gennaro vecchione donald trump giuseppe conte

CONTE, UNA NE HA FATTA: LA NOMINA DI VECCHIONE A CAPO DELL’INTELLIGENCE, DUE NE HA SBAGLIATE: CONSENTIRE A VECCHIONE DI DARE INFORMAZIONI E COLLABORAZIONE AL MINISTRO DI TRUMP NELLA RICERCA DI MIFSUD, L'AGENTE DELLA LINK UNIVERSITY AL CENTRO DEL RUSSIAGATE – LA POCHETTE CON LE UNGHIE HA CAPITO CHE I TWEET DI TRUMP NON SONO GRATIS – LINK VECCHIONE (LECTIO)-VALENSISE (DOCENTE) CHEZ SCOTTI – VECCHIONE POTREBBE LASCIARE A BREVE, CONTE PRONTO A TRASLOCARLO A PALAZZO CHIGI CON UN RUOLO DA CONSIGLIERE

Valerio Valentini per “il Foglio” https://www.ilfoglio.it/politica/2019/10/03/news/e-un-paese-per-vecchione-278126/

 

giuseppe conte gennaro vecchione

In fondo, William Barr non ha fatto altro che quello che Giuseppe Conte consiglia a tutti, quando si ritrova impelagato in una questione delicata. "Parlane con Vecchione", dice infatti, assai spesso, il premier ai suoi interlocutori: e che si tratti di amministratori delegati di grandi aziende o di potenziali partner industriali del nostro paese, il suggerimento è sempre quello. "Parlane con Vecchione".

 

WILLIAM BARR JOHN DURHAM

Ed è così che alla fine il ministro della Giustizia americano proprio quello ha fatto: è venuto a Roma e, per ottenere collaborazione nelle sue indagini sulla scomparsa di Joseph Mifsud e sul Russiagate, ha incontrato, appunto, Gennaro Vecchione, il capo supremo del Dis arrivato a dirigere i nostri reparti d' intelligence su precisa volontà dell'"avvocato del popolo".

 

JOSEPH MIFSUD E Ivan Timofeev

Il quale, dopo aver rivendicato per sé la delega ai servizi segreti, nel novembre scorso scartò candidati che alla vigilia parevano ben più accreditati (su tutti, Franco Gabrielli), per imporre un uomo di sua stretta fiducia, a cui lo legava una consuetudine vecchia di anni.

 

La cena per farli conoscere, a quanto pare, la si deve alle rispettive consorti: perché la ex moglie di Vecchione è amica di lunga data di Olivia Paladino, la fidanzata del premier. Che di quello stimato generale della Guardia di Finanza con tre lauree nel curriculum, romano di Roma, col quale s' era più volte ritrovato a confrontarsi - oltreché sul diritto e la formazione dei giovani ufficiali - anche della comune affezione a Padre Pio, si ricordò al momento della scelta.

george papadopoulos simona mangiante

 

E ne decretò la promozione al piano nobile di Piazza Dante, ignorando perfino i mugugni neppure troppo sotterranei di chi riteneva irrituale, se non addirittura sconveniente, affidare i vertici di Dis e Aise (l' intelligence e il servizio segreto per gli affari esteri) a due generali con la stessa divisa: quella delle Fiamme gialle.

 

JOSEPH MIFSUD BORIS JOHNSON

E da lì, con ricorrenza crescente, nacque pure il ritornello ormai diffuso perfino al di là dei confini nazionali: "Parlane con Vecchione". Dal capo del Dis, Conte si fa accompagnare con una frequenza insolita anche in incontri a metà tra il diplomatico e il mondano, nella Roma che conta e non solo, anche quando il tema delle discussioni è solo latamente riconducibile alla sicurezza nazionale.

 

gennaro vecchione

Vecchione diventa, in breve tempo, l' ombrello istituzionale sotto cui il fu professore di Volturara inizia a costruire la sua scalata nel mondo della politica, alimentando un' ansia di affermazione segretamente covata. E Vecchione segue e asseconda le alterne fortune del premier, specie nell' altalenante rapporto con chi poi, di fatto, ne sancirà la piena - per ora - apoteosi: e cioè l' Amministrazione Trump.

 

Conte e Gennaro Vecchione

Le coincidenze, ovviamente, vanno viste con le dovute cautele. E però colpisce che il tweet d' investitura all' amico "Giuseppi", al termine della buriana del Papeete agostana, il presidente americano lo pubblichi il 27 agosto: e cioè, guarda un po', proprio a metà tra le due visite romane di Barr. Entrambe culminate con un incontro segreto, favorito dallo stesso Conte, con Vecchione: entrambe finalizzate a ottenere, più che a chiedere, informazioni e collaborazione nella ricerca (o nella protezione) di Mifsud, l' agente maltese al centro del Russiagate.

 

MIFSUD MANGIANTE BARR

Un modo, insomma, per ribadire che l' investitura a mezzo social network non era certo gratis (né vale, a riscattarla, il solo aiuto nell' indagine). E così Barr ne ha parlato con Vecchione. Che, del resto, sul mistero di Mifsud dovrebbe saperne, forse, non solo in virtù del suo attuale ruolo di capo delle "barbe finte", ma anche per la comune vicinanza agli ambienti della Link Campus, l' università di Vincenzo Scotti di cui Mifsud era uomo di punta - qui aveva incontrato per la prima volta il consigliere di Trump, George Papadopoulos - e da cui si è visto garantire durante la clandestinità un alloggio nel pieno centro di Roma, a due passi da Villa Borghese.

 

JOSEPH MIFSUD 1

E quando già il Foglio aveva rivelato gli ambigui legami tra l' ateneo di Scotti (fucina di almeno un paio di esponenti di governo grillini) e Mifsud, proprio nell' aula magna della Link Campus, il 15 marzo scorso, Vecchione accettava di tenere una lectio magistralis sulle "Nuove sfide per l' intelligence italiana": omettendo di dire che, una di queste, era proprio trovare, o proteggere, quel professore maltese apparentemente scomparso nel nulla da quasi due anni.

 

paola severini melograni vincenzo scotti

Senza contare che poi, come se ci volessero altri indizi per rafforzare i dubbi e i retropensieri sui legami tra i servizi e la Link, a metà settembre, e cioè alla vigilia del secondo incontro ravvicinato con Barr, interessato a fare chiarezza sul ruolo dell' università romana nella vicenda Mifsud, Palazzo Chigi decretava la promozione a vice di Vecchione di Bruno Valensise, uno che i piani alti del Dis li frequenta da anni e che certo definire "uomo della Link" sarebbe riduttivo, ma che pure alla Link è stato docente.

 

bruno valensise 1

Ora va a occupare il ruolo che è stato, fino a pochi giorni fa, di Enrico Savio, che con Vecchione non è mai andato troppo d' accordo e che ora se ne torna alla corte del suo mentore storico, quel Gianni De Gennaro che lo ha voluto di nuovo al suo fianco, in Leonardo, dopo gli anni trascorsi insieme ai vertici dei servizi segreti.

 

vincenzo scotti (2)

Un avvicendamento che ha rinfocolato le voci secondo cui tra gli apparati d' intelligence storicamente filoatlantici, e Vecchione, non sia mai corso buon sangue: anche in virtù delle posizioni ondivaghe tenute dal capo del Dis, e da Conte stesso, sui rapporti con la Cina, sulla collaborazione con Pechino nel settore dell' aerospazio e sulla prevenzione dalla minaccia asiatica nel campo del 5G, che a Palazzo Chigi hanno sempre voluto ridimensionare (prova ne sia la decisione di ammorbidire il decreto sulla "Golden Power" rafforzata in un disegno di legge dalle maglie assai più larghe, per le imprese cinesi) e forse perfino sottovalutare, a giudicare dall' insofferenza che sul tema ha spesso dimostrato l' ambasciatore americano Lewis Eisenberg.

gennaro vecchione flavia giacobbe

 

La virata, poi, è arrivata in extremis: quando Conte ha capito che la fiducia di Washington nei confronti della Lega di Matteo Salvini era terminata, e allora ha deciso di accreditarsi lui come difensore dell' atlantismo. E forse questo basterà all'"avvocato del popolo" per proseguire la sua esperienza da premier, ma forse non varrà a Vecchione la conferma ai vertici del Dis, che potrebbe dover lasciare a breve, magari per andare a seguire il suo amico Giuseppe a Palazzo Chigi con un ruolo da consigliere del premier.

giuseppe conte gennaro vecchionegennaro vecchione francesco vestito foto di baccogiuseppe conte gennaro vecchione 1bruno valensise 2bruno valensiseGennaro Vecchione lt

JOSEPH MIFSUDvincenzo scotti luigi di maio

Gennaro Vecchione il prefetto gennaro vecchione foto di bacco (2)gennaro vecchione annalisa chirico foto di baccogennaro vecchione francesco vestito matteo salvini annalisa chirico e luigi gubitosi foto di baccoil prefetto gennaro vecchione foto di bacco (1)

franco frattini vincenzo scottiBELLONI SORRIDE A DI MAIOvincenzo scottiBELLONI IN PRIMA FILA DA DI MAIOvincenzo scotti gianni letta

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”