giuseppe conte capelli tinta

CONTE, IL BADOGLIO DEL CAMBIAMENTO? - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DOVRA’ FIRMARE L’ARMISTIZIO CON L’EUROPA SULLA MANOVRA - MA POTREBBE POI ESSERE SCARICATO DA SALVINI E DI MAIO, COME CAPRO ESPIATORIO: I DUE VOGLIONO SOLO UNA TREGUA (E UNO SPREAD CONTENUTO) CHE GLI CONSENTA DI ARRIVARE ALLE ELEZIONI EUROPEE SENZA LA PROCEDURA D'INFRAZIONE

Augusto Minzolini per “il Giornale”

 

stefano buffagni giuseppe conte

Il personaggio lo evocò lo stesso Giuseppe Conte nel suo discorso alla Fiera del Levante. «Oggi è l' 8 settembre disse una data simbolica perché si pose fine ad un periodo buio della nostra storia, culminato con la partecipazione dell' Italia ad una terribile guerra. Con l'8 settembre inizia un periodo di ricostruzione». Tutti presero in giro il premier, pensando che si fosse confuso con la festa della Liberazione del 25 aprile. Invece, no.

 

In quel discorso Conte si riferiva proprio al maresciallo Badoglio, che firmò l'armistizio con gli alleati. E ora, tre mesi dopo, si ritrova a vestire i panni del maresciallo d'Italia, dovendo firmare l'armistizio-resa del governo gialloverde che porrà fine alla guerra con le istituzioni Ue.

giuseppe conte 1

 

Sarà proprio Conte a metterci la faccia quando si dovrà spiegare agli italiani che il parametro deficit-pil non sarà più il numero-totem del 2,4%, ma un 2,2% nel migliore dei casi, un 2% stringendo la cinta, sempre che la Ue non voglia umiliare i sovranisti nostrani imponendogli una cifra sotto il 2%. E sarà sempre il premier ad annunciare al Paese, su mandato del presidente Mattarella, che non abbiamo «spezzato le reni» a Bruxelles, per cui saremo costretti a ridurre i sogni di gloria su reddito cittadinanza e pensioni.

 

giuseppe conte a casa casamonica

Così va il mondo. In fondo Conte ha una dote fondamentale per tirarsi fuori da situazioni scabrose: «È uno che sa incassare i colpi ammette il sottosegretario leghista all'Economia, Massimo Bitonci e questo in politica conta». «Ricorda diceva qualche giorno fa il presidente dei senatori grillini, Stefano Patuanelli quei ministri dc che dicevano una cosa con il sorriso e, magari, qualche ora dopo il suo contrario, con la stessa espressione in viso».

 

luigi di maio giuseppe conte matteo salvini giovanni tria

Insomma, nel governo non c'è nessuno meglio di lui per firmare un armistizio poco esaltante. Non è assimilabile alla categoria dei guerrafondai come Matteo Salvini o Paolo Savona. Il suo carattere è più incline alla mediazione, al compromesso, alla pace. Alla richiesta di radio Rock che gli ha proposto, com' è successo con altri ministri, di interpretare una canzone, il premier ha già fatto sapere il «pezzo» pacifista che preferisce: «Generale» di Francesco De Gregori.

al serraj haftar giuseppe conte

 

«Generale - canterà Conte dietro la collina ci sta la notte crucca e assassina. Generale queste cinque stelle, queste cinque lacrime sulla mia pelle, che senso hanno». Già, che senso ha continuare a combattere una guerra, quando l' innalzamento dello spread per la guerra di parole di questi mesi costerà all' Italia (dati Bankitalia) 15 miliardi in più di interessi sul debito in tre anni, quasi due volte il reddito di cittadinanza?

giuseppe conte a 'italia a 5 stelle' 7

 

O ancora, che senso ha difendere con la spada e la mitraglia quel simulacro del 2,4%, quando la presa d' atto che siamo sull' orlo della recessione (previsione nota a tutti meno che ai ministri gialloverdi) rende di fatto meno sicuri tutti i numeri della legge di bilancio? Appunto, non ha senso. Solo che c' è bisogno di un Badoglio che lo dica, visto che dopo i proclami di questi cinque mesi Salvini e Di Maio non possono permetterselo. «E Conte osserva con una punta di sarcasmo Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fratelli d' Italia, che con la figura del maresciallo d' Italia ha una idiosincrasia di carattere storico è il nuovo Badoglio, quello che firma l' armistizio perché gli altri non hanno il coraggio di metterci la faccia. Che figuraccia!».

 

GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

In realtà non è proprio così. Salvini e Di Maio non vogliono legarsi le mani. Vogliono una tregua che gli consenta di arrivare alle elezioni europee senza la procedura d' infrazione, hanno bisogno di mercati tranquilli e di uno spread sotto controllo per evitare l' insurrezione degli imprenditori piccoli, medi e grandi che alla fine si porterebbe dietro anche l' ira della parte produttiva del Paese. «Io si lamentava ieri Alberto Bombassei, il patron della Brembo ci ho già rimesso un miliardo di capitalizzazione. La manovra? Tutta sbagliata, tutta da rifare».

 

LUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE

Contemporaneamente, però, vogliono chiudere l'armistizio al meglio, senza umiliazioni e senza farsi coinvolgere più di tanto, perché il duello con l'Europa è un argomento, che magari sotto altre vesti, potrebbe tornare utile nella campagna elettorale per il Parlamento di Strasburgo. In poche parole, siamo al tradizionale buon viso e cattivo gioco. Spiega il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi: «Per l' Europa la riduzione del 2,4% è diventata una battaglia ideologica.

GIUSEPPE CONTE

 

Per cui o andiamo alla guerra o stiamo al gioco, sapendo che quello che conta è il consuntivo. In fondo Gentiloni ha guadagnato uno 0,7% tra i numeri contenuti nella legge di bilancio e il consuntivo. Il gioco è che si danno dei numeri, ma poi si spende di più. Solo che se stai troppo al gioco, puoi avere anche brutte sorprese. Per cui puoi accettare il 2,2%, magari spingerti fino al 2%, ma non puoi andare sotto quella soglia. Perché se poi spendiamo di più, a noi non permetterebbero quello che hanno permesso a Gentiloni».

LA PRIMA PAGINA DI FAMIGLIA CRISTIANA SU GIUSEPPE CONTE

 

Ecco perché per Salvini e i suoi colonnelli il 2% è diventata una sorta di linea Maginot. E i grillini, disorientati come non mai, con Di Maio sotto schiaffo, gli vanno dietro in silenzio. «Sotto il 2% - insorge il sottosegretario leghista all' Economia, Garavaglia non se ne parla proprio. Ma siamo matti!». «Andare sotto il 2% - sostiene Bitonci, l'altro leghista al Mef sarebbe una resa. E Conte, che lo sa, si sta comportando bene. Lo sto riscoprendo: è la tipica persona che scegli nel mazzo e si rivela giusta».

 

La persona giusta per essere immolata. «Gli hanno dato la gatta da pelare della pace con Bruxelles», ripete l'azzurro Andrea Mandelli, mentre l'ex-segretario della Cgil, Gugliemo Epifani, ora approdato in Liberi e Uguali, rincara: «Salvini e Di Maio avevano bisogno di qualcuno che li togliesse di impaccio dopo la manovra demenziale che hanno proposto.

Conte è il Badoglio che firmerà l' armistizio con Bruxelles».

giuseppe conte sebastian kurz 7

 

A ben guardare per un compito del genere ci voleva proprio «l' avvocato degli italiani», per citare il premier. «A me ricorda osserva il piddino Andrea Marcucci l' avvocato che insieme al figlio incontra una coppia per una causa di divorzio. Prima ha un colloquio con la moglie che dice le cose più turpi sul marito: e lui gli dà ragione. Poi riceve il marito che descrive la moglie come una donna di malaffare. E l' avvocato gli dà ragione. A quel punto il figlio fa presente al padre: Ma hai dato ragione a tutti e due!. E l' avvocato risponde al figlio: Hai ragione».

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