ANNUNCIANO IL PACCHETTO CLIMA

 

Se Scholz troverà la convergenza anche dell’Unione (Cdu e Csu) potrebbe essere questa la proposta che porterà nella prossima riunione dell’Eurogruppo, in vista del successivo vertice dei capi di stato e di governo alla fine della prossima settimana. La Süddeutsche riepiloga poi la storia del confronto in sede europea fra i due fronti favorevoli e contrari agli eurobond, ricorda che da ultimo anche alcuni economisti e autorevoli centri di ricerca come l’Iw di Colonia si sono dichiarati consenzienti e sottolinea anche il tentativo di Ursula von der Leyen di arricchire con un pacchetto congiunturale il bilancio comunitario 2021-2027, che però proprio Germania e Olanda avevano di recente rigettato nella sua forma più modesta.

 

Süddeutsche: il veto tedesco è umiliante

la quarantena italiana vista dalla suddeutsche zeitung

Ma è in uno degli editoriali che il quotidiano di Monaco attacca frontalmente il governo tedesco (e tutti e tre i partiti che lo compongono). “Nel pieno della crisi pandemica, il grande paese nel cuore dell’Europa, dotato dell’economia più robusta della comunità, non concede ai suoi vicini quello di cui esso stesso beneficia”, scrive la Süddeutsche in un commento dal titolo “L’umiliante veto”. La Germania ha messo mano a un gigantesco piano di aiuti per la propria economia dichiarando la crisi attuale la sfida più grossa dai tempi della seconda guerra mondiale.

 

“L’intervento nazionale deve valere anche per il contesto europeo. E invece il veto tedesco contro gli eurobond conduce alla creazione di una Europa a due classi: una che si può permettere un tale impegno, l’altra no”. Il momento attuale non richiede di distribuire subito un credito comune, conclude la Sz, ma di soppesare che tipo di solidarietà sia possibile e necessaria su un piano paritario. Una posizione che è stata nei giorni scorsi condivisa anche da un piccolo ma politicamente influente quotidiano berlinese, il Tagesspiegel, molto seguito nel circolo politico della capitale.

 

Frankfurter: eurobond falso strumento

Sigmar Gabriel

Diversa è invece la posizione della Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ieri aveva pubblicato la pagina pubblicitaria contenente il messaggio di Calenda e degli amministratori locali. “L’appello mette in evidenza come il dibattito su come affrontare la crisi economica derivata dal coronavirus sia sfuggita di mano”, è scritto in un editoriale dal titolo “Falso strumento”. Per il quotidiano di Francoforte, gli eurobond non costituiscono lo strumento più efficace. Gli italiani chiedono mezzi sufficienti per un piano di salvataggio dell’economia, della società e del sistema sanitario e assicurano di non volere una condivisione dei debiti. ma gli eurobond sono proprio quello, la condivisione dei debiti.

 

SIGMAR GABRIEL2

“Avrebbe più senso costruire velocemente un fondo di aiuti specifico”, sostiene la Faz, che si riferisce alle proposte di due personalità differenti come l’ex presidente dell’Ifo Hans-Werner Sinn e l’ex ministro degli Esteri Spd Sigmar Gabriel che hanno proposto trasferimenti diretti di fondi dalla Germania all’Italia: “Sarebbero un’espressione di solidarietà molto più forte rispetto alla comunione dei debiti”. La richiesta degli eurobond ha un’altra ragione, conclude la Frankfurter: “Il timore per tassi di interesse crescenti sui titoli di stato italiani. Sì’, questo pericolo riguarda anche il resto dell’eurozona. ma non ha nulla a che fare con la solidarietà”. Una chiusa che lascia tuttavia tanti punti interrogativi aperti.

 

In un altro articolo, la Faz illustra ai suoi lettori il contenuto dell’appello di Calenda e soci pubblicato ieri, ma curiosamente sposta il tiro tutto sull’Olanda, raccontando anche un po’ del dibattito interno olandese, la mezza autocritica del ministro delle Finanze Wopke Hoekstra e la disponibilità di uno dei partiti di governo a discutere una sorta di Piano Marshall per i paesi dell’Europa del sud.

 

Handelsblatt: può essere una catastrofe, i governi siano chiari con i cittadini

Ancora diversa, se si vuole più oggettiva, è la posizione espressa da Handelsblatt. In un articolo apparso nell’edizione di ieri – quindi precedente al dibattito innescato dall’appello italiano – il quotidiano economico ricorda come le strette condizioni che governano i meccanismi economici europei siano destinati ad essere allentati al tempo della crisi del coronavirus. E chiede ai governi europei uno slancio di coraggio e chiarezza nei confronti dei loro cittadini.

L'ARTICOLO DI JORG KRAMER SU HANDELSBLATT

 

 “Coloro che condividono una valuta necessitano anche di una politica economica comune, di un bilancio comune e di obbligazioni comuni nel lungo periodo, almeno per una piccola parte del debito pubblico complessivo. Ma i governi non si arrischiano a dirlo ai propri cittadini. Con i loro silenzi rischiano di approfondire la spaccatura tra nord e sud e il conflitto di interesse fra le economie competitive e quelle finanziariamente deboli degli stati europei”. L’Handelsblatt conclude con un monito: “Alla fine l’eurozona potrebbe lacerarsi e sarebbe una catastrofe anche per tutti quegli stati che in questa crisi si sentono ancora grandi e forti”.

 

Welt: in Italia crescono i risentimenti contro la Germania

La Welt descrive in un lungo articolo l’umore degli italiani in questi giorni, riferendo il crescendo di sentimenti anti-tedeschi dovuti alla posizione assunta dal governo di Berlino sulla questione degli eurobond. Parla di uno “stato di emergenza emotivo”, racconta in maniera asettica il video del comico Tullio Solenghi e il tono di buona parte dell’informazione dei media, sottolinea gli attacchi degli esponenti dei partiti di opposizione di destra ma anche le preoccupazioni sulla reazione e quindi sulla tenuta dell’Europa espresse da Romano Prodi, che il quotidiano conservatore ha raggiunto telefonicamente: “La sensazione di essere stati piantati in asso non è confinata solo nei partiti di destra”, conclude la Welt.

 

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