LA CONFINDUSTRA ROMPE IL MASSIMO TABÙ: VOLETENON DICO ELIMINARE MA ALLEGGERIRE IL DEBITO PUBBLICO? COMINCIATE A LICENZIARE GLI STATALI! – ALTRO CHE ART.18: PEGGIO DI UNA BESTEMMIA A SAN PIETRO SONO LE PAROLE DEL DG GIAMPAOLO GALLI - QUEL CHE RESTA DEI SINDACATI FA AMMUINA - BARATTA (CISL): “L’ORGANICO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE È IN DECREMENTO COSTANTE, ANCHE PER EFFETTO DEL BLOCCO DEL TURN OVER”…

Francesco Semprini per "la Stampa"

Sui licenziamenti degli statali Confindustria ci riprova, e scatena l'ira dei sindacati. A finire nel mirino questa volta è Giampaolo Galli, il direttore generale di Viale dell'Astronomia. Nel corso di un intervento a Omnibus, su «La 7», a Galli viene chiesto un parere sulla possibilità di «licenziare i dipendenti pubblici», e lui risponde: «A un certo punto dovremmo porci anche questa prospettiva qui».

Parole inaccettabili per i sindacati. A farsi sentire per prima è la Cgil con una nota: «Confindustria dovrebbe essere più attenta a ciò che dice. Riassetto e innovazione dell'amministrazione pubblica non si fanno con i tagli, ma assumendo giovani professionalizzati, semplificando e qualificando i servizi».

A rincarare la dose è Rossana Dettori, segretaria generale dell'Fp-Cgil, secondo cui la presa di posizione del direttore generale è «da irresponsabili». Ma non certo una novità: «Da tempo Confindustria propone il licenziamento dei dipendenti pubblici. Si chiama populismo e punta alla pancia della gente».

Le fa eco il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta convinto che «quando si ha poco da dire, con tutto il rispetto, si rischia di dire banalità». Il leader sindacale suggerisce piuttosto a Galli di «guardarsi gli andamenti degli organici degli ultimi 5 anni nella Pubblica Amministrazione, in decremento costante, per effetto anche del blocco del "turn over"» e di farne tesoro per il prossimo incontro con il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi».

Anche Paolo Pirani, segretario confederale Uil, fa riferimento all'appuntamento del 13 gennaio: «Spero che in quell'occasione si metta la parola fine a questa continua speculazione sulla dignità dei pubblici dipendenti, considerati la presunta origine di tutti i mali, e si apra il capitolo di una pubblica amministrazione come risorsa per la competitività del Paese».

Secondo Pirani «non è un buon viatico, per quel patto di coesione sociale da più parti invocato, l'estemporanea uscita» di Galli. Ugl, infine, si affida a una nota dei segretari nazionali di Ugl Intesa Funzione Pubblica, Paola Saraceni e Francesco Prudenzano, in cui si chiede di «abbattere i veri sprechi, intervenendo su esternalizzazioni e consulenze, e attuando una politica che valorizzi, e non penalizzi, i dipendenti pubblici».

 

ROSSANA DETTORI PAOLO PIRANI GIANNI BARATTA GIAMPAOLO GALLI GIAMPAOLO GALLI

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