CONDANNATO UN DACCÒ SE NE FA UN ALTRO: I PM INDAGANO SU UN ALTRO PRESUNTO FACCENDIERE DI FORMINCHIONI, GUARISCHI

1 - UNA NUOVA INDAGINE CONTRO FORMIGONI I PM: «CORRUZIONE» - I RAPPORTI CON GUARISCHI E LA SANITÀ

Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

Delle due l'una: o Roberto Formigoni è molto corrotto oppure è molto sfortunato (e molto tradito) nel circondarsi di amici che poi, a detta degli imprenditori di cui sono «consulenti», puntualmente usano il suo nome e la sua amicizia e il suo ruolo pubblico per lucrare denaro negli appalti della sanità decisi dalla Regione Lombardia che presiedeva.

Due mesi fa i pm Pedio-Ruta-Pastore ne hanno chiesto il rinvio a giudizio per le ipotesi di «associazione a delinquere» e «corruzione» per i rapporti 2006-2011 con il mediatore Pierangelo Daccò e il triangolo multimilionario con l'istituto privato Maugeri che della consulenza di Daccò si avvaleva per «aprire porte in Regione».

Ma adesso il senatore pdl e neopresidente della Commissione Agricoltura è indagato per le ipotesi di «corruzione» e «turbativa d'asta» anche nel procedimento sui suoi rapporti con un altro suo grande amico e (dopo l'arresto di Daccò nel novembre 2011) compagno di viaggi di lusso: Massimo Gianluca Guarischi, già consigliere regionale con Formigoni, arrestato nel 2000 per gli appalti post alluvioni 1996-2000, condannato in Cassazione a 5 anni, poi tornato di casa in Regione come consulente della Hermex Italia srl, la società della famiglia Lo Presti in cerca di piazzare negli ospedali regionali un costoso acceleratore lineare per la diagnostica.

«Guarischi - dice il capofamiglia Giuseppe Lo Presti, che per la Procura gli avrebbe dato 900.000 euro - aveva sottolineato di essere amico del presidente Formigoni e aveva fatto intendere che parte dei soldi che gli versavo a titolo corruttivo erano destinati allo stesso. Mi viene chiesto di precisare meglio questo passaggio e non saprei come specificarlo. Posso solo dire che le somme di denaro mi venivano richieste da Guarischi sempre motivandole con l'esigenza di intervenire in Regione per farmi ottenere i finanziamenti».

Guarischi «mi faceva intendere che il rilascio di questi finanziamenti poteva essere agevolato grazie alle sue conoscenze in Regione e in particolare con il presidente Formigoni», rapporto «nell'ambiente ampiamente noto».

Le sfumature però non mancano. E non solo perché Guarischi, da tre mesi in carcere, ribatte «di avere con Formigoni solo condiviso un rapporto di amicizia da vent'anni, di non aver mai nemmeno parlato con lui della Hermex, e di non avergli versato mai alcuna somma». I due fanno insieme tanti viaggi e cene, e Lo Presti ricorda ai pm Gittardi e D'Alessio le «pressanti richieste di denaro da Guarischi nel giugno 2012 per un viaggio che doveva svolgere».

Ma racconta anche come «a Natale 2010 Guarischi mi chiese di comprare un regalo che lui voleva fare al presidente. Andai da Bulgari e comprai dei gemelli da 3.000 euro che consegnai a Guarischi a casa sua», ma «non so se poi Guarischi li ha dati a Formigoni: dico questo perché l'anno dopo ricevetti analoga richiesta da Guarischi e andai a comprare sempre da Bulgari in via Montenapoleone un braccialetto d'argento da 1.000 euro, che consegnai a Guarischi a casa sua» ma che un mese dopo «era al polso di Guarischi. A mia domanda, rispose che se lo era tenuto lui perché gli piaceva».

Anche il capitolo dei viaggi con Guarischi, dopo quelli pagati da Daccò, appare più variegato: qui Formigoni, a differenza del passato, può esibire un paio di ricevute. Il viaggio in Oman dal 28 febbraio al 6 marzo 2013 (Guarischi, figlia, Formigoni e un'amica) costa 22.400 euro, e a nome Formigoni c'è un bonifico all'agenzia viaggi per 5.740 euro.

Il fine anno 2011 in Sudafrica (Guarischi, Formigoni e due amiche) costa 55.500 euro, rispetto ai quali c'è un assegno di Formigoni da 7.340 euro e due della sua amica per 16.000, mentre Guarischi paga parte in assegni e 16.000 euro in contanti.

Per i voli in Croazia nell'estate 2012 (Guarischi, Formigoni e 5 persone), la dipendente dell'agenzia ha ricevuto «contanti per 2.110 euro a fronte dei quali ho emesso 4 ricevute», una a «saldo Formigoni Roberto per 490 euro», ma «non ricordo chi abbia materialmente consegnato i contanti: potrei averli presi o a casa di Guarischi o potrebbero averli consegnati in agenzia gli altri passeggeri». Ciò che la Dia sta verificando, insomma, è se la provvista dei bonifici/assegni di Formigoni fossero i contanti che Lo Presti afferma di aver dato a Guarischi su sua richiesta per oliare la Regione di Formigoni.


2 - SAN RAFFAELLE: DACCO' CONDANNATO IN APPELLO A 9 ANNI

Francesca Brunati per "ANSA"

Nove anni di carcere, uno in meno rispetto alla sentenza di primo grado. E' questa la condanna inflitta oggi dalla seconda Corte d'appello di Milano a Pierangelo Daccò, il faccendiere legato all'ex Governatore lombardo Roberto Formigoni da un'amicizia più che ventennale e imputato per associazione per delinquere e bancarotta per il dissesto del San Raffaele. La decisione è arrivata dopo due ore di camera di consiglio e un processo con rito abbreviato durato poco più di mezza giornata: dalle 10 di questa mattina fino alle 15.30 circa, orario in cui è stato chiuso il dibattimento e i giudici, presieduti da Flavio Lapertosa, si sono ritirati per la decisione.

Decisione in linea con la richiesta del sostituto procuratore generale Piero De Petris: cancellare l'aggravante della transnazionalità contestata in relazione all'associazione per delinquere, reato di cui risponde Daccò assieme alla bancarotta, e dunque 'ritoccare' i 10 anni di carcere stabiliti dal gup Maria Cristina Mannocci. E così è stato: un lieve sconto di pena e la conferma del versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5 milioni di euro alla Fondazione Monte Tabor e ai commissari giudiziari della stessa Fondazione in concordato preventivo.

La motivazioni saranno pronte entro 15 giorni. In aula oggi c'era anche Daccò, arrestato nel novembre del 2011 e ancora in carcere in quanto imputato anche per la vicenda con al centro la fondazione Maugeri. Visibilmente dimagrito, il lobbysta, come lui stesso ha detto di essere, ha reso dichiarazioni spontanee cercando di convincere la Corte della sua innocenza e che quello con Mario Cal, l'ex vice presidente dell'ospedale morto suicida nell'estate di due anni fa, "era un rapporto di amicizia e di business" e non nato per versare mazzette ai funzionari chiave del Pirellone e al Celeste.

Inoltre non ha "mai rappresentato il San Raffaele in Regione Lombardia", in primo luogo perché era colui che 'risolveva i problemi' per la Maugeri e poi perché "Don Verzé e Cal - ha proseguito - non avevano bisogno di essere rappresentati da Piero Daccò".

Quanto ai 35 milioni di euro che secondo l'accusa avrebbe distratto - con altri 8 milioni (in totale sono circa 43) - dalla casse dell'ente con "l'affaire" del jet privato, il faccendiere ha respinto le accuse spiegando di aver "solo ceduto un contratto dell'aereo", che comprendeva l'acquisto e la gestione, "perché mi era stato chiesto per favore".

I difensori, che già questa mattina avevano criticato duramente la sentenza di condanna di primo grado, dopo la lettura del dispositivo - che per altro ha lasciato impietrito Daccò - si sono limitati ad annunciare il ricorso in Cassazione. Giampiero Biancolella, uno dei due legali, ancor prima dell'inizio dell'udienza, fuori dall'aula, aveva protestato in quanto il suo assistito "é stato l'unico a pagare. E' stato condannato come se fosse Don Verzé il gestore o l'amministratore della fondazione San Raffaele".

 

GIANLUCA MASSIMO GUARISCHIRoberto Formigoni Roberto Formigoni ROBERTO FORMIGONI IN CONFERENZA STAMPAFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO roberto formigoni PIERANGELO DACCO'SAN RAFFAELE DON VERZE E CAL FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...